Vaccino Pfizer, 275 casi di miocardite in Israele: «Quasi tutti in ragazzi giovanissimi»

Vaccino Pfizer, 275 casi di miocardite in Israele: «Quasi tutti in ragazzi giovanissimi»

di Domenico Zurlo

Un possibile legame tra il vaccino contro il coronavirus di Pfizer-BioNTech e alcuni casi di infiammazione cardiaca è stato ipotizzato da funzionari sanitari in Israele, Paese in cui il vaccino è stato somministrato a oltre 5 milioni di persone. Il Ministero della Salute sta attualmente valutando la possibilità di estendere la campagna di vaccinazione anche ai giovani tra i 12 e i 15 anni, come già negli Usa e in Europa, dove l'Ema qualche giorno fa ha approvato l'uso del farmaco.

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Secondo uno studio, tra dicembre 2020 e maggio 2021 sarebbero stati identificati 275 casi di miocardite, di cui 148 entro un mese dalla vaccinazione: 27 casi si sono verificati dopo la prima dose, 121 dopo la seconda dose. Al momento non c'è ancora alcuna indicazione che questi casi siano dovuti al vaccino, ha fatto sapere Pfizer in una nota ufficiale: tra l'altro la miocardite è spesso causata da infezioni virali, tra cui quella da Covid, ha spiegato ancora la casa farmaceutica, secondo quanto scrive l'agenzia Bloomberg.

Secondo BioNTech a livello globale sono state somministrate oltre 300 milioni di dosi, e il profilo rischio-beneficio rimane positivo: «Gli eventi avversi come miocardite e pericardite vengono regolarmente e accuratamente esaminati dalle aziende e dalle autorità di regolamentazione». La maggior parte dei casi si è verificata in giovani uomini tra i 16 e i 19 anni e nel 95% dei casi sono stati classificati come lievi, con tempi di ricovero in ospedale inferiori ai quattro giorni.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 2 Giugno 2021, 16:01
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