Alice Venturi è Alice Like Audrey: «Sul web insegno a truccarsi ma senza i filtri di Instagram»
di ​Ilaria Del Prete

Alice Venturi è Alice Like Audrey: «Sul web insegno a truccarsi ma senza i filtri di Instagram»

Il mondo di Alice Venturi è a colori. Quelli dei suoi capelli, che possono variare dal biondo platino al romantico rosa, e quelli dei make-up che insegna da ormai dodici anni a quanti la seguono su Youtube - prima - e Instagram - poi. E dire che quella del beauty per lei, che sul web è conosciuta come Alice Like Audrey, non è stata neanche una scelta così scontata.

Quando ha cominciato?
«Era la fine del 2007. Ho pubblicato su Youtube un video per partecipare a un contest di una youtuber americana. All’epoca ancora non c’erano make-up artist italiane online. Non ho vinto, ma molte ragazze hanno cominciato a scrivermi per avere consigli. Così ho iniziato a fare video tutorial».



Com’è nata la passione per il make-up?
«Ho studiato al liceo artistico. L’arte ha sempre fatto parte della mia vita. Poi il trucco è diventato il mio passatempo insieme ai video. Certo, all’inizio le amiche mi prendevano in giro».

E ora, invece?
«Quando torno a Lucca (vive a Milano, n.d.r.) parlo poco del mio lavoro. Per loro è ancora difficile da capire. Mi vedono un po’ speciale. Un prodotto d’esportazione della loro terra di cui essere orgogliose».

Quando ha capito che il web era diventato un lavoro?
«Dopo il diploma mi sono iscritta ad Architettura a Firenze. Dai primi video erano passati sei anni. Le aziende mi avevano notato. Alcune mi hanno fatto capire che sarebbe stato meglio avere in tasca un titolo da make-up artist. Così che ho deciso di lasciare l’università e seguire un corso specifico. Un salto nel vuoto».

Pentita?
«Felicissima. Quando lavori sul web devi sempre avere un piano B. Se tutto dovesse finire, ricomincerò a truccare le spose o le modelle per le fashion week. Cose che amo ma ora non riesco più a fare».

Nel suo curriculum c’è anche la tv.
«Per quattro anni sono stata ospite di Caterina Balivo a Detto Fatto. Poi Pechino Express e dal 20 settembre tornerò nel contenitore pomeridiano lavorando con Bianca Guaccero».

Ha una grande visibilità, sente il peso della responsabilità?
«Chi è nella mia posizione ha un obbligo morale nei confronti dei followers. Nel mio piccolo provo a sensibilizzare su temi importanti. Ho partecipato a una campagna dell’Airc e da novembre parteciperò a un progetto del Comune di Milano e Anas sulla sicurezza stradale: no alle storie su Instagram alla guida». 

I social nascondono altre insidie?
«Instagram non è la realtà. Ad esempio, ho dovuto truccare persone che mi chiedevano di riprodurre make-up visti in foto senza capire che si trattava di immagini modificate con filtri. E questo può creare insicurezze. Bisogna avere spirito critico». 


Mercoledì 11 Settembre 2019, 05:00
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