SCHWAZER SHOCK

Daniele Petroselli
ROMA - «Oggi non ci sono scuse, perché non ho fatto alcun errore. Questo è un incubo». Si difende così dalle nuove accuse di doping Alex Schwazer in conferenza stampa a Bolzano. Le seconde analisi effettuate dalla Iaaf su un campione prelevato il 1° gennaio (che non aveva evidenziato anomalie) hanno portato alla luce un valore anomalo di testosterone. Si parla di un livello 11 volte superiore alla norma, ma Sandro Donati allenatore dell'atoatesino smentisce: «È stato trovato in tracce minime, ad Alex non serve. Questo potrebbe essere il doping di uno scemo, che non porta da nessuna parte». Positività emersa in un nuovo test del 13 maggio, deciso dopo la sua vittoria a Roma della 50km del mondiale al rientro dopo la squalifica di 3 anni e 8 mesi per la positività scoperta prima di Londra 2012. «Allora sbagliai, stavolta no dice il marciatore - ma andrò in fondo, perché ho investito troppo in questo ritorno. Io queste Olimpiadi me le devo». Al suo fianco Donati, da sempre paladino della lotta al doping, che attacca Wada e Iaaf: «Ha fatto controlli costanti e trasparenti. Per Alex sono stato un handicap per le mie lotte passate. È vicenda incredibile, anche nella tempistica. Ma lui è estraneo». E accusa: «Ci era stato chiesto da persone importanti di non vincere a Roma, abbiamo vinto e forse questo ha dato fastidio». Duro anche il suo avvocato, Gerhard Brandstatter: «Faremo denuncia penale contro ignoti. Vicenda molto strana, con sostanza che non c'entra nulla con lo sport di resistenza».
Ovvio che la vicenda abbia rovinato il clima di emozione al Quirinale per la consegna della bandiera per i Giochi di Rio alle alfiere Federica Pellegrini e Martina Caironi. Si è detto fin da subito «sconvolto» il presidente della Fidal Giomi, ma tutti predicano cautela, a partire dal presidente del Coni Malagò: «Dispiace, ma aspettiamo. Certo è che la tempistica risulta molto singolare». «Sicuramente c'è qualcosa di strano, perché un'analisi fatta 5 mesi poi fa viene ritestata: sinceramente non si capisce», ha sottolineato Filippo Magnini. Mentre Federica Pellegrini è dura: «Dispiace ci sia ricascato, ma aspettiamo. Una cosa è la negligenza, un'altra cosa è quando si usano Epo o anabolizzanti. Io sono per la radiazione a vita già al primo controllo positivo». Mentre il triplista Fabrizio Donato accusa: «È un grandissimo danno per l'atletica e per lo sport». Significativo il messaggio lanciato alla pattuglia azzurra del Presidente Sergio Mattarella: «Vi auguro molte medaglie, ma sono i vostri comportamenti che daranno onore e terranno alto il nome dell'Italia ai Giochi». Dove l'Italia andrà forse non con Schwazer, ma certamente con l'ombra del caso.
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Giovedì 23 Giugno 2016, 05:00