Giammarco Oberto


Hai voglia a gridare

Giammarco Oberto


Hai voglia a gridare Liberté quando sembra che tutti dimentichino in giro valige, le auto in sosta diventano “sospette” perché c'è un pacchetto sul sedile e ovunque spuntano “arabi con la barba”. Milano ai tempi dell'Isis: la psicosi attentati dilaga. Basta chiedere alle centrali operative di polizia e carabinieri, bersagliate di telefonate allarmate che segnalano movimenti sospetti.
Voci, rumors, che però spaventano come allarmi reali. Era una voce anche quella secondo cui il concerto della band americana di alternative metal “Five Finger Death Punch” in programma ieri sera all'Alcatraz sarebbe stato possibile oggetto di attentato. Segnalazione che sarebbe stata messa in rete da Anonymous, che poi però ne ha smentito la paternità. Ma vero o non vero il risultato è stato lo stesso: il concerto è stato cancellato. Lo ha annunciato sul proprio sito la band stessa, che come tutti noi ha ancora negli occhi il mattatoio del Bataclan: «C'erano diverse voci secondo le quali il concerto di Milano del 22 novembre sarebbe stato obiettivo di una serie di attentati terroristici come quelli che abbiamo visto a Parigi». «Abbiamo fatto del nostro meglio per garanzie sulla sicurezza. Purtroppo non abbiamo ricevuto conferme in tempo per soddisfare le nostre esigenze e garantire la sicurezza dei fan». Il promoter Live Nation non ci sta: «Erano state adotatte tutte le precauzioni, potenziamento dei controlli anche con il metal detector e la disponibilità di cani per la bonifica. Ma la band ha voluto cancellare a causa delle minacce apparse sul web e non confermate dalle autorità».
Psicosi, appunto. Che rende sospetto chiunque indossi un giaccone militare o appoggi un borsone a terra. Come «l'arabo con la barba e un pacco in via Buonarroti» segnalato ieri al 112. Era un fotografo professionista. Italianissimo. Oppure i «sospetti su un'auto» in via Moscova: erano investigatori privati.
Blindatissimo San Siro, dove ieri sera si è giocata Inter-Frosinone, la prima partita dopo la strage di Parigi. Minuziosa la bonifica dello stadio: i cancelli hanno aperto con un'ora di ritardo. Controlli massicci ai tornelli, tutti gli zaini aperti e controllati, e i nomi stampati sui biglietti incrociati con i documenti di identità. Poi libero accesso agli spalti, brulicanti di steward. Da noi si può fermare un concerto, il calcio no.
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Lunedì 23 Novembre 2015, 03:19