Ucraina, le donne si armano e avvertono Putin: «Hai ucciso i nostri figli, ora pagherai»

In Ucraina migliaia di donne che si stanno addestrando per imparare a sparare con un fucile d’assalto e poter combattere

Ucraina, le donne si armano e avvertono Putin: «Hai ucciso i nostri figli, ora pagherai»

«Putin ha ucciso i nostri figli, ora pagherà». E’ l’obiettivo di Kate Matchyshyn una della migliaia di donne che si sta addestrando in Ucraina per imparare a sparare con un fucile d’assalto AK-47 e andare a combattere al fianco delle tante che si trovano già in prima linea contro le forze armate russe. Kate, riporta il Sun, vive a Leopoli, faceva la fisioterapista prima che il conflitto la portasse in un centro per veterane gestito da donne chiamato Warriors House e non aveva mai pensato di entrare nell’esercito.

 

Anzi l’idea di addestrarsi per uccidere qualcuno la spaventa. «Non ho mai pensato che avrei dovuto farlo, ma siamo stati costretti. I russi stanno uccidendo i bambini ucraini, quindi le donne faranno quello che devono fare per proteggerli. Le donne ucraine sono forti, il mio hobby, ad esempio, è la boxe, e Putin scoprirà quanto sono forte. Ha ucciso i nostri figli, ora gliela faremo pagare» ha detto Kate.

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Circa 40 persone del posto seguono ogni giorno l'addestramento nel centro di Leopoli dove Bohdana Ostapyk, 23 anni, aiuta a coordinare le sessioni. La città del nord-ovest del paese, ancora lontana dalla linea di fronte, è diventata un hub regionale per gli aiuti con 100 tonnellate di cibo, vestiti e medicinali donati ogni giorno. Prima della guerra Bohdana gestiva con successo la sua società di pubbliche relazioni a Kiev, aveva 14 clienti nel settore delle macchine agricole. Ma dopo la guerra i clienti hanno rescisso i contratti e lei è tornata a casa a Leopoli per aiutare. «La guerra potrebbe finire in poche settimane o durare anni: ogni singola persona deve sapere come usare un'arma, comprese le donne» ha spiegato. In un ex deposito di polvere da sparo del XVI secolo, noto in zona come la Torre delle Polveri, la 25enne docente universitaria Bohdana Symiakevych sta coordinando un'operazione su scala industriale per realizzare reti mimetiche. È responsabile di 500 volontari che smistano tonnellate di materiale donato dalle fabbriche per realizzare le reti che l'esercito usa per nascondere i macchinari».


Ultimo aggiornamento: Sabato 12 Marzo 2022, 18:35
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