Regno Unito, scatta il divieto di rimpatrio per i figli di britannici dell'Isis

Regno Unito, scatta il divieto di rimpatrio per i figli di membri britannici dell'Isis

Secondo quanto riferito dal governo britannico, i figli di membri e combattenti britannici dell'Isis bloccati in Siria non potranno tornare nel Regno Unito.

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Dopo essere stati arrestati mentre fuggivano dal califfato, almeno 30 bambini britannici sono attualmente detenuti con le loro madri nei campi nel nord della Siria.
ll governo ha ricevuto forti pressioni, sia dalle autorità siriane locali che dall'amministrazione Trump, per riportarli a casa dai campi ritenuti troppo pericolosi e sovraffollati.

All'inizio di quest'anno c'era stato infattil l'episodio del figlio neonato di Shamima Begum, l'adolescente fuggito dalla sua casa a Bethnal Green per unirsi all'Isis, che era morto qualche settimana dopo essere arrivato in uno dei campi.

L'ex segretario agli esteri Jeremy Hunt aveva dichiarato, in seguito alla morte, che il governo stava lavorando con l'allora segretario dello sviluppo internazionale, Penny Mordaunt, sulla possibilità che i bambini potessero essere rimpatriati in sicurezza.

Ma, riprendendo il Times, Sajid Javid, ex ministro degli Interni ed attuale Cancelliere dello Scacchiere britannico, ha concluso dopo attente valutazioni che sarebbe stato troppo pericoloso inviare funzionari per recuperare i bambini dalla Siria nonostante i campi siano regolarmente visitati da operatori umanitari e giornalisti.

Già diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Norvegia e Danimarca, hanno riportato indietro un piccolo numero di bambini, molti dei quali orfani dei genitori uccisi durante gli ultimi mesi del califfato.

Circa 70.000 donne e bambini che sono fuggiti dal califfato dell'Isis negli ultimi mesi sono ora detenuti nei campi dalle forze democratiche siriane (SDF), una milizia per lo più curda che ha sconfitto il gruppo terroristico con il sostegno degli Stati Uniti e del Regno Unito. La SDF detiene anche circa 800 combattenti Isis europei.

I servizi di sicurezza nel Regno Unito temono che i cittadini detenuti in Siria e che mantengono ancora posizioni estremiste, alla fine possano tornare a casa. Il governo britannico ritiene inoltre che anche le donne, come gli uomini, possano rappresentare un rischio significativo per la sicurezza nazionale. 

Sempre secondo il Times, la decisione di lasciare i bambini britannici in territorio di guerra è stata presa da Javid poco prima di lasciare il Ministero degli Interni per diventare cancelliere. Javid era anche preoccupato del fatto che portare a casa i bambini avrebbe potuto fornire ai genitori un argomento legale per tornare in patria.

Le autorità curde responsabili dei campi hanno però affermato che la decisione è stata un "grosso errore", perchè si rischia di lasciare i bambini esposti e vulnerabili al reclutamento da parte dei terroristi.

«Se questi bambini non vengono restituiti al loro paese, riabilitati e reintegrati nelle loro comunità, diventeranno tutti futuri terroristi », ha dichiarato a The Independent Abdulkarim Omar, il capo degli affari esteri per l'amministrazione autonoma che controlla i campi.

La coalizione guidata dagli Stati Uniti e nata per sconfiggere il terrorismo del califfato, ha inoltre avvertito che una nuova generazione di jihadisti viene creata nei campi che ospitano le famiglie dei combattenti dell'Isis.

In un'intervista esclusiva rilasciata a The Independent, il generale maggiore Alexus Grynkewich, vice comandante della coalizione internazionale, ha descritto il potenziale di radicalizzazione nei campi come «il più grande rischio strategico a lungo termine» nella lotta contro la formazione jihadista al di fuori delle operazioni militari in corso.

 
Martedì 13 Agosto 2019, 17:07
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