Aggressione alla colf, la rabbia del figlio di Gigi D'Alessio: «A processo da sette anni per un livido al braccio»

Aggressione alla colf, la rabbia del figlio di Gigi D'Alessio: «A processo da sette anni per un livido al braccio»

Claudio D'Alessio, primogenito del cantautore napoletano, è furioso per i tempi della giustizia e minimizza le proprie responsabilità

Claudio D'Alessio, primogenito del cantautore napoletano Gigi D'Alessio, è ancora imputato con l'accusa di aver aggredito la propria colf. Il 35enne si è detto stanco di dover aspettare i tempi della giustizia e minimizza le proprie responsabilità.

 

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«Non ho alcun interesse a rinviare il processo perchè ogni volta che è fissata una udienza subisco diffamazioni che hanno ripercussioni sotto l'aspetto professionale. Da 7 anni si sta facendo processo per un livido dietro ad un braccio» - ha dichiarato Claudio D'Alessio nel corso del processo che lo vede imputato per l'aggressione avvenuta nella sua abitazione nel quartiere Parioli di Roma - «Non ho interesse a rinviare l'udienza. Non ho mai avuto un confronto con la signora e lo vorrei avere. Non ne posso più».

 

Il figlio di Gigi D'Alessio è imputato con la scusa di aver aggredito la propria domestica, una donna di nazionalità ucraina. Il Covid e i rinvii dovuti alle mancate comparizioni di alcuni testimoni hanno allungato il processo fino a portarlo a ridosso della data entro la quale scatterebbe la prescrizione (22 gennaio 2022) e per questo la parte civile ha adombrato il sospetto che i rinvii fossero finalizzati ad una strategia difensiva per arrivare a quella data. L'imputato ha voluto, con le sue dichiarazioni spontanee, sostenere invece che i continui rinvii ledono la sua immagine.


Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Settembre 2021, 14:21
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