Roma, il centro anziani da record: dal Tai chi alla recitazione, boom di iscritti a Trastevere

di James Perugia
Un po’ come i Beatles per la musica o Mark Zuckerberg per la comunicazione, così Gianfranco Caldarelli ha portato la sua rivoluzione nel mondo degli anziani romani, trasformando il centro di viale Trastevere 143 in un posto unico. In un anno, sotto la sua presidenza, gli iscritti sono passati da 170 a 430. Tutti over 65. Signori e signore di tutta Roma, ora, fanno la fila per venire qui.

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«Alcuni prendono addirittura due autobus per raggiungerci - racconta Caldarelli - da un anno e mezzo a questa parte abbiamo fatto una piccola rivoluzione sociale». Oltre ai classici scacchi e ballo, a Trastevere ci sono corsi di inglese, Tai chi, scrittura creativa, tanto per fare qualche esempio. Il bello è che tutti possono proporre un corso o una nuova attività: «Ognuno ha la possibilità di esprimere quello che sente – continua Caldarelli – come la signora Paola, che ama la fotografia ed ha organizzato una mostra, qui, con i suoi scatti». 

Lo spirito del centro è tutto nelle parole della signora Gina: «Siamo tutti un po’ soli, allora si viene qui per fraternizzare e provare a ricucire le ferite», racconta. Gina ha più di 80 anni, e poco tempo fa ha perso il compagno di una vita, con cui era stata sposata per 60, quello con cui «si diventa molto più che marito e moglie – dice - si diventa fratelli, amici». Gina ha passato un periodo buio, ma il calore che ha trovato al centro anziani di Trastevere l’ha aiutata a rivedere la luce. «Le mie amiche hanno insistito tanto... Devi assolutamente venire qui, mi dicevano. Così ho cominciato a frequentare il centro ed ora ci passo tutti i pomeriggi». Chi al centro ci viene in macchina tutti i giorni, invece, nonostante la veneranda età, è Giovanni, che con i suoi 98 anni è il più anziano della compagnia. Si mantiene in forma smagliante anche grazie alla sua passione, il ballo: «Mi fanno un po’ male le gambe ma ballo ancora, e lo faccio veramente bene… Gli altri si mettono intorno a me e mi battono le mani, perché oramai non c’è più un’anima che sa ballare come si faceva una volta…».

Giovanni ha condiviso tutta la sua vita con Livia ed anche al centro anziani di Trastevere non va mai senza di lei: «Mia moglie è fenomenale per tutto quello che fa, però mi da un po’ da fare: qualunque cosa dico mi deve dare contro…», chiamata in causa arriva la sua dolce metà, Livia: «Ma se è lui che mi fa sempre arrabbiare, uno di questi giorni lo butto dalla finestra…» (si guardano e sorridono).


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Giovedì 14 Febbraio 2019, 10:50
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