Ultra', non piace ai club l'idea di Renzi
«Tocca allo Stato garantire la sicurezza»

Ultra', non piace ai club l'idea di Renzi
«Tocca allo Stato garantire la sicurezza»

Le società di calcio paghino le spese per l'ordine pubblico? L'idea del premier Matteo Renzi non piace

per niente ai club. «Non abbiamo nè soldi nè competenze», protesta il presidente del Milan, Silvio Berlusconi. Si annuncia dunque complicato il confronto tra Governo e società in estate, quando si dovranno preparare le misure anti-violenza per la prossima stagione.



«È evidente - insiste da parte sua Renzi - che se ci sono dei costi da pagare, è giusto che paghino le società. Non è giusto che paghi la gente che non vuole andare allo stadio con la fiscalità generale. Ma fermiamoci un attimo, evitiamo che gli sciacalli della campagna elettorale sfruttino i feriti. Dal 26 maggio discutiamo sulle misure che ci servono». Anche per il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, «non è immaginabile che le società restino estranee alla questione sicurezza. Chiederemo ai club di fare la loro parte fino in fondo».



Un'indagine stima in 45 milioni di euro il costo annuo sopportato dallo Stato per il mantenimento dell'ordine pubblico legato alle partite. Un prezzo che il Governo è intenzionato a far scendere. Dal 2007, con il pacchetto di norme che ha introdotto la figura degli steward all'interno degli stadi, si è registrato un progressivo calo del numero delle forze dell'ordine impiegate per gli eventi calcistici. Che resta però ancora massiccio, a fronte del continuo decremento degli operatori complessivi e delle risorse assegnate al settore.



Ma dal mondo del calcio arriva un coro di no. «Non credo - spiega Berlusconi - sia utile e possibile che la sicurezza negli stadi debba essere affidata alle società di calcio. Per due motivi: tutte le società presentano bilanci difficili, molti in deficit e non possono permettersi questa spesa e poi perchè non avrebbero mai la competenza per un'efficace sistema di sicurezza». Gli fa eco Urbano Cairo, patron del Torino. «I club - ricorda - già pagano centinaia di steward per la sicurezza all'interno dello stadio in ogni partita. Occorre poi capire bene come funziona su questo versante, diciamo così, economico, in paesi come Germania, Inghilterra, Francia e Spagna: tutte nazioni in cui l'ordine pubblico legato al calcio dà garanzie. Un altro aspetto da tenere presente - aggiunge Cairo - è il contributo che i club calcistici danno all'economia del Paese sotto forma di tasse: un apporto certo elevato». Sulla stessa linea il presidente del Bologna, Albano Guaraldi. «È lo Stato - puntualizza - che deve garantire la sicurezza, noi paghiamo già milioni di tasse. Garantire la sicurezza è compito dello Stato. Le società fanno già molto, mettendo gli steward e garantendo, di fatto, la sicurezza dentro gli stadi. E contrariamente a quello che molti pensano, paghiamo moltissime tasse». Mentre il proprietario della Lazio, Claudio Lotito, rilancia: «se Renzi pensa che le squadre di calcio debbano pagare le spese per la sicurezza delle manifestazioni sportive, deve mettere i club in condizione di realizzare gli stadi di proprietà».



Si sfila anche il presidente della Figc, Giancarlo Abete. «Una federazione sportiva - rileva - non è in grado di garantire l'ordine pubblico, non ha nè questo ruolo nè gli strumenti. La tutela dell'ordine pubblico è un bene primario del sistema Paese e le istituzioni ne rivendicano la centralità. Ad ogni modo rispetteremo le decisioni».
Martedì 6 Maggio 2014 - Ultimo aggiornamento: 21:23
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