Ucraina, avanzata russa nel Donbass. I generali di Zelensky: «Il Lugansk quasi perso»

Le truppe puntano su Severodonetsk. Missili su 40 città, distrutte case e scuole

Ucraina, avanzata russa nel Donbass. I generali di Zelensky: «Il Lugansk quasi perso»

 «I russi stanno tentando di entrare a Severodonetsk». Per la prima volta gli ucraini ammettono che le forze armate russe stanno guadagnando terreno a Est. Nelle ultime 24 ore sono finite sotto attacco 40 città nelle regioni orientali. Il Lugansk, una parte del Donbass, è ormai sotto il controllo dell’esercito di Putin. E prosegue, senza soste, l’avanzata che si sta trasformando in un assedio delle città di Severodonetsk e Lysychansk, due cittadine divise dal fiume Siverskyi Donets. Preso di mira il ponte che le collega: i 12-13mila abitanti che non sono fuggiti sono costretti a vivere nei rifugi e negli scantinati, secondo quanto ha riferito Oleksander Striuk, capo dell’amministrazione militare della zona. Spiegano gli ucraini: «I soldati russi stanno cercando di accerchiare le nostre truppe prima di prendere di mira le città di Bakhmut e Soledar. Il nemico controlla parzialmente Lyman e si dirige alla periferia di Severodonetsk». Ancora: «Questa area, nel cuore del Donbass, ha un’altissima valenza strategica, per questo i combattimenti sono particolarmente violenti e la situazione risulta molto difficile». Il governatore del Lugansk, Serhiy Gaidai, ieri sera ha confermato: «Pesanti combattimenti continuano alla periferia di Severodonetsk. Il nemico sta cercando di irrompere nella città. L’autostrada Lysychansk-Bakhmut è costantemente sotto il fuoco russo, muoversi è pericoloso».

EQUILIBRI
La tensione è alta. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha minacciato: «Le armi che i paesi occidentali forniscono all’Ucraina, in grado di colpire il territorio russo, sono un serio passo verso un’escalation inaccettabile». E il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato: «Mosca sta aspettando che Kiev accetti le richieste e sviluppi la consapevolezza della situazione di fatto, la situazione reale che esiste». Come dire: Zelensky deve accettare la perdita di parti del territorio. Il presidente ucraino ha replicato: «Non siamo disponibili a cedere pezzi di Ucraina. Non c’è alternativa: combattere e vincere perché i russi vogliono tutto ciò che abbiamo». Zelensky, che ieri a Kiev ha ricevuto la premier finlandese, Sanna Marin, ha anche detto: «È necessario non solo concordare il sesto pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa, compreso l’embargo sul petrolio, ma anche preparare il settimo con restrizioni ancora più forti».

Sul fronte militare, i russi bombardano anche più a Nord, a Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, da cui si erano ritirati. Il capo dell’amministrazione militare regionale di Kharkiv, Oleh Synegubov, ieri ha spiegato che ci sono state sette vittime e diciassette feriti, tra cui un bambino di nove anni. Zelensky ogni giorno chiede più armi all’Occidente («Ci stiamo opponendo all’offensiva estremamente brutale delle truppe russe nell’Est, in alcuni luoghi il nemico supera di gran lunga l’equipaggiamento e il numero dei nostri soldati»). Proprio ieri sono state diffuse dal Ministero della Difesa ucraino le foto degli obici inviati dall’Italia, usati nel corso dei combattimenti. In questa fase, però, a Est i russi sembrano prevalere. Il governatore del Lugansk, Serhiy Haidai, ha ammesso: «Solo il 5 per cento della regione è rimasto in mano ucraina e le nostre forze si stanno ritirando in alcune aree. I nostri ragazzi stanno lentamente ripiegando in posizioni più fortificate: dobbiamo trattenere quest’orda». Ancora più diretto il generale ucraino Oleksiy Gromov: «La Russia è in vantaggio nei combattimenti nel Lugansk, ma noi stiamo facendo tutto il possibile». Hanna Malyar è viceministro della Difesa di Kiev e, stando a quanto riporta Ukraine Pravda, ha tracciato un quadro preoccupante: «Abbiamo davanti a noi una tappa estremamente difficile. Dobbiamo capire che questa è una guerra e, purtroppo, le nostre perdite sono inevitabili».

