Coronavirus, esiste una fascia climatica ideale per la sua propagazione? Lo studio che fa sperare nell'estate

Coronavirus, lo studio che fa sperare: si propaga meglio con le temperature basse. L'estate lo spazzerà via?

Il Coronavirus è più contagioso in determinate zone del nostro pianeta? Secondo uno studio di alcuni scienziati dell'Università del Maryland, scienziati che appartengono al Global Virus network, si. Secondo uno studio rilasciato proprio pochi giorni fa da questo network , esiste un'interessante correlazione tra la diffusione del virus e le caratteristiche climatiche dei luoghi in cui si sta maggiormente diffondendo. 

Lo studio - segnalato dal sito Businnes Insider Italia - punta la propria attenzione su alcuni determinati paramentri: latitudine, temperatura, umidità. Secondo gli scienziati il Coronavirus si sta propagando soprattutto nel corridoio compreso tra i 30° e i 50° gradi di latitudine. E  sopravviverebbe meglio in un clima tra i 5 e gli 11 gradi e con un'umidità compresa tra il 47% e iul 79%. Tutte caratteristiche che in qualche modo sono compatibili sia con La lombardia sia con la regione di Hubei. 

Inoltre, come hanno fatto notare molti studiosi in queste settimane, alcuni paesi vicini alla Cina non stanno subendo il contagio in maniera così massiva come avviene in Lombardia. Qualche esempio: a Bangkok, Thailandia, meno di 100 casi. Circa 50 sono quelli in Vietnam, una decina in Cambogia. Tutti paesi in cui l'igiene - inoltre non è proprio ai massimi livelli possibilli. E sono paesi che in questi mesi stanno raggiungendo temperature oltre i 30 gradi. Questo, dunque, confermerebbe l'ipotesi avanzato dallo studio, ovvero che il Coronavirus si propagherebbe con più efficienza in determinate condizioni climatiche. 

Invece nel periodo tra gennaio e febbraio in cui c’è stata la massima evoluzione, a Wuhan la temperatura media era di 6,8, a Seoul di 7,9, a Teheran tra 7 e 15, a Piacenza di 8-10, a Milano 6-9. Secondo alcuni scienziati questo dipenderebbe proprio dal diverso clima e dalle diverse temperature di questi paese. 

I primi focolai presenti in Africa, potrebbero confermare o smentire l'ipotesi tracciata dagli scienziati del Global Virus network.

 


Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Marzo 2020, 20:36
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