Roma, protesta degli operatori del 118 del Lazio davanti alla direzione di via Portuense (Foto Luciano Sciurba)

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Roma, si è tenuta per l'intera giornata di ieri davanti alla direzionale regionale dell'Ares 118 in via Portuense, una partecipata manifestazione di protesta degli operatori del 118, infermieri,  autisti barellieri, medici. Dal Gruppo dei lavoratori che ha organizzato il sit in per vedere riconosciuti i loro diritti fanno sapere :  " Che tutte le sigle sindacali erano assenti, e che tutti i lavoratori dell' Ares118 sono stati rappresentati da un legale rappresentante nominato da loro stessi. Sono stati ricevuti, una delegazione di loro, in direzione regionale Lazio, da un dirigente della sede centrale di via Portuense, il quale non ha voluto riconoscere i verbali protocollati, all'ufficio centrale della Direzione, da parte dell'assemblea dei lavoratori ed ha richiesto da parte del legale dei dipendenti Ares118 una ulteriore relazione scritta. Il direttore generale della Ares118,  Paola Corradi, che aveva concordato per ieri, una riunione con i dipendenti,  non si è presentata delegando la funzionaria Mariucci, che non ha compiti amministrativi e non ha saputo - affermano i manifestanti - dare alcuna risposta ai dipendenti e ai loro legali sulle problematiche presentate ". Presenti al sit in circa 110 operatori, con almeno un rappresentante per postazione territoriale della regione Lazio provenienti da tutte le provincie, oltre che dai Castelli Romani, da Roma e provincia. Potrebbe anche  arrivare a breve, da quanto trapela dal Gruppo neo costituito degli operatori del 118 visto gli scarsi risultati dell'incontro in direzione una nota della proclamazione dello stato di agitazione. Tra i punti programmatici che richiedevano i lavoratori come miglioramento, troviamo: l'aumento del personale,  la sostituzione dei mezzi con ambulanze più efficienti e nuove strumentazioni di bordo,  l'adeguamento salariale dello stipendio e anche del buono mensa. Inoltre  l'assicurazione del turnover, delle ferie, e la possibilità di poter lavorare più serenamente e scorrevolmente, con il terzo operatore sanitario a bordo dell'ambulanza . E senza dover attendere come accade sempre più spesso la restituzione delle barelle nei vari pronto soccorso quando sono intasati. Situazioni che richiedono attese di ore e a volte di giorni interi con il mezzo del soccorso fermo davanti agli ospedali e pochi mezzi a disposizione dei cittadini che chiamano per le urgenze dove spesso i tempi di intervento si allungano in maniera esponenziale e fuori da ogni emergenza . Più altre problematiche amministrative e lavorative dovute anche alla scarsità di spazi adeguati nelle varie sedi e postazioni spot del Lazio  .  Foto Luciano Sciurba