SCENARIO
La Cnn ha riportato l’analisi di un alto dirigente della Difesa americana: «Ora ci sono 110 gruppi tattici del battaglione russo operativi all’interno dell’Ucraina, un aumento rispetto ai 97 che gli Stati Uniti hanno stimato fossero all’interno dell’Ucraina il 9 maggio». A completare lo scenario che descrive la spinta a Est dei russi c’è l’analisi dello Stato maggiore ucraino, diffusa ieri sera, che avverte: «Nelle regioni di Belgorod e Voronezh, nel territorio della Federazione Russa, Mosca sta addestrando riservisti e alimentando rifornimenti per riprendere l’offensiva in Ucraina». A Zaporizhzhia (località nel Sud del Paese, dove ha sede anche una centrale nucleare occupata dai russi) «l’esercito nemico è stato ulteriormente rinforzato da un battaglione di carri armati formato da T-62». A Sud resta il nodo del Mar d’Azov (su cui si affaccia il porto di Mariupol): «È perduto per sempre per l’Ucraina. I porti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini», ha detto il vice primo ministro del governo della Crimea, Georgy Muradov.
 

 

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Ucraina, gli aggiornamenti in diretta

Ore 00.30 - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di compiere un «genocidio» nel Donbass. La Russia sta praticando la «deportazione» e «l'uccisione di massa di civili» nel Donbass, ha detto Zelensky nel suo discorso video quotidiano precisando che «tutto questo (...) è un'evidente politica di genocidio portata avanti dalla Russia».

Ore 22.00 - Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dubitato delle intenzioni di riformare la Nato, affermando che i tentativi di trasformarla in «un'alleanza globale alla ricerca del dominio militare in tutto il mondo» sono destinati a fallire. Lo riporta la Tass. «Stanno pianificando di trasformare questa 'unione difensivà in un'alleanza globale che cerca il dominio militare nel mondo. È un percorso pericoloso, fallirà», ha detto. Il ministro ha poi affermato che la Nato era un'organizzazione difensiva «quando c'era qualcuno da cui difendersi», riferendosi apparentemente all'Unione Sovietica e al Patto di Varsavia.

Ore 20.37 - Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avvertito che le «armi che i paesi occidentali forniscono all'Ucraina in grado di colpire il territorio russo sono un serio passo verso un'escalation inaccettabile». Lo scrive l'agenzia di stampa russa Tass. Lavrov - ha aggiunto l'agenzia Ria Novosti, secondo quanto riporta il Guardian - spera che le persone sane di mente in Occidente lo capiscano, aggiungendo: «Ne sono rimasti ancora alcuni».

Ore 20.00 - La guerra in Ucraina rappresenta «un punto di svolta», tanto che «i rapporti con la Russia non potranno più essere come prima». Lo ha dichiarato la premier finlandese Sanna Marin, oggi in visita a Kiev. «Noi, come Finlandia, sosteniamo tutte le azioni della Corte penale internazionale per indagare sui crimini, raccogliere prove per procedimenti futuri e condannare la Russia», ha detto Marin dopo aver incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Quello che ha fatto la Russia è un punto di svolta per l'intera famiglia europea e il mondo intero», ha aggiunto sottolineando che «non è possibile tornare ai rapporti che c'erano prima» della guerra.

Ore 18.05 - Nella telefonata con il presidente del Consiglio Mario Draghi, il presidente russo Vladimir Putin ha detto che Mosca sta facendo «sforzi per garantire una navigazione sicura nel Mar d'Azov e nel Mar Nero», affermando che è l'Ucraina ad «ostacolarla». Lo riferisce il Cremlino citato dalle agenzie russe.

