Asl, caso reperibilità: cinque anni al setaccio, verifiche a ritroso

Asl, caso reperibilità: cinque anni al setaccio, verifiche a ritroso

di Giovanni Del Giaccio

Si torna indietro di cinque anni, senza lasciare nulla al caso. La storia delle reperibilità “gonfiate” per le quali la Asl ha spedito lettere a numerosi tecnici di radiologia (non ci sono infermieri coinvolti, si è appreso ieri) chiedendo indietro i soldi degli straordinari ottenuti, ha riaperto una ferita. Quella nota all’azienda sanitaria dal 2021, quando sulla “pronta disponibilità” emersero le prime discrepanze. In sostanza per chi veniva chiamato o non risultavano proprio interventi o c’erano ma stranamente si “prolungavano” ben oltre il dovuto.

I PASSAGGI

L’azienda sanitaria venuta a conoscenza della situazione, già nel 2021, non ha “dormito” e anzi ha avviato una serie di accertamenti che hanno scoperchiato il vaso di Pandora nel settore dei tecnici di radiologia. La vicenda era inizialmente concentrata su Sora, ma poi si è ampliata anche ad Alatri e Frosinone. Cosa è avvenuto? In primo luogo è stato aperto un fascicolo disciplinare, quindi si è proceduto con l’incarico a un legale per recuperare le somme e al tempo stesso ha segnalato alla Procura il caso. La magistratura alla quale sono state inviate le prime segnalazioni è quella di Cassino, dove è stato aperto un fascicolo, ma i tempi sia per tentare di recuperare le somme sia dell’indagine non sono brevi.

A seguito degli accertamenti del 2021 e di quanto emerso anche da alcuni esposti, si è capito che la situazione era molto più complessa e così i vertici della Asl hanno deciso di ampliare le verifiche agli ultimi cinque anni da adesso. L’ipotesi è che si possano e debbano recuperare decine di migliaia di euro di straordinari che non dovevano essere pagati.

IL SISTEMA

Possibile che nessuno si fosse accorto di nulla prima? Chi autorizzava le reperibilità e firmava gli straordinari? Non si tratta di “arrotondare” qualche ora, ma di ottenere una sorta di stipendio aggiuntivo. L’azienda sanitaria sta valutando posizione per posizione in una ricostruzione tutt’altro che semplice. Il motivo? Ci sono chiamate in pronta disponibilità che sono regolari, con servizi svolti e quindi soldi dovuti. Ce ne sono altre che si sono protratte oltre l’orario dell’esame - che risulta dai macchinari e dai referti - e che quindi sono dovute ma solo in parte. Poi ci sono quelle prive di riscontro, per cui il dipenente X risulta rientrato in ospedale durante l’orario della reperibilità ma al tempo stesso non esistono accertamenti diagnostici svolti. Un rompicapo che in parte si sta risolvendo, tanto che sono partite le lettere con la richiesta di restituzione delle somme di troppo. L’impressione è che non sia finita qui.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Agosto 2023, 10:14
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