Missili russi in Polonia: due morti al confine con Ucraina. Media di Varsavia: «Forse resti di razzo abbattuto da Kiev»

Due morti al confine tra Polonia e Ucraina. Mosca: 'Una provocazione, non sono nostri'

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di Redazione web

Due dei missili lanciati contro l'Ucraina in giornata sarebbero caduti sul territorio della Polonia provocando due morti. La notizia riportata dall'emittente televisiva polacca Zet è stata poi confermata dai vigili del fuoco locali. Secondo un importante funzionario dell'intelligence statunitense, si tratterebbe di missili russi che sono caduti nel Paese, membro della Nato. Altri media polacchi riferiscono un'altra versione. «Le mie fonti nei servizi affermano che ciò che ha colpito Przewowo sono molto probabilmente i resti di un missile abbattuto dalle forze armate ucraine». Lo scrive su Mariusz Gierszewski di Radio Zet, l'emittente che per prima ha dato la notizia dei missili caduti in territorio polacco.

 

Missili russi finiscono in Polonia: almeno due morti

Il premier polacco Mateusz Morawiecki ha convocato una riunione urgente del Comitato per la sicurezza nazionale e la difesa" con il presidente Andrzej Duda. Indetto anche un incontro d'emrgenza da parte del governo. "Il nostro impegno verso l'Articolo 5 della Nato è chiarissimo: difenderemo ogni centimetro di territorio dell'Alleanza", ha dichiarato il portavoce del Pentagono Pat Ryder.

 

«C'è stata un'esplosione nel distretto di Hrubieszów, che ha provocato la morte di due cittadini polacchi. Le autorità stanno facendo chiarezza sulla questione. Sono state implementate le procedure previste in tale situazione, aumentando la prontezza al combattimento di alcune unità e servizi militari». Lo ha riferito Piotr Miller, il portavoce del governo, su twitter dopo la riunione del Comitato per la sicurezza riunitosi a Varsavia.

In serata telefonata “urgente”  tra il presidente polacco Andrzej Duda e il presidente Usa Joe Biden: lo fa sapere la presidenza polacca su Twitter. «Il presidente Biden è stato informato delle notizie che arrivano dalla Polonia e parlerà con il presidente polacco Andrzej Duda». È quanto rendono noto dalla Casa Bianca. Biden si trova a Bali per il vertice del G20.

ZELENSKY, ATTACCO TERRITORIO NATO ESCALATION SIGNIFICATIVA

«Il terrore non si limita ai nostri confini nazionali. Missili russi hanno colpito la Polonia... lanciare missili al territorio Nato, questo è un attacco missilistico russo alla sicurezza collettiva. È un'escalation molto significativa. Dobbiamo agire», ha affermato il presidente ucraino Zelensky, in video diffuso sui social. Gli «attacchi sul territorio della Polonia non sono un incidente, ma sono deliberatamente pianificati dalla Russia e camuffati da 'errore'. Ciò accade quando il male rimane impunito e i politici si impegnano nella 'pacificazione' dell'aggressore. Il regime russo-terrorista deve essere fermato. Condoglianze ai morti». È quanto scrive su Twitter Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Zelensky.

PENTAGONO, INDAGHIAMO SU NOTIZIE MISSILI RUSSI IN POLONIA 

«Siamo al corrente delle notizie di stampa sulla caduta di missili russi in Polonia. Al momento non abbiamo altre informazioni che possano confermarle. Stiamo indagando». Lo ha detto il portavoce del Pentagono, il generale Pat Ryder, in un briefing con la stampa.

MOSCA, LE VOCI SUI MISSILI IN POLONIA UNA PROVOCAZIONE

Il ministero della Difesa russo afferma che le notizie circa due missili russi che sarebbero caduti in Polonia sono «una provocazione» mirata a provocare una escalation. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.   La Russia non ha lanciato alcun attacco missilistico vicino alla frontiera ucraino-polacca. Lo ha detto il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass.