Ore 17.55 -  Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi pomeriggio una conversazione telefonica con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Lo riferisce Palazzo Chigi. «Il colloquio si è incentrato sugli sviluppi della situazione in Ucraina e sugli sforzi per trovare una soluzione condivisa alla crisi alimentare in atto e alle sue gravi ripercussioni sui Paesi più poveri del mondo», si spiega.

Ore 17.52 - Il presidente russo Vladimir Putin, nella telefonata con il premier Draghi, ha sottolineato che la Russia è pronta ad aiutare a superare la crisi alimentare in cambio della revoca delle sanzioni. Lo riferisce il Cremlino, citato dalla Tass.

Ore 17.50 - Vladimir Putin, durante il colloquio telefonico con Mario Draghi, ha confermato che la Russia ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas all'Italia. Lo riferisce il Cremlino, secondo quanto riporta la Tass.

Ore 17.41 - Mario Draghi e Vladimir Putin hanno avuto un nuovo contatto telefonico, dopo quello (infruttuoso) del 31 marzo scorso.

Ore 17.25 - Le minacce di attacchi missilistici sul sud dell'Ucraina, in particolare dal mare, rimangono rilevanti. Lo ha affermato nel suo ultimo bollettino il comando operativo dell'Ucraina meridionale, citato dall'Ukrainska Pravda. Le cattive condizioni meteorologiche rendono invece al momento «impossibile lo sbarco dei marines (russi) e aumentano il rischio che le mine antiuomo vengano scaricate sulla costa», ha aggiunto la nota dei militari.

Ore 16.45 - Vladimir Putin «ha fallito nel centrare i suoi obiettivi strategici, non ne ha raggiunto neanche uno». Lo ha affermato il segretario di Stato americano Antony Blinken.

Ore 16.00 - Il generale Oleksiy Gromov ha ammesso che la Russia «è in vantaggio» nei combattimenti nel Lugansk. «La Russia è in vantaggio, ma noi stiamo facendo tutto il possibile», ha detto, come il Guardian, aggiungendo che la Russia è stata avvistata mentre spostava sistemi missilistici Iskander nella regione occidentale di Brest, in Bielorussia.

Ore 14.55 - Dopo essersi commossa tra le macerie di Irpin, la premier finlandese Sanna Marin è stata ricevuta dall'olomogo ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev. «Per noi, il sostegno militare della Finlandia è molto importante», ha detto Zelensky su Telegram, dove sono state pubblicate le foto dell'incontro. «Armi, la politica delle sanzioni e l'unità dei nostri partner in relazione all'ingresso dell'Ucraina nell'Ue: questo è ciò che può garantire forza alla difesa della nostra terra. Grazie al primo ministro finlandese Sanna Marin per la visita e il supporto».

Ore 14.50 - I russi stanno bombardando Kharkiv e 4 persone sono morte. Lo afferma il capo dell'amministrazione militare regionale di Kharkiv Oleh Synegubov, come riporta Ukrainska Pravda. «Chiediamo ai residenti di Kharkiv e del distretto di stare nascosti. Gli occupanti stanno nuovamente bombardando la città. Secondo le prime informazioni, 7 persone sono rimaste ferite nel bombardamento. Purtroppo sono morte 4 persone».

Ore 14.41- «I politici seri che vogliono ottenere risultati e non sono impegnati nell'autopromozione di fronte al loro elettorato, non possono proporre questo genere di cose». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov commentando in un'intervista a Russia Today in arabo le proposte di pace italiane per l'Ucraina. L'emittente ha postato sul suo sito una trascrizione in russo. Lavrov ha ribadito che l'Italia non ha inviato il piano a Mosca, ma «quanto appare sui media - ha aggiunto, riferendosi in particolare alle ipotesi di Donbass e Crimea sotto sovranità ucraina con uno status autonomo - provoca un sentimento di rammarico».

