Produzione sportiva convertita: ecco le mascherine ricondizionabili

di Giovanni Piva
TEZZE SUL BRENTA - Dalla tecnologia al servizio dello sport vengono suggerimenti utili anche nel contrastare la diffusione dei contagi da virus. Un'azienda di Tezze sul Brenta, Energiapura, ha studiato come applicare le sue conoscenze in materia di tessuti tecnici, usati nell'abbigliamento sportivo per molteplici discipline, per convertire immediatamente la propria produzione in mascherine di classe 1, ottenendo in tempi brevissimi il riconoscimento della conformità alle direttive Cee, con certificazione Uni en 14683:2019 come "Mascherine facciali ad uso medico".
L'idea è stata di creare un presidio di protezione quotidiana sia in questo momento di emergenza che in prospettiva di un ritorno alla convivenza sociale, lavorativa e ricreativa, studiato per limitare il più possibile i disagi dall'uso prolungato. Un capo-barriera che protegga adeguatamente la respirazione ma che non sia usa-getta, ma sia riutilizzabile e ricondizionabile cioè dopo un primo utilizzo. L'uso di fibre tecniche ha portato l'azienda vicentina a ideare un tessuto composto di tre differenti strati, ritrattabile con un lavaggio a 60° ed un passaggio di vapore di un normale ferro da stiro, permettendo così di avere una mascherina pulita e sanificata ogni giorno. Il vantaggio è anche ambientale, evitando i problemi di smaltimento delle mascherine monouso. Come per ogni capo di abbigliamento sportivo, i materiali sono studiati anche per essere anallergici e traspiranti, ma senza assorbire liquidi dall'esterno.
Ultimo aggiornamento: Sunday 5 April 2020, 16:37
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