FONTE NATO ALLA TASS,REAZIONE DIPENDERÀ DA CHI HA LANCIATO RAZZI

 «La reazione della Nato dipenderà da chi li ha lanciati». Lo ha detto alla Tass, secondo quanto riporta l'agenzia russa, una fonte diplomatica nella missione di un Paese europeo a Bruxelles. «La reazione della NATO all'incidente dipenderà dalle dichiarazioni della Polonia» sull'appartenenza «di questi razzi, se fossero missili russi o razzi di difesa aerea ucraini». «Ho parlato con il presidente Duda dell'esplosione in Polonia. Ho espresso le mie condoglianze per la perdita di vite umane. La Nato sta monitorando la situazione e gli alleati si stanno consultando da vicino. Importante che tutti i fatti siano accertati». Lo scrive il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg su Twitter.

POLONIA: ESPERTI GB, SEMBRANO RESTI S-300, IN USO A MOSCA E KIEV

Le immagini del cratere dell'esplosione verificatasi oggi in territorio polacco sembra mostrare detriti compatibili con i resti di proiettili sparati con il sistema missilistico S-300: in uso da parte della Russia, ma anche delle forze ucraina come arma di difesa anti-aerea. Lo sostiene Mark Cancian, analista militare del think tank britannico Csis, intervistato stasera dalla Bbc. «Chi abbia sparato il missile resta non chiaro al momento», gli ha fatto eco dagli schermi della stessa emittente J Andrés Gannon, esperto di questioni militari presso lo Us Council on Foreign Relations, dicendosi a sua volta convinto che si tratti di frammenti di un ordigno sparato da una batteria di S-300 al pari di Justin Bronck, senior fellow del think tank londinese Rusi. La Bbc cita peraltro fonti e analisti russi ripresi dai media di Mosca stando alla cui tesi i sistemi S-300 in dotazione del Cremlino non sarebbero in grado di minacciare il territorio della Polonia dalle posizioni in cui sono schierati; mentre alcuni di quelli ucraini, dislocati a loro dire anche vicino al confine, potrebbero facilmente raggiungerlo in caso di «funzionamento anomalo».

Verso l'applicazione dell'Articolo 5: escalation militare?

L'episodio è stato ripreso anche da altri media, tra cui il tabloid tedesco Bild e l'agenzia russa Ria Novosti. Se confermato, rappresenterebbe un precedente molto pericoloso per il conflitto in corso, con un Paese membro della Nato colpito per la prima volta dalla Russia. Configurando anche un possibile ricorso al celebre Articolo 5 del Patto Atlantico, che impone il soccorso militare a supporto del Paese membro attaccato. Con conseguente escalation militare. «La notizia di un missile o di altra munizione che ha ucciso delle persone in territorio polacco mi ha sconvolto. Le mie condoglianze alle famiglie. Siamo al fianco della Polonia. Sono in contatto con le autorità polacche, i membri del Consiglio europeo e altri alleati». Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.

«Allarmata dalle notizie di un'esplosione in Polonia, a seguito di un massiccio attacco missilistico russo sulle città ucraine. Estendo le mie condoglianze e il mio più forte messaggio di sostegno e solidarietà alla Polonia e ai nostri amici ucraini». Lo scrive su Twitter la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Missili russi in Polonia: due morti, l'analisi della giornata di guerra

La Nato è in stato di massimo allerta per dei missili russi che sarebbero caduti in Polonia provocando due morti dopo la pioggia di oltre 100 razzi che si è abbattuta nel pomeriggio sull'Ucraina nell'ennesima sfida di Vladimir Putin al mondo in pieno G20: sarebbe la prima volta che un Paese dell'Alleanza viene colpito direttamente nel conflitto.

La notizia, anticipata da media polacchi e poi tedeschi, è stata confermata in un primo momento da un alto funzionario dell'intelligence americana citato dall'AP ma in serata erano febbrili i contatti e le consultazioni tra alleati per cercare di capire cosa sia successo esattamente in Polonia. Il governo di Varsavia ha riunito un consiglio di sicurezza d'emergenza per fare luce sull'accaduto, mentre il Pentagono ha assicurato che gli Stati Uniti «difenderanno ogni centimetro» del territorio dell'Alleanza nel caso la Polonia invocasse l'articolo 5, che vincola gli Stati membri alla difesa collettiva. Secca la replica di Mosca: si tratta di voci che equivalgono ad una «provocazione», perché «i missili mostrati dai media polacchi non sono nostri», ha detto in serata il ministero della Difesa russo.