Ore 13.25 - Non c'è alternativa per l'Ucraina oltre a combattere gli invasori russi e vincere la guerra: lo afferma su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta l'agenzia Ukrinform. «Non abbiamo altra alternativa che combattere. E vincere. Liberare la nostra terra e il nostro popolo. Perché gli occupanti vogliono tutto ciò che abbiamo. Compreso il diritto alla vita degli ucraini», ha scritto Zelensky.

Ore 13.05 - «In un mondo come quello contemporaneo, un Paese come la Russia non si può mettere da parte, isolare, chi ci prova crea danni prima di tutto a se stesso». Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin intervenendo in videoconferenza alla sessione plenaria del Forum economico eurasiatico. «La Russia sta diventando più forte grazie alle sanzioni», dice. Putin ha anche definito «furto» la decisione europea di congelare miliardi di beni degli oligarchi. «Il furto di asset da parte dell'Occidente non porterà a nulla di buono».

Ore 13.00 - «Abbiamo parlato della triste vicenda della guerra della Russia all'Ucraina. Ho fatto presente come secondo l'Italia sia necessario premere sulla federazione russa perchè premendo venga indotta a una tregua. Dobbiamo arrivare a un cessate il fuoco e al negoziato. Auspichiamo che questo avvenga ma riteniamo che la Russia debba sentire una forte pressione dell'Europa». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella in una dichiarazione dopo il colloquio con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune.

Ore 12.50 - Il servizio di intelligence ucraino (Sbu) ha pubblicato su Telegram un'intercettazione audio in cui un militare russo racconta alla moglie che il suo distaccamento 'ripuliscè gli scantinati dove si nascondono i civili a Kharkiv lanciando dentro granate. Lo riporta Ukrinform che pubblica anche l'audio. «Puliamo gli scantinati, sai come? Non chiediamo chi c'è, lanciamo granate. Abbiamo un distaccamento chiamato squadra suicida, squadra di teppisti», dice

Ore 12.40 - Il primo ministro finlandese Sanna Marin ha visitato Irpin. Lo ha riferito il Consiglio comunale, ricordando che oltre il 70% della città è stato danneggiato dalla guerra. Lo riporta Unian pubblicando le foto della visita. «Abbiamo mostrato le conseguenze della 'pace russà lasciata dagli occupanti e discusso la questione dell'assistenza nella ricostruzione della nostra città», ha detto la segretaria del consiglio comunale Angela Makeyeva ringraziando la Finlandia per la sua posizione sull'integrità territoriale dell'Ucraina, l'imposizione di severe sanzioni contro la Russia e il supporto e l'assistenza militari.

 

 

Ore 12.26 - La Russia si aspetta che l'Ucraina accetti le sue richieste e sviluppi la consapevolezza della situazione attuale. Lo ha dichiarato ai media il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, riporta la Tass. «Mosca sta aspettando che Kiev accetti le richieste di Mosca e sviluppi la consapevolezza della situazione di fatto, la situazione reale che esiste», ha detto Peskov.

Ore 12.07 - Revocate quattro onorificenze ad altrettanti russi. Sulla Gazzetta ufficiale sono stati pubblicati due decreti della presidenza della Repubblica su proposta del ministro degli Esteri. «È revocata per indegnità l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella d'Italia a M. M. Vladimirovich, primo ministro della Federazione Russa» e a «a M. Denis, ministro dell'Industria», si legge, così come sempre per indegnità è revocata «l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine della Stella d'Italia a E. V. Leonidovich, segretario di Stato della Federazione Russa, e a K. Andrey Leonidovich, presidente della Banca russa VTB».

Ore 11.44 - «Nessuno può dire con certezza quando e come finirà questa guerra»: lo ha detto il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Il numero uno dell'Alleanza ha invitato i Paesi membri a sostenere ulteriormente l'Ucraina nella «guerra di logoramento» della Russia, fornendo armi ma allo stesso tempo prevenendo una escalation del conflitto per evitare che Mosca veda la Nato come un organismo belligerante.

