«Violentata nel Metaverso da tre utenti in un minuto»: l'allarme choc di una tester. Facebook corre ai ripari

«Violentata nel Metaverso da tre utenti in un minuto»: l'allarme choc di una tester. Facebook corre ai ripari

La vittima virtuale ha raccontato scossa: "La realtà virtuale è stata progettata in modo che la mente e il corpo non possano distinguere le esperienze virtuali/digitali da quelle reali. È stato orribile"

È stata insultata e molestata da almeno di tre utenti in meno di un minuto. Questa la denuncia allarmante di una donna di 43 anni, dopo l'esperienza choc. Era stata invitata a testare il Metaverso: la nuova realtà virtuale realizzata da Facebook. Il prodotto su cui la piattaforma social, creata da Mark Zuckerberg, sta puntando per il futuro. Proprio l'ideatore di Facebook lo ha definito come la rivoluzione dei sociale e il futuro. Ma, evidentemente, nel futuro restano i problemi del passato. 

 

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«A 60 secondi da quando sono entrata sono stata molestata verbalmente e sessualmente», ha raccontato Nina Jane Patel, cofondatrice e vicepresidente di Kabuni Ventures, società che si occupa di ricerca sul Metaverso. Il racconto della donna, pubblicato su Medium, è stato uno dei casi che hanno spinto Meta, la società che controlla Facebook, a correre ai ripari dopo diverse segnalazioni di abusi sulle proprie piattaforme per la realtà virtuale.

 

Venerdì 11 febbraio il gruppo ha lanciato un nuovo strumento per consentire alle persone che utilizzano la realtà virtuale di mantenere una distanza minima di 1,2 metri dagli altri utenti, per evitare interazioni sgradite. «È un passo importante e c’è ancora molto lavoro da fare. Continueremo a sperimentare ed esplorare nuovi modi per aiutare le persone a sentirsi a proprio agio in VR», ha affermato Vivek Sharma, vicepresidente delle piattaforme per la realtà virtuale Horizon.

 

Secondo Sharma le nuove misure aiuteranno a stabilire norme comportamentali nel Metaverso. Tra gli strumenti già introdotti, Meta prevede anche una funzione che consente agli utenti di attivare una bolla attorno al proprio avatar nel caso si sentano minacciati e una che fa sparire le mani degli avatar se invadono lo spazio personale di altri.

 

Secondo la vittima dell'abuso virtuale, gli abusi subiti nel Metaverso sono più realistici di quanto non si possa pensare. «La realtà virtuale è stata progettata in modo che la mente e il corpo non possano distinguere le esperienze virtuali/digitali da quelle reali. In qualche modo, la mia risposta fisiologica e psicologica è stata come se fosse accaduta nella realtà», ha spiegato la ricercatrice.

 

Ha poi concluso definendo l'esperienza come una cosa «orribile». «Tre-quattro avatar maschili, con voci maschili, essenzialmente, ma virtualmente, hanno violentato il mio avatar e scattato foto mentre cercavo di scappare», ha raccontato Patel.

 

«Quando ho chiesto di fare una pausa, hanno gridato: ‘Non fare come se non ti sia piaciuto’. È stato un incubo surreale». 


Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Febbraio 2022, 22:04
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