Il legale della vedova di Lucio Battisti:
"E' fallito il tentativo di Mogol"

Il legale della vedova di Lucio Battisti:
"E' fallito il tentativo di Mogol"

All'indomani della sentenza del tribunale di Milano che ha respinto la domanda di Mogol contro la vedova di Lucio Battisti, accusata dal noto paroliere di mala gestio societaria, Grazia Letizia Veronese torna sull'argomento del contendere con una dichiarazione affidata all'avvocato Simone Veneziano.

«Leggiamo in queste ore - spiega Veneziano in un comunicato - sui media interpretazioni opportunistiche e fuorvianti della sentenza del Tribunale di Milano che ha respinto la domanda di Mogol contro Grazia Letizia Veronese. Questa causa è stata iniziata nel 2012 da Mogol allo scopo di sentire condannare la signora Grazia Letizia Veronese a pagargli 8 milioni di euro di risarcimento del danno, per aver ostacolato lo sfruttamento commerciale del repertorio Mogol/Battisti. L'obiettivo dichiarato in giudizio da Mogol quindi era chiarissimo: mettere le mani in tasca della signora Grazia Letizia Veronese, aggredire il suo patrimonio, annientarla economicamente; dopo averla per anni pubblicamente additata come la vedova che mangia i bambini. Ma l'obiettivo, alla luce della sentenza, può dirsi miseramente fallito. Il Tribunale di Milano ha respinto la domanda di Mogol per mala gestio contro Grazia Letizia Veronese, escludendo che la moglie di Lucio Battisti possa aver commesso un illecito come amministratore della Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.l».

«Il Tribunale di Milano infatti - continua Veneziano - ha condannato non la Signora Grazia Letizia Veronese, bensì la Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.l. a pagare a Mogol 2,6 milioni di euro. Una società, la Edizioni Musicali Acqua Azzurra S.r.l., della quale lo stesso Mogol è socio, attraverso un'altra società a lui e ai suoi due figli direttamente riconducibile. Quindi, quando si tratterà di eseguire la condanna, le mani Mogol finirà per doversele mettere nelle sue di tasche. Non solo. Il Tribunale di Milano fa salvi i diritti degli eredi di Lucio Battisti inteso, non già come autore, bensì come interprete delle canzoni del repertorio Mogol/Battisti».

«Quindi da domani - conclude - Mogol potrà ostinarsi a voler abbinare il brano 'Acqua Azzurra, Acqua Chiara' ad un dentifricio; ma dovrà farselo cantare da uno dei suoi allievi del Cet di Toscolano. Spiace, sinceramente, che egli non voglia farsene una ragione. Ma il dispositivo della sentenza questo dice. Il resto è solo risentimento e frustrazione».
Venerdì 29 Luglio 2016, 09:38
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