Spagna, ecatombe coronavirus: in un giorno 849 morti, il caso Germania

Spagna, ecatombe coronavirus: in un giorno 849 morti, il caso Germania.
Europa a due velocità anche nell'emergenza coronavirus. Preoccupa la Spagna, che fa segnare il triste record di vittime. E non solo perché all'interno dell'Ue non si riesce a trovare l'unanimità sulle misure da affrontare per affrontare la crisi economica che seguirà quella sanitaria. L'epicentro della pandemia di Covid-19 resta il Vecchio Continente, qui sono registrati nei tre quarti delle 40.000 vittime mondiali, ma i numeri sono enormemente da un Paese all'altro.

La storia straziante di Andrea, 33 anni e in terapia intensiva

Se l'Italia continua a scoprire il triste primato europeo di malattie e vittime, ma il picco, in Spagna sembra che il nemico invisibile abbia ascoltato sull'acceleratore. In soli 24 ore sono stati registrati 849 morti - per la prima volta più di quelli italiani in un solo giorno - e quasi 10mila casi, per un totale di 8.189 vittime e 94.417 contagiati.

 
 


Numeri spaventosi, come le foto pubblicate dal Grande ospedale da campo allestito nel Palazzo dei Congressi di Madrid. Centinaia di letti, uno accanto all'altro, su cui giacciono i feriti del Covid-19. «Scene di guerra», titola il quotidiano spagnolo. Il governo di Madrid intanto prova ad intervenire sul fronte economico varando una serie di misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie più deboli. E sottolinea che «crisi sanitaria e crisi economica vanno affrontate insieme». Sul fronte tedesco della guerra al coronavirus i numeri sono altri rispetto a quelli spagnoli. Migliaia i contagiati dal Covid-19 anche in Germany, 67.051 per la precisione, ma 'pochì morti: 682, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins. Una percentuale dello 0,72, laddove in Italia si aggira attorno al 10% e inSpagnadell'8%. Da giorni interessati e analisti di tutto il mondo, incluso l'Oms, indagano sui ragioni di un tasso di mortalità così basso. Innanzitutto, sostengono, la velocità con cui si effettuano i test.

Quando il 28 gennaio è individuato in Baviera il paziente 1, impiegato in una fabbrica di automobili che ha due impianti a Wuhan, ci sono voluti solo due giorni per trovare chi lo ha contagiato, risalire ai suoi contatti, isolare le persone e chiudere tutto . Poi c'è stata la capacità di isolare gli anziani dal virus, tanto che anzitutto i media dei contagiati in Germania - come scrive il New York Times - è di 46 anni, in Italia 63. Infine, la quantità di test effettuati che ha permesso diagnosi precoci e cure efficace. Ci sono, tuttavia, virologi in Germania che invitano a non cantare vittoria sostenendo che è vero che nel Paese c'è la più alta quantità di posti in terapia intensiva di tutta Europa, il sistema sanitario tedesco potrebbe ancora non essere stato messo alla prova e l'onda è dietro l'angolo. Chi, invece, ha già l'acqua alla gola è il Regno Unito, dove i morti per coronavirus sono impennati: 381 nelle ultime 24 ore, 1.789 totali.

Con la Brexit che incombe, poi, il traballante Sistema sanitario nazionale teme di ritrovarsi in ginocchio tanto che il ministro degli Interni ha deciso di estendere di altri 12 mesi il visto a quei medici e infermieri immigrati (sono quasi 3.000) in scadenza al primo ottobre . In un continente in trincea contro il coronavirus c'è però un Paese che continua a restare neutrale: la Svezia. Nonostante i suoi 4. 500 casi ei 180 morti, il governo di Stoccolma continua a tener aperti bar, ristoranti, locali notturni e scuole. Una politica del "laissez-fairè che ha una lunga tradizione"

Ultimo aggiornamento: Martedì 31 Marzo 2020, 23:23
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