 

 

Ore 11.34 - Qualche militare ucraino è stato trovato nell'acciaieria Azovstal a Mariupol e si è arreso senza combattere. Lo ha dichiarato a Interfax il capo dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), Denis Pushilin. «C'erano un paio di uomini... Si sono arresi volontariamente senza combattere», ha detto Pushilin. «Tutti (i prigionieri di Azovstal) sono detenuti nel territorio della Dpr», ha detto.

Ore 11.29 - La polizia della città sud-orientale di Lysychansk è costretta a seppellire i corpi dei civili in fosse comuni a causa delle ostilità in corso, circa 150 persone sono state sepolte in una tomba unica. Lo ha reso noto il capo militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, citato dalla Bbc. Gaidai ha spiegato che le famiglie delle persone sepolte nelle fosse comuni potranno effettuare una nuova sepoltura dopo la guerra, la polizia sta rilasciando documenti che consentono di ottenere certificati di morte per i propri cari.

Ore 11.28 - Putin non potrà «dettare» le condizioni della pace. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz intervenendo al World Economic Forum di Davos.

Ore 11.17 - «Putin non deve vincere e sono convinto che non vincerà» in Ucraina, «ha già mancato tutti i suoi obiettivi strategici». Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz intervenendo al World Economic Forum di Davos. Scholz ha accusato Putin di «imperialismo».

Ore 11.05 - I villaggi di Novovoskresenske, della comunità territoriale di Novovorontsov, e Dudchany, di quella di Mylivska, sono stati bombardati dai russi con bombe a grappolo. Circa un migliaio di mine anti-uomo sono state messe a Novovoskresenske. Lo comunica sulla sua pagina Facebook, Dmytro Burlay, rappresentante consiliare del villaggio.

Ore 10.52 - In direzione di Zaporizhia, l'esercito russo sta aumentando il numero di truppe nei distretti di Pologi e Vasylivka. Probabilmente per riprendere l'offensiva in direzione Vasylivka-Kamyanske, così come in direzione di Orikhiv e Huliaipole. Al momento la probabilità di attacchi missilistici rimane nella regione di Zaporizhia. È quanto si legge sul canale ufficiale militare regionale di Zaporizhia.

Ore 10.50 -  Le unità russe potrebbero bombardare navi civili straniere utilizzando una piccola nave d'artiglieria corazzata della Marina ucraina catturata nelle acque della città portuale di Berdyansk all'inizio dell'invasione. Lo scrivono le forze operative Sud di Kiev citate da Ukrainska Pravda. «E' probabile che il nemico cercherà di utilizzare una nave del genere, anche sotto bandiera ucraina, nelle sue provocazioni con il bombardamento di navi civili straniere, e forse le aree costiere dell'Ucraina e di altri Paesi nella regione del Mar Nero», affermano le forze ucraine.

 

 

Ore 10.48 - Due persone sono state uccise nel bombardamento di Balaklia lo scorso 25 maggio e 14 sono state ferite a Kharkiv e nei distretti della Regione. Lo ha annunciato Oleg Synegubov, capo della regione di Kharkiv, sul suo canale telegram.

Ore 10.23 - «Il Lugansk non è stato tagliato fuori»: lo ha dichiarato il capo dell'amministrazione militare della regione, Serhiy Gaidai, smentendo alla Bbc l'isolamento completo della regione da parte dei russi. I combattimenti, ammette Gaidai, hanno raggiunto la periferia della grande città di Severodonetsk, un obiettivo chiave per i russi. Se catturano la strada per Bakhmut, la città potrebbe essere circondata. Gaidai ha detto che mentre la strada per il sud-ovest di Severodonetsk è stata sottoposta a fuoco, gli aiuti umanitari continuano a passare. Le cose vanno molto peggio per Severodonetsk, che viene bombardata 24 ore al giorno e le forze russe sono abbastanza vicine tanto da usare colpi di mortaio, artiglieria e bombardamenti aerei. Se la Russia cattura la vicina città di Lysychansk, l'intera regione di Lugansk sarà nelle sue mani.

