Regina Elisabetta, cosa succederà in caso di attacco nemico?
di Elena Fausta Gadeschi

Regina Elisabetta, il piano di fuga in caso di attacco nemico: ecco che cosa prevede

Si chiama Operation Candid e risale alla crisi missilistica di Cuba del 1962

La prudenza non è mai troppa, specialmente se si tratta di Sua Maestà. Dopo l'escalation del conflitto in Ucraina, la Gran Bretagna ha reso noto parte del piano di fuga a cui la regina Elisabetta dovrebbe attenersi in caso di attacco nemico.

 

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Il piano di fuga della regina Elisabetta

Dopo l'agghiacciante avvertimento di Putin, che ha evocato il nucleare contro l'Occidente, i tabloid inglesi hanno diffuso alcuni dettagli della cosiddetta Operation Candid, l'operazione speciale prevista per garantire l'incolumità della sovrana. Ideato all'epoca della crisi missilistica di Cuba nel 1962, in piena Guerra Fredda, da allora il piano è stato perfezionato e rivisto più volte, soprattutto dopo che un terribile incendio nel 1992 ha distrutto gran parte del bunker sotto al Castello di Windsor costruito per proteggere i reali in caso di minaccia nucleare.

Ad oggi il nascondiglio è inservibile, ma il piano di salvataggio esiste ancora e prevederebbe una dispersione dei membri della royal family nelle dimore di campagna, ben più lontano dal Castello di Balmoral e da Sandringham House. In alternativa, già ai tempi si immaginava che la famiglia potesse essere fatta evacuare via mare con il Royal Yacht Britannia, alla volta della Scozia. Mentre i membri del Parlamento sarebbero stati nascosti in un bunker con il nome in codice Turnstile, sotto Box Hill vicino a Bath.

Nell’operazione segreta era prevista anche la presenza del principe Filippo a fianco della regina, che come sappiamo, è scomparso lo scorso 9 aprile all'età di 99 anni. Probabile che al suo posto ci sarebbe oggi un altro membro della royal family anche se è difficile fare ipotesi al riguardo dal momento che gli eredi diretti non viaggiano mai insieme alla sovrana per non mettere a rischio la discendenza al trono.

D'altra parte lo stesso Royal Yacht Britannia è stato dismesso nel 1997, il che significa che oggi, in caso di bisogno, verrebbe utilizzato un altro sottomarino. Per ovvie ragioni di sicurezza gli altri dettagli dell'Operation Candid restano ignoti e la speranza è che rimangano tali per molto altro tempo ancora.


Ultimo aggiornamento: Martedì 1 Marzo 2022, 12:18
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