Uccide a coltellate l'uomo che l'ha stuprata e minacciato sua figlia: condannata
di Silvia Natella

Uccide a coltellate l'uomo che l'ha stuprata e minacciato sua figlia: condannata

È stata condannata a dieci anni di reclusione Roxanne Eka Peters, la mamma 35enne che ha pugnalato a morte il suo presunto stupratore Grant Cassar colpendolo al cuore e alle parti intime per poi trascinare il suo cadavere dietro la macchina per oltre un chilometro. La storia arriva dal Queensland, in Australia e risale a dicembre 2015. Solo ora è arrivata la sentenza.

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Secondo la versione della donna, Cassar avrebbe minacciato di fare del male alla figlia se Roxanne non avesse accettato di fare sesso con lui. L'uomo aveva 51 anni e l'aveva già stuprata pochi giorni prima. Il nuovo tentativo di violenza sarebbe stato poi interrotto dalla furia di Roxanne, che si è impossessata di un coltello e ha ripetutamente pugnalato alcune parti del suo corpo. E mentre lo accoltellava urlava: «Nessuno mi può violentare», come riporta il tabloid Mirror. 



Dopo l'omicidio, Peters ha attaccato il corpo di Cassar alla sua auto con una corda prima di trascinarlo lungo la strada. Oltrepassata la stazione di polizia, ha scaricato il cadavere in un burrone. I resti sono stati trovati il giorno dopo. Su Cassar c'erano 60 ferite- 
È stato scoperto il giorno dopo, con oltre 60 feriti. La donna è stata incarcerata ieri per 10 anni e mezzo a Brisbane dopo essersi dichiarata colpevole di omicidio colposo. Per lei sarà possibile ricorrere alla libertà condizionale in meno di due anni. Per il giudice David Boddice lo stupro di Cassar e le sue minacce nei confronti della bambina hanno comportato delle attenuanti perché "provocazioni significative". Quello che ha aggravato la sua posizione è stato infierire sul cadavere e tentare di sbarazzarsi del suo corpo senza chiedere aiuto. 



 
Martedì 30 Ottobre 2018, 16:56
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