Ore 10.20 - «La Russia spera ancora di prendere il controllo della capitale ucraina». Lo ha detto il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, al forum economico mondiale di Davos. «Non è un segreto che la priorità della Russia sia occupare l'intero Paese e l'obiettivo principale di Mosca è ancora la capitale dell'Ucraina, il cuore del Paese», ha affermato. «Ô chiaro che non si tratta di un'operazione militare speciale, come sostiene la Russia. È il genocidio del popolo ucraino con bambini, donne e anziani uccisi», ha aggiunto il sindaco trattenendo a stento la commozione.

Ore 10.11 -  La Corte Suprema russa ha rinviato al 29 giugno l'udienza sulla richiesta della Procura Generale per la designazione dell'unità paramilitare nazionalista ucraina Azov come rete terroristica e il divieto di attività in Russia. Lo riferisce l'agenzia russa Interfax. La Procura Generale ha presentato una mozione amministrativa alla Corte Suprema russa, chiedendo che l'unità paramilitare nazionalista ucraina Azov (nota anche come battaglione Azov e reggimento Azov) sia designata come rete terroristica e bandita nel territorio russo. Il Comitato investigativo russo sta indagando su una serie di casi penali contro membri dell'unità Azov accusati di aver ucciso civili del Donbass.

 

 

Ore 10.03 - «Noi siamo un puzzle importante» per le mire colonialistiche della Russia. «Mosca non accetta che vogliamo far parte dell'Europa, vuole occupare l'Ucraina e credo che il suo obiettivo non si fermerà al confine». Lo ha detto il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, nel suo intervento al forum economico mondiale di Davos. «Non stiamo difendendo solo l'Ucraina, ma tutti voi perché abbiamo gli stessi valori», ha ribadito Klitschko. «Questa è la più grande guerra in Europa dal secondo conflitto mondiale e dobbiamo fermarla», ha aggiunto.

Ore 9.51 - La Banca centrale russa ha tagliato i tassi di interesse dal 14 all'11%. «Gli ultimi dati settimanali evidenziano un significativo rallentamento dell'attuale tasso di crescita dei prezzi. Le pressioni inflazionistiche si allentano in scia alle dinamiche del tasso di cambio del rublo e al rilevante declino delle aspettative di inflazione di famiglie e imprese», afferma la Banca di Russia. «Ad aprile - si legge nella nota - l'inflazione annuale ha raggiunto il 17,8%, tuttavia, in base alle stime al 20 maggio, ha rallentato al 17,5%, diminuendo più velocemente che nelle previsioni di aprile della Banca di Russia».

Ore 9.48 - Nelle ultime 24 ore l'esercito russo ha usato proiettili incendiari a Maryinka, nella regione di Donetsk. Lo riferisce l'amministrazione militare regionale nel report della mattina citato da Ukrinform. Nella regione i bombardamenti continuano lungo l'intera linea del fronte.

Ore 9.30 - Le forze russe hanno rapito almeno 230mila bambini ucraini dall'inizio dell'invasione del Paese il 24 febbraio scorso: lo ha detto il Consigliere della missione permanente ucraina presso l'Onu, Sergiy Dvornyk, nel corso di un dibattito tenuto ieri al Palazzo di Vetro sulla protezione dei civili durante i conflitti armati. Lo riporta l'agenzia di stampa Ukrinform. «Il rapimento di almeno 230mila bambini ucraini, tra gli 1,4 milioni di cittadini ucraini deportati con la forza in Russia, è un crimine volto a distruggere la nazione ucraina...», ha detto Dvornyk.