A Bali in giornata russi e ucraini avevano mostrato ai leader mondiali di portare avanti un dialogo tra sordi. Volodomyr Zelensky, in videocollegamento con il summit, ha proposto le sue dieci condizioni per sedersi a un tavolo, ma da Mosca il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha replicato che «l'operazione militare» sarebbe continuata. Perché è Kiev, ha aggiunto, che continua a «rifiutare i negoziati». Dalle parole Mosca è passata ai fatti. E subito dopo che il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha lasciato Bali, i bombardieri di Putin hanno lanciato un attacco missilistico massiccio che ha colpito una decina tra città e distretti dell'Ucraina.

Non solo Kiev ma anche Leopoli, al confine con la Polonia. In serata è arrivata la notizia che si temeva dall'inizio del conflitto: due missili sarebbero caduti sul villaggio polacco di Przewodow, vicino alla frontiera, uccidendo due persone. Nei caotici momenti successivi, sempre i media polacchi hanno ipotizzato che potrebbe trattarsi non di un errore di lancio da parte dei russi ma di un missile abbattuto dalla contraerea ucraina. Nel peggiore degli scenari, la Polonia potrebbe anche invocare l'articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, che vincola gli Stati membri alla difesa collettiva. Il Pentagono, pur chiarendo di non aver conferma immediata dell'accaduto, ha assicurato che gli Stati Uniti «difenderanno ogni centimetro» dell'Alleanza. Anche i Baltici si sono detti pronti. A stretto giro, è arrivata la replica del ministero della difesa di Mosca, che ha parlato appunto di «una provocazione» mirata a provocare un'escalation, perché i resti ritrovati «non hanno nulla a che vedere con armamenti russi». Gli oltre 100 missili russi lanciati su gran parte dell'Ucraina avevano colpito Kiev, Kharkiv e Leopoli, le tre grandi città lontane dall'epicentro dei combattimenti. L'obiettivo principale del nemico, secondo Kiev, sono state ancora una volta le «infrastrutture critiche».

Il risultato è stato che diverse regioni hanno subito interruzioni di corrente, sette milioni di case sono rimaste al buio, danni ingenti sono stati rilevati alla rete internet e della telefonia mobile. A Kiev metà dei residenti è senza luce e le bombe russe hanno centrato anche due palazzi, provocando almeno un morto. Interruzioni di corrente si sono verificate anche in Moldavia. Alla pioggia di raid sull'Ucraina Zelensky ha risposto assicurando che il suo Paese «sovravvivrà» e che Mosca «non raggiungerà i suoi obiettivi».

E l'evoluzione del conflitto, almeno sul fronte meridionale, sembra per il momento dargli ragione. Dopo la riconquista di Kherson le sue truppe hanno continuato a spingere indietro i russi, che hanno abbandonato anche la città di Novaya Kakhovka, per spostarsi in aree più sicure dell'oblast. Secondo Kiev, adesso, il nemico ha ripiegato di una ventina di chilometri dalla linee che aveva attrezzato sulla riva orientale del Dnepr. Al tempo stesso si moltiplicano le incursioni ucraine in territorio russo, nella regione di Belgorod. Un bombardamento sulla città di Shebekino, a quattro chilometri dal confine, ha provocato la morte di due civili, ha denunciato il governatore. I successi della controffensiva di Kiev sono stati confermati anche dall'Ue. «Hanno già recuperato il 50% dei territori occupati dalla Russia dal 24 febbraio», ha spiegato l'Alto rappresentante Josep Borrell al termine del Consiglio Difesa a cui hanno preso parte anche il ministro della Difesa ucraino, Andriy Zahorodniuk, ed il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Novembre 2022, 08:45
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