Fase 2, le regole del governo alle Regioni per riaprire spiagge, negozi e locali. Le Regioni: inapplicabili

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di Simone Canettieri
ROMA Ci sono le linee guida per le riaperture di ristoranti, bar, negozi, barbieri e stabilimenti balneari. Ma le Regioni in vista di lunedì puntano i piedi: «Per come sono scritte sarà difficile applicarle», è il coro generale. Bisognerà trovare, sottolinea il governatore Stefano Bonaccini a nome di tutti i presidenti, «un compromesso» tra i protocolli dell’Inail e dell’Istituto superiore di sanità e la loro esecuzione. Da lunedì dunque le Regioni, seguendo le regole degli esperti del Comitato tecnico scientifico, potranno far ripartire le attività valutando autonomamente quali riaprire subito e quali invece devono ancora attendere, come i centri sportivi e le palestre per i quali si ipotizza il 25. Si tratta di indicazioni che il governo dà per una tutela rigorosa ed esclusiva sul lavoro», dice il ministro delle Autonomie Francesco Boccia in Parlamento ribadendo però la necessità di muoversi con la massima cautela: l’Italia «è un malato in condizioni migliori di prima. Ma è pur sempre un malato, che non può permettersi ricadute».

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GLI SCOGLI
I documenti tecnici riguardanti negozi, bar, ristoranti, spiagge, estetisti e parrucchieri fissano paletti molto stringenti. Questi ultimi, ad esempio, potranno essere aperti anche domenica e lunedì, dovranno allestire degli spazi all’aperto per far attendere i clienti e distanziare le postazioni di due metri. Non sarà possibile neanche leggere una rivista e lo shampoo sarà obbligatorio, così come mascherine, guanti e visiere per i lavoratori e mascherine per i clienti. Anche per bar e ristoranti non mancano le proteste. Per chi ha locali piccoli sarà impossibile far rispettare il distanziamento sociale senza andare in perdita. «Se lo mettano a casa loro un tavolo ogni 4 metri, ma non nei ristoranti» reagisce il governatre leghista del Veneto Luca Zaia che infatti propone 1 metro tra un tavolo e l’altro. Non solo: per i ristoranti di dimensioni ristrette sempre il comitato scientifico propone l’applicazione di barriere di plexiglass. Ma c’è anche il fronte degli stabilimenti balneari ad agitare i territori che puntano sul turismo in vista dell’estate. Attacca infatti Giovanni Toti dalla Liguria: «Cerchiamo di essere seri e rigorosi nella logica, se la distanzia sociale deve essere di 2 metri, lo sia ovunque». Per gli ombrelloni, invece, si punta a 4,5 metri, che diventano 2 nel caso del distanziamento dei lettini. Standard che per una regione dalle spiagge strette come la Liguria sono davvero di «difficile applicazione». In generale per garantire ai titolari degli stabilimenti di non perdere troppi introiti, visto il flusso ridotto di clienti, il governo sta anche pensando alla possibilità di farli “allargare” nelle aree libere adiacenti. Uno scenario che però non va giù, soprattutto al Sud, al M5S: «Così si curano solo gli interessi dei privati». Siamo dunque di nuovo alle recriminazioni e ai problemi organizzativi. Ecco perché Bonaccini insiste: «Dobbiamo evitare di dire abbiamo le linee guida ma nessuno potrà applicarle e quindi le attività rimarranno chiuse». Serve «un’intesa». O comunque regole meno rigide.

LA DIFESA
Boccia che ha appena chiuso un accordo non semplice con i vari territori andati finora in ordine sparso cerca di riportare tutti alla calma. E ribadisce però che proprio quelle regole sono l’unica alternativa al lockdown. «Dobbiamo abituarci all’idea che nella seconda fase, ripartendo il lavoro, il rischio» di nuovi contagi si sposterà «nei luoghi di lavoro. E noi dobbiamo evitarlo con tutte le forze». 

Spiagge/1
Per gli ombrelloni 4,5 metri di distanza minima

Meno ombrelloni e distanziamento. Queste le regole base per la riapertura degli stabilimenti balneari. Ci saranno dispenser di gel igienizzanti nelle zone di passaggio. La distanza tra gli ombrelloni dovrebbe essere di 4,5 metri almeno. Tra una fila e l’altra la distanza sale a 5 metri. Dovranno essere sanificati tutti gli spazi comuni come docce e bar. Saranno previsti ingressi e uscite distinti, con percorsi prestabiliti per limitare al massimo i contatti tra gli individui.

