Uccide il vicino di casa a martellate durante la lite per il muretto di confine

Parma, uccide il vicino a martellate durante la lite per il muretto di confine

Ha ucciso il vicino di casa a martellate durante la lite per il muretto di confine. È quanto successo a Setterone, piccolo paese della montagna parmense al confine fra l'Emilia-Romagna e la Liguria. A perdere la vita, colpito più volte alla testa, Luigi Guareschi, settanta anni. Il presunto omicida, che nella notte ha confessato il delitto agli inquirenti, M.S., 63 anni, è un vicino di casa della vittima.

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La lite


L'omicidio è maturato al culmine dell'ennesima discussione fra i due. Ieri si sarebbero nuovamente affrontati per causa di un muretto che dividerebbe in modo non corretto, per uno dei due, le proprietà. Il 63enne questa volta non si è limitato alle urla ma ha preso un martello ed ha fracassato la testa del 70enne con più e più colpi. Poi ha fatto ritorno a casa.

L'allarme è scattato nel tardo pomeriggio quando il corpo senza vita di Guareschi è stato ritrovato lungo una strada comunale, poco distante dal suo paese di residenza, da un passante. Sul posto 118 e carabinieri che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del settantenne.

Il corpo era nei pressi di un ponticello, riverso in una pozza di sangue ed aveva profonde ferite devastanti al volto e alla nuca. I sospetti dei carabinieri di Borgo Val di Taro e della Procura di Parma si sono in breve tempo concentrati sul vicino di casa e in serata è scattato il blitz dei militari che, armati e con giubbotti antiproiettile, hanno fatto irruzione nell'abitazione del 63enne e lo hanno fermato.

All'interno della casa hanno effettuato subito un sopralluogo gli uomini del Ris di Parma e gli inquirenti hanno trovato diverse tracce di sangue su alcuni indumenti del presunto omicida. L'indagato è stato così portato in caserma e a tarda notte, una volta arrivato il suo avvocato, ha confessato di essere stato lui l'autore del delitto.

L'arma con cui ha ucciso il settantenne è stata ritrovata: era stata gettata in un ruscello a poca distanza dal luogo dell'uccisione. Il medico legale ha già confermato la compatibilità con le ferite ritrovate sul corpo della vittima. Ora il 63enne deve rispondere di omicidio volontario, in attesa della convalida del fermo. Si trova nel carcere di Parma.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Luglio 2020, 09:34
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