Cous cous a scuola al posto del maiale, Giorgia Meloni: «Un favore all'Islam». E Selvaggia Lucarelli risponde così
di Domenico Zurlo

Cous cous a scuola al posto del maiale, Giorgia Meloni: «Un favore all'Islam». E Selvaggia Lucarelli risponde così

Cous cous al posto del maiale nelle mense della scuola, dal nido alla materna. Questa novità, presente da lunedì scorso nelle scuole Montalcini e De Andrè di Peschiera Borromeo, nel milanese, ha provocato furiose polemiche: con tanto di botta e risposta su Twitter tra Giorgia Meloni, che ha parlato di follia perché «viene eliminato il maiale per fare posto al cous-cous, alimento tipico nordafricano. Ora sono i figli degli italiani a doversi adeguare alle esigenze alimentari di chi dovrebbe integrarsi?», e Selvaggia Lucarelli, che ha ribattuto rilevando che «il cous-cous c’è volta al mese, questo è il menù della scuola. Un adeguamento davvero pazzesco, di questo passo sostituiranno l’ora di flauto con l’ora di bonghi. Fortuna che ci sei tu che vigili».

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REAZIONI SCOMPOSTE
Ma non c'è solo la Meloni tra chi si è indignato per questo menu "islamico", o presunto tale. Il nuovo menu della scuola ha scatenato infatti le ire di vari esponenti della Lega e di Fratelli d'Italia lombardi, come gli assessori regionali all' Agricoltura Fabio Rolfi e alla Sicurezza Riccardo De Corato. E in un clima teso anche per il caso-mensa di Lodi, dove per il nuovo regolamento comunale circa 200 bambini stranieri non hanno più agevolazioni in mensa, è diventato anche un caso nazionale. Rolfi ha definito «semplicemente una follia» il menu, dicendo che «i genitori hanno fatto bene a lamentarsi ed è mia intenzione intervenire». «Se si tratta davvero di un favore alla comunità islamica, la Regione Lombardia scenderà in campo», le sue parole.

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La carne di maiale «deve stare - ha precisato - nelle mense scolastiche perché fa bene ed è parte della corretta dieta alimentare dei nostri ragazzi». A ciò si aggiunge che «rappresenta inoltre un mercato che genera un indotto straordinario nella nostra regione. Se per motivi 'religiosì qualcuno non vuole mangiare il prosciutto può tranquillamente scegliere altro. Certamente in Lombardia non devono però essere i bambini lombardi ad adeguarsi alle esigenze altrui. Questo episodio - ha concluso - darà ulteriore spinta alla mia azione: promuovere i cibi lombardi nelle mense collettive di scuole e ospedali».


LA RISPOSTA DEL SINDACO La risposta del sindaco di Peschiera Caterina Molinari, eletta con una lista civica, è arrivata via Facebook. In un lungo post ha bollato la polemica politica come «assurda, perché ha scomodato ex onorevoli, assessori e consiglieri regionali che hanno fatto esercizio di dichiarazioni prive di alcun fondamento. Incredibile, perché si è usata la buona fede e le preoccupazioni dei genitori per creare un caso sociale senza precedenti». «Il menu proposto -prosegue la sindaca- è equilibrato e adatto anche a dei bambini, e certamente sa che non strizza l'occhio all'Islam, come invece strumentalmente è stato dichiarato da qualche politico a corto di contenuti».

 

UN GIORNO SU 20 In sintesi, scrive il sindaco: il cous cous è previsto solo un giorno su 20 e il menù ha avuto l'ok dell'Ats (l'ex Asl). «Nelle nostre scuole - ha assicurato - non si mangia né italiano, né etnico, né vegano. Nelle nostre scuole si mangia sano ed equilibrato, si insegna ai bambini anche attraverso l'alimentazione ad essere uomini e donne preparati ad affrontare il mondo. Soprattutto, nella nostra città non si fa politica sulla pelle dei nostri bambini e sulle preoccupazioni dei loro genitori. Preoccupazioni lecite e legittime, che troveranno ascolto nelle sedi opportune». E sempre «nelle sedi opportune - ha aggiunto - ci occuperemo di segnalare chi, senza alcun riguardo per il diritto dei bambini a non essere coinvolti in ridicole bagarre politiche, pensa di poter diffamare il nome della nostra città senza conseguenze».
Martedì 16 Ottobre 2018, 13:42
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