Spiagge/2
No ai giochi sulla riva, e niente piscine

Saranno vietate le «attività ludico-sportive» che potranno dar luogo ad assembramenti e i giochi di gruppo, tanto amati dai più piccoli. E poi: le piscine degli stabilimenti dovranno restare chiuse per evitare il propagarsi del virus. Nello stabilimento andrà indossata la mascherina finché non si raggiungerà il proprio ombrellone e ci vorrà una vigilanza specifica sul rispetto del distanziamento fisico da parte dei bambini.

Spiagge/3
Il soccorso diventa più difficile

Nelle linee guida c’è anche scritto, in caso di malori almare «di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca dell’attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della persona in difficoltà». Per i soccorsi dunque diventerà tutto più difficile, a partire dalla respirazione bocca a bocca nei confronti di chi ha perso i sensi. Tanto che c’è già chi chiama questa nuova regola il «divieto di annegare». 

Negozi/1
Ingressi contingentati nei mall 

Per tutti i centri commerciali l’indicazione è quella degli ingressi contingentati nelle strutture con numeri variabili a seconda delle dimensioni del complesso. Non tutti potrebbero aprire lunedì prossimo. Anzi dalministero della Salute frenano e si appellano al buon senso dei governatori delle Regioni. In generale, nei negozi di abbigliamento, per esempio, dovranno essere forniti di guantimonouso per i clienti per toccare gli articoli, pulire e disinfettare ogni giorno le cabine di prova.
 


Negozi/2
Uno alla volta nei locali fino a 40 metri quadri 

N ei negozi piccoli, sotto i 40metri quadrati, è consentito l’ingresso a una persona alla volta. Se la porta è unica, il titolare dovrà sempre evitare che i clienti si incrocino. Se ci sono più porte saranno differenziati l’ingresso e l’uscita dal negozio. Per quanto riguarda i negozi di vestiti chi prova un capo dovrà sempre indossare mascherina e guanti. La sanificazione dei negozi è obbligatoria ogni giorno per garantire l’igiene rigorosa degli ambienti. Obbligo di informazione diffusa sui comportamenti da adottare. 

Ristoranti/1
Tra i tavoli 4 metri quadri a cliente

A ndare al ristorante in sicurezza richiederàmisure straordinarie da parte sia dei gestori che degli avventori. Tanto per cominciare tra ogni tavolo dovrà esserci una distanza minima di 2 metri per 2. Tutti i clienti, inoltre, dovranno indossare la mascherina per andare in bagno o alla cassa, o comunque per fare qualsiasi cosa diversa dal mangiare seduti al proprio posto. Sarà poi obbligatoria anche la presenza di gel disinfettanti sui tavoli.

Ristoranti/2
Più posti all’aperto aria condizionata da evitare 

La raccomandazione è quella di privilegiare la sistemazione dei tavoli all’aperto, attraverso dehors o soluzioni simili. Nei locali chiusi, invece è indispensabile «il ricambio di aria naturale e la ventilazione». Da evitare invece l’aria condizionata per combattere la diffusione del virus. Saranno privilegiati i pagamenti con bancomat o carta di credito. Nei ristoranti di piccole dimensioni che non possonomettersi i tavoli fuori, ci dovrà essere il plexiglass tra un tavolo e l’altro

Ristoranti/3
Addio buffet e menù tradizionali

La turnazione nel servizio inmaniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria, spiegano le linee guida per la riapertura dei ristoranti, può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale. Vanno eliminati - si legge ancora - le modalità di servizio a buffet o similari proprio per garantire il distanziamento tra gli avventori. Da preferire il menù digitale, no a quello cartaceo.

Bar/1 Gel, guanti e mascherine all’ingresso
No all’assembramento dei clienti all’ingresso dei locali; installazione di dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani e di apposita cartellonistica sulle regole di comportamento da seguire, anche in lingua inglese. Distribuzione dei tavoli inmodo da garantire la distanza di almeno un metro tra le persone sedute, dando la preferenza, se possibile, alla sistemazione all’aperto (dehors). Ovviamente gel, guanti emascherine all’ingresso.

Bar/2
Sanificazione dei banconi due volte al giorno 

Le linee guida condivise, che si rifanno al protocollo sottoscritto il 24 aprile scorso da Governo e parti sociali, dedicano poi una speciale attenzione alle attività di pulizia, disinfezione e sanificazione, che dovranno essere effettuate almeno due volte al giorno, con particolare riguardo a banconi, servizi igienici,maniglie di banchi ed armadi, frigoriferi e terminali Pos. In particolare, dovranno essere utilizzati prodotti adeguati alla sanificazione e non generici prodotti per la pulizia ordinaria dei locali.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 14 Maggio 2020, 17:42
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