Carabiniere morto durante l'esercitazione: Andrea colpito al petto dall'M12 del collega

Carabiniere morto durante l'esercitazione: Andrea colpito al petto dall'M12 del collega

  • 695
    share
Un solo colpo al petto, preciso e letale. I militari delle Api (Aliquote primo intervento) sono addestrati anche a questo, a essere veloci ed efficaci. Stavolta, però, a morire è stato un membro della squadra, l'appuntato Andrea Vizzi, di 33 anni, che si stava esercitando all'interno della caserma Montebello di via Vincenzo Monti, a Milano. L'incidente è avvenuto attorno alle 18, il gruppo si trovava in un'area di addestramento ricavata nella zona dei garage della caserma, stava mettendo a punto delle tecniche di intervento speciale. Le Api sono infatti una squadra d'élite utilizzata per le emergenze e nelle azioni di antiterrorismo, in alcune occasioni lavorano in collaborazione con altri reparti esclusivi.



La dinamica è ancora al vaglio degli investigatori ma, secondo quanto si è appreso finora, si sarebbe trattato di un colpo accidentale esploso senza alcuna intenzione di ferire. Il proiettile del fucile M12 calibro 9 ha centrato il 33enne al petto, questo è un primo indizio per ricostruire cosa è accaduto. Oltre a un elmetto speciale in kevlar con visiera, le Api indossano giubbotti antiproiettile che a «pieno carico», cioè con tutte le dotazioni, raggiungono i venti chili di peso. Il fatto che il carabiniere non lo avesse in quel momento lascia pensare che l'incidente sia avvenuto al termine della esercitazione o comunque in una fase di «riposo».

Per 40 minuti hanno provato a rianimarlo sul posto ma Vizzi è morto una volta arrivato al Policlinico. Originario di Lecce, l'appuntato non era sposato e non aveva figli. Era arrivato all'Aliquota da un anno come volontario e prima era in servizio alla stazione di Arese. Il collega che gli ha sparato è stato trasportato in stato di choc all'ospedale e sarà sentito appena sarà in grado di parlare.



Profondo cordoglio per la morte di Vizzi é stata espressa ai familiari e al comandante dell'Arma generale Nistri dal capo di stato maggiore della Difesa generale Graziano È la prima volta che avviene un episodio così grave tra le Api, famose proprio per la preparazione esclusiva. Trascorrono quattro settimane al Coespu (Center of Excellence for Stability Police Units, ovvero il Centro di eccellenza per le Unità di polizia di stabilità) di Vicenza dove si addestrano con istruttori del Gis, poi tornano a Roma per perfezionarsi nel tiro, nelle tecniche di disarmo, nella lotta corpo a corpo, al primo soccorso e alla guida sicura. È previsto anche un aggiornamento all'anno con i colleghi del Gis a Livorno ma l'allenamento, come dimostra l'esercitazione alla Montebello, è continuo.

Lunedì 12 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:08
© RIPRODUZIONE RISERVATA
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE..
COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-02-14 01:47:34
Non mi sembra che in altri paesi si siano dimostrati più avanti di noi visto i continui attacchi che anno subito e le poche capacità preventive e investigative dimostrate, siamo sempre pronti a parlaci male ma i fatti dimostrano che gli altri non sono messi meglio..vedi Francia Belgio Inghilterra etc
2018-02-13 00:11:32
Sono talmente d'élite che ancora non sanno che durante gli esercitamenti non si usano proiettili veri? Usate termini come "d'élite" oppure " antiterrorismo" per far credere che abbiamo un qualche reparto speciale e poi messi al confronto col resto del mondo sono solo i soliti imbe cilli di sempre. E se volete sapere perché lo so è perché vivo nel mondo da oltre 15 anni e l'italia è sempre e comunque mille anni dietro a tutti.
DALLA HOME