Il conflitto si allarga, minacce russe alla Lituania: «Non reagiremo attraverso la diplomazia»
di Alessanda Severini

Il conflitto si allarga, minacce russe alla Lituania: «Non reagiremo attraverso la diplomazia»

La guerra in Ucraina continua, le minacce di Mosca colpiscono anche i paesi che hanno varato le sanzioni e il conflitto rischia di allargarsi. La Russia fa sapere che reagirà contro la Lituania «non attraverso la diplomazia». Mosca starebbe pensando di interrompere le forniture di elettricità come ritorsione contro Vilnius per aver bloccato il transito di parte dei prodotti verso l’enclave russa di Kaliningrad in applicazione delle sanzioni Ue. La questione di Kaliningrad, piccola regione stretta tra i territori Nato di Polonia e Lituania, verrà discussa al Consiglio europeo per tentare di trovare un compromesso. La Lituania, dal canto suo, continua a difendere la decisione di bloccare il passaggio delle merci provenienti dalla Russia. «Non facciamo altro che applicare le sanzioni che sono state imposte dall’Ue e questo non ha nulla a che fare con le relazioni bilaterali fra la Russia e la Lituania», ha detto il presidente lituano Gitanas Nauseda che poi si è detto pronto e preparato «ad affrontare azioni ostili» da parte del Cremlino. Mosca invece lancia il sospetto che la Lituania abbia agito su pressione degli Usa in «un nuovo capitolo della guerra ibrida che i Paesi Nato e Ue hanno dichiarato alla Russia».
Ad accrescere la tensione ci sono poi le dichiarazioni che arrivano dalla Finlandia. Il capo di Stato maggiore dell’esercito ha fatto sapere che se Helsinki venisse attaccata «è pronta a combattere con un uso massiccio di armi, di potenza di fuoco, forze blindate e aeree». Che la fine della guerra sia ancora molto lontana lo fanno presagire anche le parole del presidente cinese Xi Jinping, che ha definito «la crisi in Ucraina un campanello d’allarme» e avvertito che le spinte «dell’egemonismo» e la «politica dei blocchi contrapposti» provocheranno solo «guerre e conflitti». La Cina guarda con preoccupazione all’allargamento della Nato con il prossimo ingresso di Svezia e Finlandia ma anche alle mosse degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico. Il presidente cinese ha lanciato un messaggio chiaro e per niente rassicurante: «La storia ci dice che solo quando tutti ricordano le dolorose lezioni della guerra può esserci la speranza di pace» mentre «l’ampliamento delle alleanze militari porterà solo un aumento dell’instabilità globale a causa della ricerca della propria sicurezza a spese di altri Paesi».
Le parole di Xi, pronunciate durante il forum dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) fanno pensare ad un fronte comune lontano dalle posizioni Nato. Del resto i Brics, che rappresentano oltre il 40% della popolazione mondiale e quasi un quarto del prodotto interno lordo mondiale, hanno rifiutano di aderire alle sanzioni occidentali contro Mosca.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Giugno 2022, 06:05
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