Irlanda riconosce lo Stato palestinese. Israele: «Ci saranno gravi conseguenze». Spagna e Norvegia verso la stessa decisione

Entro il 28 maggio, anche i premier di Spagna e Norvegia daranno l'annuncio

L'Irlanda riconosce lo Stato palestinese. Israele: «Ci saranno gravi conseguenze»

Alla fine è arrivata l'ufficialità. L'Irlanda ha riconosciuto oggi lo Stato palestinese, con un annuncio del primo ministro irlandese Simon Harris in conferenza stampa. Una decisione che arriva nonostante il richiamo del ministro degli esteri israeliano Israel Katz, e che anticipa quella di Spagna e Norvegia, pronte a fare la stessa mossa il prossimo 28 maggio.

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Il riconoscimento

L'Irlanda ha annunciato ufficialmente il riconoscimento di uno Stato palestinese. L'annuncio è stato fatto dal primo ministro irlandese Simon Harris in conferenza stampa: «Un giorno storico e importante per l'Irlanda e la Palestina». Una decisione che sarà presa anche da Spagna e Norvegia, come già annunciato nelle scorse settimane. Entrambe le nazioni daranno infatti l'annuncio entro il 28 maggio, come riportato dai due premier Pedro Sánchez e Jonas Gahr Store. Ad oggi 140 su 193 Stati membri delle Nazioni Unite riconoscono la Palestina e la Svezia è l'unico Stato dell'Unione Europea ad averlo fatto nel 2014. «È giunto il momento di passare dalle parole ai fatti. Riconosceremo lo Stato di Palestina per la pace, per coerenza e per la giustizia», ha detto il premier spagnolo nelle dichiarazioni rilanciate dai media. «Voglio chiarire una cosa, questo riconoscimento non è contro nessuno, non è contro il popolo di Israele, un popolo che apprezziamo. E tanto meno contro gli ebrei, la cui storia è legata alla Spagna. Non è nemmeno a favore di Hamas», ha aggiunto poi.

Le parole del premier norvegese

«La Norvegia riconoscerà la Palestina come Stato indipendente e sovrano, con tutti i diritti e gli obblighi che ciò comporta», ha dichiarato il primo ministro, sottolineando il diritto di vivere in pace all'interno dei propri confini e l'obbligo di seguire le risoluzioni Onu in materia. «La delimitazione territoriale tra lo Stato di Palestina e lo Stato di Israele dovrebbe basarsi sui confini precedenti al 4 giugno 1967, in altre parole sulla linea di demarcazione dell'Accordo di Armistizio del 1949, con Gerusalemme come capitale condivisa», ha precisato il premier, non escludendo la possibilità di eventuali accordi bilaterali per lo scambio di terre tra i due Stati. Store ha inoltre condannato l'attacco terroristico del 7 ottobre: «Israele ha il diritto di difendersi nel quadro del diritto internazionale», ha detto, aggiungendo che una soluzione a due Stati sarebbe anche a vantaggio di Israele: «Ciò contribuirà a rendere la regione più pacifica e stabile».

Da parte sua, il ministro degli Esteri, Espen Barth Eide, ha definito «catastrofici» gli ultimi sviluppi in Medio Oriente: «La fiducia tra le parti è ai minimi storici, questa spirale negativa deve essere invertita; è tempo di pensare a qualcosa di nuovo», ha sottolineato. L'obbiettivo è quello di ridurre lo squilibrio nel rapporto tra le due parti, «continueremo a lavorare per rafforzare le forze moderate sia in Israele che in Palestina», ha spiegato. Il prossimo appuntamento sarà domenica a Bruxelles, dove Eide insieme a Josep Borrell, Alto Rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e rappresentanti degli Stati membri, terranno un incontro con il nuovo primo ministro palestinese Mohammed Mustafa. Lunedì invece, sempre a Bruxelles, l'incontro tra i ministri degli Esteri europei e arabi. Martedì sarà poi riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina.

Il richiamo di Israele

Proprio ieri Israele aveva richiamato i propri rappresentanti diplomatici in Irlanda e Norvegia «per consultazioni urgenti». «Invio all'Irlanda e alla Norvegia un messaggio chiaro: Israele non si tirerà indietro davanti a coloro che minano la sua sovranità e mettono in pericolo la sua sicurezza», aveva dichiarato il ministro degli Esteri Israel Katz. «Israele non lascerà passare sotto silenzio, ci saranno altre gravi conseguenze. Se la Spagna realizzerà la sua intenzione di riconoscere uno Stato palestinese, un passo simile sarà fatto contro di essa».

La risposta di Hamas

Hamas ha affermato che la «coraggiosa resistenza palestinese» ha spinto Irlanda, Spagna e Norvegia a riconoscere lo Stato palestinese. «Questi riconoscimenti sono il risultato diretto di questa coraggiosa resistenza e della leggendaria fermezza del popolo palestinese. Crediamo che questo sarà un punto di svolta nella posizione internazionale sulla questione palestinese», ha detto all'Afp Bassem Naim, membro senior dell'ufficio politico di Hamas. 

Per la Francia «non è il momento giusto» per il riconoscimento

Il riconoscimento di uno Stato di Palestina «non è un tabù per la Francia», ma Parigi ritiene che non ci siano le condizioni «in questo momento affinché questa decisione abbia un impatto reale» sul processo che punta alla soluzione a due Stati. «Questa decisione deve essere utile, cioè consentire un passo avanti decisivo sul piano politico. In questa prospettiva, deve essere adottata al momento giusto affinché ci sia un prima e un dopo»: così il ministro degli Esteri francese, Stéphane Séjourné, in una dichiarazione all'agenzia Afp.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Maggio 2024, 15:09
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