 

 

Ore 8.54 -  «Il Mar d'Azov è perduto per sempre per l'Ucraina. I porti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini. Sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d'Azov tornerà ad essere, come prima, esclusivamente un mare interno della Federazione Russa», ha dichiarato il vice primo ministro del governo della Crimea Georgy Muradov, riportato da Ria Novosti. L'agenzia russa cita anche Vladimir Rogov, un funzionario nominato da Mosca nella regione occupata di Zaporizhzhia, il quale ha affermato che «le regioni di Zaporizhzhia e Kherson non torneranno mai sotto il controllo di Kiev».

Ore 8.53 - Sono 240 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell'invasione russa del Paese. 436 i feriti. Lo rende noto l'ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv. I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe - aggiunge la nota - hanno danneggiato 1.883 istituzioni educative, 178 delle quali sono andate completamente distrutte

Ore 8.40 - Le forze aeree russe (VDV) hanno subito «pesanti perdite» durante la campagna ucraina e la loro performance a luci e ombre probabilmente riflette una cattiva gestione strategica delle sue capacità e il fallimento di Mosca di assicurarsi la superiorità aerea in Ucraina. Lo scrive l'intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese, secondo quanto riporta il ministero della Difesa su Twitter.

Ore 8.25 - Sono circa 8.000 i prigionieri di guerra ucraini detenuti nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk: lo ha dichiarato oggi l'ambasciatore del Lugansk in Russia, Rodion Miroshnik, al programma Soloviev Live, citato dalla Tass. «Ci sono molti prigionieri. Certo, ce ne sono di più sul territorio del Donetsk, ma anche noi ne abbiamo a sufficienza, e ora il numero totale si aggira intorno agli 8.000. Sono tantissimi, e letteralmente non si può dire che non ci siano più prigionieri. E' molto, e ogni giorno se ne aggiungono letteralmente centinaia», ha affermato Miroshnik.

 

 

Ore 7.43 - Emmanuel Macron sentirà alle 11.30 il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, per cercare di convincerlo a cambiare posizione sull'ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. Macron si trova nella residenza del Fort de Brégançon, dove resterà alcuni giorni. Ankara ha annunciato che non intende dare il suo accordo all'adesione della Svezia e della Finlandia senza misure concrete da parte dei due paesi sulle preoccupazioni turche in materia di sicurezza: la Turchia accusa i due paesi, e in particolare la Svezia, di dare rifugio a militanti curdi del Pkk e a sostenitori di Fethullah Guelen, l'uomo che accusa di essere dietro il tentato colpo di stato del luglio 2016.

Ore 7.39 - I Paesi membri della Nato avrebbero concordato in modo informale di non fornire alcuni tipi di armi all'Ucraina, come i carri armanti e i caccia, nel timore che Mosca possa vedere questi aiuti militari come una dichiarazione di guerra e adottare misure di rappresaglia: lo riporta l'agenzia di stampa tedesca dpa citando fonti dell'Alleanza, secondo quanto riferisce il quotidiano Die Zeit.

Ore 7.30 - La Russia ha attaccato 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, cinque le vittime civili e 12 i feriti: «I nemici hanno sparato contro più di 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, distruggendo o danneggiando 47 siti civili, tra cui 38 case e una scuola. A causa di questi bombardamenti cinque civili sono morti e 12 sono stati feriti», scrive su Facebook lo Stato Maggiore delle Forze armate dell'Ucraina, citato dalla Bbc.

 

Ore 05:17 - Zelensky contesta Kissinger: «Il suo calendario fermo al 1938»

L’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger è stato criticato dal presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky per aver affermato che i negoziati per la fine della guerra in quel Paese non potranno che passare attraverso concessioni territoriali di Kiev alla Russia. In un messaggio televisivo trasmesso ieri, il presidente ucraino ha affermato che Kissinger «è una figura che emerge da un passato lontano, per affermare che un pezzo di Ucraina dovrebbe essere ceduto alla Russia. Il suo calendario non segna il 2022, ma è fermo al 1938», ha accusato il presidente ucraino, riferendosi all’Accordo di Monaco con cui la Germania nazista annesse una parte dell’allora Cecoslovacchia.

