Stella McCartney: «Ho avuto quattro figli, quindi non una scelta sostenibile. Ma spero che cambino il pianeta»

Stella McCartney: «Ho avuto quattro figli, quindi non una scelta sostenibile. Ma spero che cambino il pianeta»

Da sempre in prima linea per una moda etica, Stella dalla Cop26 parla di una moda ecosostenibile e riceve l'applauso del principe Carlo e di Leonardo DI Caprio

Apripista sulla moda etica da tempi non sospetti e vegetariana convinta, Stella McCartney è la stilista di riferimento per i cambiamenti della moda, meno inquinante, più rispettosa della natura e del benessere degli animali. Quando ancora nessuno ne parlava, la figlia di Paul McCartney e Linda (entrambi ecologisti e vegetariani convinti), ben 30 anni fa, ha cominciato una sua personale rivoluzione nella moda scegliendo da subito di evitare pellami e pelliccia.

 

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Trent'anni fa, non ieri. Forse per questo l'invito a Glasgow alla Cop26 non stona affatto. Lei davvero guida i cambiamenti nel fashion, cercando di coinvolgere in questo movimento anche altre maison del lusso, sempre con coerenza. Quest'anno ad esempio ha lanciato la prima borsa con un materiale realizzato con il micelio, ossia funghi, trattata da sembrare pelle. E anche il NuCycl, una tecnologia capace, secondo i suoi ideatori, di riciclare all'infinito qualsiasi tipo di scarto tessile, naturale come il cotone, o sintetico come il poliestere.

 

Un impegno testimoniato dall'installazione al Kelvingrove Museum and Art Gallery di Glasgow che mostra i materiali innovativi e a basse emissioni di carbonio utilizzati dalla McCartney nel corso degli anni. Tra questi, oltre a pezzi realizzati con Mylo️ mycelium unleather di Bolt Threads, le prime scarpe da calcio vegane al mondo, create in collaborazione con Paul Pogba e adidas by Stella McCartney; cotone rigenerativo di Soktas; e Econyl(R) rigenerato da nylon proveniente da rifiuti post-consumo e plastica oceanica.

 

Tra i visitatori dell'installazione c'erano il principe Carlo e l'attore Leonardo Di Caprio. «Sono qui per mostrare quale può essere il futuro della moda, che è una delle industrie più dannose per il pianeta», ha detto la designer. «Che c'è un altro modo e altre soluzioni, che possiamo proporre nuove tecnologie e nuovi marchi per scambiare il male con il bene». L'industria della moda deve prepararsi a eliminare gli sprechi e prendere posizioni radicali come abbandonare del tutto la pelle animale.
    


Per quanto sia giusta e sostenibile la sua battaglia, i marchi dell'alta moda sanno che le borse fatte con i funghi e le t-shirt di rifiuti riciclati non possono davvero competere con la pelle di cavallino, la pelle spazzolata o il cashmere nel mondo del lusso sfrenato. Stella McCartney, ovviamente, lo sa, ma pensa anche che le cose stiano cambiando. «Aspettiamo qualche anno - dice -. Se acquisti una borsa a base vegetale, spenderai di più ora, ma sarà molto più preziosa in futuro quando gli atteggiamenti saranno cambiati e, in questo modo, potrà essere tramandata ai tuoi figli e ai tuoi nipoti».

 

Stella ha compiuto 50 anni a settembre, ma le sue prospettive e il suo modo di pensare indicano che ha molto più in comune con gli under 35 che con la sua generazione. Più di una volta menziona quanto dobbiamo imparare dai giovani. «Sono il futuro, è nostra responsabilità salvaguardare il pianeta per loro. Sono anche l'unica speranza che abbiamo. Stanno lottando per il loro diritto ad avere una vita sulla terra e se devono sedersi per strada e far tardi a scuola o al lavoro, allora sai cosa, ne vale la pena. Penso che la prossima generazione sia davvero impressionante».

 

Fortuna, davvero, perché vive con molti di loro. McCartne, infatti, ha una casa a ovest di Londra e una seconda casa in campagna, ed è sposata con l'editore Alasdhair Willis, con il quale ha quattro figli. Quindi quando le viene chiesto della sovrappopolazione enl mondo, ha la grazia di ridere delle sue scelte di vita. «Oh Dio, beh, ho quattro figli, quindi non puoi chiedermelo. Non è stato molto sostenibile da parte mia... Ma spero che i miei figli faranno del bene e cambieranno il pianeta».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 5 Novembre 2021, 11:21
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