Assemblea Pd, Martina: «Confermo le mie dimissioni»

Assemblea Pd, Martina: «Confermo le mie dimissioni»

«Mettiamo in campo insieme una nuova stagione di unità ». Lo dice Maurizio Martina all' assemblea del Pd confermando le dimissioni da segretario. «Capita che in una forza come nostra, troppo spesso no riusciamo a far prevalere gli elementi che ci uniscono» ora «mettiamo in campo un congresso che sia in grado di stupire l'Italia per la sua concretezza e capacità di creare unità vera». E «coerentemente con il mandato dato i a luglio dall'assemblea, confermo qui le mie dimissioni».

«Io penso di potere dire che in questi mesi difficili, in cui nulla era scontato, siamo riusciti a impostare un lavoro di ricostruzione, ne sono orgoglioso e sono consapevole che èsolo l'inizio di un impegno più radicale e forte nella fase nuova che si è aperta il 4 marzo», spiega Martina.  «Passi cruciali sono ancora da compiere, questo percorso ha solo cercato di dare alcuni segnali di premessa per un lavoro di ricostruzione» come è stato con la manifestazione i piazza del Popolo, «la prima che ha dato un segnale di reazione e che ha dimostrato come questo partito sia essenziale per l'alternativa alla destra». 


«Non dobbiamo avere paura di criticarci e di criticare i nostri errori, lo dobbiamo fare per cambiare. Perché avere paura? Un grande partito fa questo perché ha la cura del proprio destino e non vuole mettere la polvere sotto il tappeto perché fa male»,  ha continuato Martina. «La nostra impalcatura organizzativa e statutaria è superata dagli eventi. Va cambiato e mi sarebbe piaciuto che lo facesse questa assemblea».

E ancora: «So che c'è bisogno che il Pd metta in campo sempre, con forza, la sua alternativa. Tutti avvertiamo l'insufficienza del lavoro fatto sin qu». «Non mi spaventa il fatto che sentiamo di non essere ancora compiutamente all'altezza della partita che si sta giocando con le forze distruttive per il Paese - ha aggiunto -, vorrei il massimo dello sforzo per trasformare questa insufficienza in una proposta», ha aggiunto il segretario uscente. 

«L'incrocio storico tra domande di senso e battaglia per l'Europa, può rivelare la ragione stessa del nostro essere, del nostro fare, del nostro impegno per l'Italia», ha continuato il segretario uscente del Pd. «Dobbiamo aprire un corpo a corpo con la destra dello status quo, da intraprendere per una Europa più sociale, che protegga e promuova i cittadini, che sconfigga una sensazione che attraversa la società. Abbandonare l'orizzonte europeo è una follia», ha concluso.
Sabato 17 Novembre 2018, 12:34
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