 

Ore 02:11 - Zelensky: «Nessuna cessione territoriale in cambio della pace»

Nessun cambiamento sui confini in cambio del cessate il fuoco. Nel suo discorso al Paese il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto qualsiasi ipotesi di cessioni territoriali in cambio della pace con la Russia. «In alcuni media occidentali cominciano ad apparire degli editoriali rivelatori, in cui si afferma che l’Ucraina deve accettare dei cosiddetti difficili compromessi rinunciando a dei territori in cambio della pace», ha spiegato Zelensky. Coloro che consigliano all’Ucraina di cedere non hanno visto le persone comuni «che vivono nei territori che propongono di scambiare per ottenere una pace illusoria», ha continuato Zelensky. Si tratta di pressioni da parte di persone «rimaste prigioniere» di secoli passati in cui «gli interessi nazionali venivano di fatto spesso subordinati a placare l’appetito dei dittatori», ha concluso.

 

 

Ore 01:00 - Gb: «L’aggressione russa non può essere condonata»

Ancora un attacco alla Russia da parte della Gran Bretagna. Il ministro degli Esteri britannico, Liz Truss, sarà oggi in Bosnia ed Erzegovina dove terrà un discorso in cui inviterà gli alleati occidentali ad assicurare che la Russia non possa vincere in Ucraina: lo ha reso noto il Foreign Office. «L’aggressione russa non può essere condonata, deve essere affrontata con fermezza, dobbiamo assicurarci che l’Ucraina possa prevalere attraverso gli aiuti militari e le sanzioni, non possiamo sollevare il piede dall’acceleratore ora», si legge in un’anticipazione del discorso.

Ore 00:25 - Kiev: «La Russia ha occupato 95% del Lugansk»

L’avanzata russa non si ferma. La Russia ha occupato il 95% del territorio della regione di Luhansk e i bombardamenti non si fermano. Allo stesso tempo, 40.000 persone rimangono nelle aree controllate della regione. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk Serhiy Gaidai.

Ore 22:02 - Media Usa, almeno 56 scuole ucraine colpite da inizio guerra

Sono almeno 56 le scuole ucraine danneggiate o distrutte dalla Russia dall'inizio del conflitto. È quanto afferma una verifica indipendente fatta dalla serie di giornalismo investigativo «Frontline» di Associated Press e Pbs, secondo quanto riporta il Guardian. Secondo le autorità ucraine, le scuole bombardate sono oltre mille e quelle distrutte 95.

 

 

 

 

Ore 21:58 - Pubblicata la bozza delle conclusioni sul vertice Ue sugli aiuti a Kiev, nodo "tregua"

L'Ue «resta impegnata a rafforzare la capacità dell'Ucraina di difendere la propria integrità territoriale e sovranità» e «accoglie la decisione di aumentare il sostegno militare nell'ambito del Fondo europeo per la pace». È quanto prevede la bozza delle conclusioni del vertice europeo straordinario di lunedì. Nel testo, che comunque tornerà sul tavolo di almeno un'altra riunione degli ambasciatori dei 27 da qui a lunedì, manca un tuttavia riferimento chiaro alla tregua o al cessate il fuoco. Assenza che, spiegano una fonti europee, riflette una possibile divergenza sui termini di un eventuale cessate il fuoco.

Ore 20:51 - Michel al Cremlino, fermare guerra e ripristinare export grano

«Basta con la disinformazione, non sono le sanzioni ma è la tua guerra in Ucraina a impedire le spedizioni e mettere in pericolo la sicurezza alimentare». Lo scrive il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un tweet in cui si rivolge al Cremlino. «Più di 20 milioni di tonnellate di grano sono bloccati dalle tue mine e dalla tua guerra. Dobbiamo fermare la guerra e ripristinare le catene di approvvigionamento alimentare globali», aggiunge.

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Maggio 2022, 07:11
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