Siria, la Turchia dà il via all'offensiva: raid in corso. I curdi: «Resistenza dovere morale»

Siria, la Turchia dà il via all'offensiva: raid in corso. I curdi: «Resistenza dovere morale»
L'operazione militare della Turchia contro le forze curde nel nord-est della Siria è cominciata. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Impegnati cinquemila soldati delle forze speciali della Turchia e almeno 18mila combattenti di milizie locali dell'Esercito siriano libero (Esl). Abdelrahman Ghazi Dadeh, portavoce di Anwar al-Haq, una milizia dell'Esl, precisa che 10 mila saranno impiegati a Ras al-Ayn e gli altri a Tal Abyad, le due postazioni frontaliere evacuate dai soldati Usa. 

Le autorità curdo-siriane hanno annunciato una «mobilitazione e allerta generali in tutto il nord-est siriano per difendersi». «Tutte le componenti del nostro popolo
» sono invitate «a dirigersi verso la zona frontiera con la Turchia per compiere il loro dovere morale di resistenza in questo momento storico e delicato», recita un comunicato.

«L'operazione» militare che la Turchia condurrà nel nord-est della Siria «si svolge nel quadro del diritto internazionale» e degli «accordi dell'Onu», ha sostenuto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu in una conferenza stampa dall'Algeria. «Sosteniamo l'integrità territoriale della Siria», ha assicurato il ministro, insistendo sul fatto che l'incursione è un diritto di Ankara per difendere la sicurezza dei suoi confini.

L'offensiva inizierà contestualmente da due valichi di frontiera. Secondo analisti militari di Ankara, citati dalle tv locali, le forze armate attraverseranno il confine da Akcakale e Ceylanpinar, che si trovano di fronte alle postazioni siriane di Tal Abyad e Ras al-Ayn, evacuate nelle scorse ore dai soldati americani. I due punti distano circa 120 km e rappresenteranno l'estensione iniziale dell'intervento armato, che si protenderà di 30-32 km entro il territorio siriano. Oltre questi limiti risultano ancora presenti le forze Usa a protezione dei curdi. 

Pattuglie militari statunitensi sono state avvistate al confine tra Siria e Turchia, a est dell'Eufrate, nel distretto di Kobane/Ayn Arab, riferiscono testimoni oculari citati da media siriani. Secondo le fonti, le pattuglie militari Usa sono presenti come forza di interposizione in caso di un eventuale tentativo delle forze turche di varcare il confine nei pressi di Kobane. L'obiettivo del pattugliamento americano non è però confermato. L'area di Kobane è fuori dal «meccanismo di sicurezza» su cui Stati Uniti e Turchia si sono messi d'accordo assieme alle forze curdo-siriane ad agosto scorso.

«Le stupide guerre senza fine, per quanto ci riguarda, stanno finendo!
», ha scritto Donald Trump su Twitter dove conferma che 50 soldati Usa sono stati titirati dal nord della Siria dove si attende l'offensiva turca contro le milizie curde. «Gli Usa non avrebbero dovuto mai essere in medio Oriente», aggiunge, ribadendo come ora «la Turchia dovrà prendere il controllo dei combattenti dell'Isis catturati e che l'Europa non ha voluto riprendere».
 
Intanto l'Isis ha oggi rivendicato una serie di attacchi compiuti contro forze curdo-siriane nel nord-est della Siria. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui lo 'Stato islamico' ha ammesso tramite i suoi canali sui social network la responsabilità di attacchi compiuti nelle ultime 24 ore contro basi e postazioni curde e Raqqa e nella città di Tabqa, sull'Eufrate.

«Le preoccupazioni della Turchia rispetto ai suoi confini meridionali sono legittime», ma dovrebbe agire con moderazione ed evitare un intervento militare in Siria, ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani, citato dall'Irna. «Crediamo che occorra seguire un percorso corretto per eliminare queste preoccupazioni» di Ankara. «Le truppe americane devono lasciare la regione» e «i curdi in Siria» devono «sostenere l'esercito siriano» di Bashar al Assad, che dovrebbe prendere il controllo del nord-est del Paese al confine turco, ha spiegato Rohani. 

L'esercito dell'Iran ha avviato un'esercitazione militare nel nord-ovest del Paese al confine con la Turchia. Lo riporta l'agenzia Tasnim. Le attività, che non erano state annunciate pubblicamente, si svolgono mentre le forze armate di Ankara si preparano a compiere l'annunciata operazione militare contro le milizie curde. L'esercitazione dal nome in codice 'Un obiettivo, un colpo' si svolge nella provincia dell'Azerbaigian occidentale, circa 620 km a nord-ovest di Teheran, e coinvolge unità di reazione rapida, brigate d'assalto ed elicotteri.

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 9 Ottobre 2019, 17:16
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