Ucraina, Germania contraria a embargo petrolio: «Se Putin taglia i rifornimenti, noi preparati»

Appello all'Opec del vicecancelliere tedesco perché incrementi la produzione, per frenare gli aumenti del prezzo del greggio

Ucraina, Germania contraria a embargo petrolio: «Se Putin taglia i rifornimenti, noi preparati»

Se gli Stati Uniti possono permettersi di dire no a gas e petrolio in arrivo dalla Russia, così non è per altri paesi dell'alleanza atlantica: l'Europa da sola rappresenta il 70% dell'export energetico russo. Si cerca così di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento e rompere la dipendenza dalla Russia. Il premier Mario Draghi è infatti impegnato a tutto campo nel cercare di costruire velocemente un'indipendenza energetica per l'Italia. Oltre alla missione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio in Qatar, oggi Draghi ha sentito il presidente della Repubblica dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev su un ulteriore rafforzamento della cooperazione bilaterale nel settore energetico. Berlino intanto mette le mani avanti sull'embargo delle importazioni di petrolio dalla Russia. «Gli Usa non pretendono e non si aspettano da noi lo stesso atteggiamento che hanno loro, sanno che la situazione della Germania è diversa. Noi siamo un paese importatore» ha precisato il governo tedesco.

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In Germania cresce la tensione sull'impatto che la guerra in Ucraina avrà innanzitutto sul settore energetico. «Se Putin taglierà i rifornimenti, la Germania sarà preparata», ha assicurato oggi il vicecancelliere verde Robert Habeck, aggiungendo che «le minacce di Mosca sono sopportabilI». In un incontro con gli assessori del settore dei Laender, Habeck ha anche rivolto «un appello urgente» ai Paesi produttori di petrolio dell'Opec perché aumentino la produzione, per frenare gli aumenti del prezzo del greggio a causa della guerra in Ucraina. «Sarebbe un grande contributo», ha detto nel corso di una conferenza stampa, sottolineando che darebbe «sollievo ai mercati». 

Mentre nelle stesse ore, il suo ministero, delegato a Economia e Clima, e quello dell'Ambiente hanno chiarito che una proroga del funzionamento delle tre centrali nucleari ancora attive sia esclusa: secondo i dicastri dalla «valutazione del rapporto benefici rischi di un prolungamento del tempo di attività delle tre centrali ancora in uso , anche nel contesto della crisi del gas attuale, questa opzione non risulta consigliabile». L'approvvigionamento nucleare darebbe un contributo «molto limitato alla soluzione del problema», e a costi economici «molto elevati». Inoltre ci sarebbero seri rischi per lo Stato, che la Germania non intende assumere.

Un tema di nuovo caldo nel dibattito tedesco, che ha visto il presidente bavarese Markus Soeder, della Csu, spendersi per la linea opposta. Ieri l'ente federale per la sicurezza nell'informazione tecnica Bsi ha dato l'allerta su possibile cyberattacchi a stretto giro da parte dei russi. E fra gli obiettivi nel mirino potrebbero esserci proprio infrastrutture energetiche e militari. Il governo è impegnato anche a gestire l'emergenza profughi: sono oltre 64 mila gli ucraini arrivati ufficialmente nella repubblica federale, ma «dal momento che non vi sono controlli alle frontiere potrebbero essere già molti di più, secondo il ministero dell'interno. Si attendono centinaia di migliaia di rifugiati che andranno distribuiti nei diversi Laender. Berlino ha annunciato la riapertura del grande centro di accoglienza nell'ex aeroporto di Tegel. 


Ultimo aggiornamento: Martedì 8 Marzo 2022, 21:04
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