Mahmood, da vincitore di Sanremo 2019 a sex symbol: «È un figo da paura»

Mahmood, da 'underdog' vincente di Sanremo a sex symbol. Un successo clamoroso e assolutamente inaspettato per il 26enne cantante, vincitore del Festival di Sanremo 2019 col brano Soldi, che ancora non riesce a credere all'incredibile popolarità acquisita negli ultimi giorni. Con umiltà, però, il giovane cantante nato e cresciuto nella periferia di Milano ha saputo imporsi su colleghi più quotati e ora Chi ha pubblicato alcune sue foto che non lasciano dubbi: oltre ad avere una grande voce e a saper dominare il palco, Mahmood, al secolo Alessandro Mahmoud, è diventato un vero e proprio sex symbol.

Al Bano Carrisi contro Mahmood e i rapper: «Stanno uccidendo la musica italiana»
Eleonora Giorgi irriconoscibile, l'attrice ringiovanita: «Il lifting dovrebbe passarlo la Asl»



Tra le foto pubblicate da Chi, infatti, ne spunta una in cui il cantante vincitore di Sanremo appare in costume da bagno, mostrando un fisico statuario. Lui, però, forse perché non ancora abituato ad una simile visibilità, resta timido e riservato, spiegando di essere fidanzato ma senza dare particolari dettagli in più. Una riservatezza che comprende anche i tatuaggi: Mahmood ne ha quattro, ma non ama esibirli.
 
 


Tra i primi ad accorgersi della prestanza fisica di Mahmood, come riporta anche TgCom24, c'è lo stilista Fausto Puglisi: «Mahmood comunica forza e orgoglio: è bello, bravo e impersona la mia idea di fascino, quel mix tra periferia e regalità, fra alto e basso...». Anche Vladimir Luxuria ha riservato elogi a Mahmood: «Mi piace perché è timido e introverso, ma sul palco si trasforma, diventa uno showman duro e sicuro di sé. La sua bellezza colpisce, è la quintessenza del fascino mediterraneo, ha la fierezza del faraone da parte del papà e quella sarda da parte della mamma. In costume, poi, è un figo da paura».
 
 


Intanto, quasi a conferma dell'inutilità delle polemiche post-finalissima, il brano Soldi ha conquistato anche il pubblico, raggiungendo il record di ascolti su una piattaforma digitale come Spotify. Mahmood, dal canto suo, resta umile: «Sono un pacifista, ma non posso sentirmi in colpa per aver vinto. Se chiudo gli occhi ripenso a quando facevo il barista e il cameriere: servivo i cappuccini, e intanto scrivevo le canzoni su un taccuino». Sempre a Chi, Mahmood ha parlato delle polemiche con Ultimo, che in modo forse un po' altezzoso lo aveva definito "ragazzo", nonostante Alessandro sia più grande di lui di quasi quattro anni: «Il nervosismo può giocare brutti scherzi, ma non mi offendo mica se mi ha chiamato ragazzo, ne ho sentite di peggio e penso che un sorriso può ammazzare ogni polemica».
Ultimo aggiornamento: 13:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA