Federica Pellegrini: «A mia figlia Matilde insegnerò ad essere una combattente. Non sarà per forza una sportiva»

La famiglia, lo sport, i sogni e un libro "Oro". La campionessa ospite del Festival di Elisabetta Sgarbi

Federica Pellegrini: «A mia figlia Matilde insegnerò ad essere una combattente. Non sarà per forza una sportiva»

di Redazione web

Federica Pellegrini, neo mamma e ora scrittrice, è stata ospite della Milanesiana, il Festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, con la sua ultima fatica "Oro", uscito lo scorso 16 maggio per La Nave di Teseo. La campionessa si racconta al Corriere della Sera parlando non solo dei successi sportivi, ma anche delle difficoltà riscontrate il suo nuovo ruolo di mamma, di ciò che sogna per la figlia, dell'importanza che ha avuto la sua famiglia nella sua formazione e tanto altro.

 

La famiglia

Nel libro la campionessa ringrazia ringrazia la sua famiglia, perché senza di loro non sarebbe mai diventata: «Federica Pellegrini».
«La fortuna di un atleta professionista di alto livello la fa sempre la famiglia - ha spiegato al Corriere -  Quando ho cominciato i doppi allenamenti, al primo anno delle superiori, era mia mamma che si alzava alle 5 per prepararmi la colazione e portarmi in piscina, venirmi a prendere, accompagnarmi a scuola...Mia madre è la sognatrice, la sentimentale, il cuore sempre oltre l’ostacolo.

Mio padre è la forza della ragione, un uomo ben ancorato a terra, concreto. Se avevo qualche problema emotivo potevo appoggiarmi a mia mamma e se avevo bisogno di risolvere un problema, c’era mio padre».

La figlia Matilde

Lo scorso 3 gennaio Federica è diventata mamma della piccola Matilde, inevitabile il "battesimo" in piscina, ma per la piccola, nata nell'anno delle Olimpiadi di Parigi 2024 non c'è per forza un destino già segnato: «Di sicuro Matilde saprà nuotare, poi farà quello che vorrà». Per lei la nuotatrice ha un insegnamento più grande: «Essere una combattente. Penso sia la chiave per qualsiasi cosa voglia fare». 

Lo sport

La carriera di Federica Pellegrini è costellata di successi e record difficili da eguagliare ma anche lei ha dovuto fare i conti con il maschilismo, non ne parla direttamente, ma nella sua autobiografia racconta di quando, aspettando l’ascensore per correre alla finale, non riuscì a salire perché nessuno degli allenatori italiani pensò di poterle cedere il posto. «Com’è stato possibile?», le chiede la giornalista: «Bisognerebbe chiederlo a chi in quell’ascensore c’era. Però a me è servito molto, è stato un campanello importante: mi ha dato la spinta giusta al momento giusto. Ci fosse stato un maschio? Penso sarebbe andata divertente». Nel suo futuro lo sport continuerà ad essere l'elemento chiave con l'Academy creata con il marito Matteo Giunta, dove vengono formati i nuovi campioni, il ruolo istituzionale nel CIO con cui si presenterà a Parigi 2024 e per ora va bene così: «In futuro chissà».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Maggio 2024, 08:52
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