"Tuffo della morte" da oltre 40 metri dal fiordo ghiacciato, di pancia: è il nuovo record del mondo. «È stato pazzesco»

Il campionato mondiale di death diving si tiene in Norvegia e più precisamente nella capitale, Oslo, nel mese di agosto, tutti gli anni a partire dal 2008

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Si tratta del "death diving", vale a dire il "tuffo della morte", uno sport a dir poco estremo per cui ci si butta con le braccia aperte e lo stomaco verso l'acqua, per poi cambiare posizione un attimo prima di toccare la superficie, utilizzando la classica "bomba", con le gambe chiuse al petto tra le braccia. 

Giusto pochi giorni fa Ken Stornes è riuscito a stabilire un nuovo record di altezza lanciandosi da 40.5 metri.

"Dødsing", di cosa si tratta?

Il death diving è stato inventato dal chitarrista Erling Bruno Hovden nell'estate del 1972 e in Norvegia si tengono numerosi eventi che riguardano questa disciplina.

In effetti, il campionato mondiale si tiene proprio in Norvegia e più precisamente nella capitale, Oslo, nel mese di agosto, tutti gli anni a partire dal 2008.

Ci sono due categorie di death diving: classico e freestyile. Nel primo caso ci si tuffa orizzontalmente, le gambe e le braccia stese finché non si tocca l'acqua, senza alcuna rotazione. Poi, ci si raggruppa in posizione fetale prima di rompere la superficie, che dev'essere toccata dapprima con i piedi e le mani, oppure le ginocchia e i gomiti, per evitare di farsi male. I tuffi vengono giudicati in base alla velocità, al tempo speso in "volo", alla complessità, quanto a lungo si tiene la posizione originale, la chiusura del tuffo. Nel freestyle, invece, durante la caduta si provano diversi movimenti e trucchi, tra cui le rotazioni. 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 6 Dicembre 2023, 11:58
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