Quattro poliziotti picchiano un uomo di colore: incastrati da un video choc. Orrore e bufera in Francia: «Macron furioso»

Quattro poliziotti picchiano un uomo di colore: incastrati da un video choc. Orrore e bufera in Francia: «Macron furioso»

Ancora polizia violenta in Francia. E ancora una volta esplode sui social l'indignazione dopo che le immagini degli agenti - che si accaniscono contro un produttore musicale nero appena entrato nel suo studio di registrazione - fanno il giro del web. Il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin ha ordinato un'inchiesta: già dopo le violenze di lunedì scorso durante l'evacuazione di place de la République occupata dai migranti aveva dichiarato «inaccettabile» il comportamento degli agenti. Ieri sera, sulla tv pubblica France 2, Darmanin ha annunciato che «una volta che i fatti saranno accertati dalla giustizia» i 4 poliziotti sotto inchiesta e già sospesi dal servizio, saranno esclusi dal servizio. 

 

 

I 4 poliziotti accusati di violenze e abuso di potere sono stati immediatamente sospesi. Mentre Michel, la vittima, intervistato dalla piattaforma Loopsider che ha messo on line il video registrato dalle telecamere di sorveglianza, ripete: «Non riesco ancora adesso a credere che si trattasse di veri poliziotti». Il presidente della Repubblica Macron ha incontrato Darmanin per «mettere i puntini sulle i» riguardo il caso, si è appreso da una fonte vicina al capo dello stato, secondo la quale Macron è rimasto «molto impressionato» dalle immagini. Secondo i media francesi, nel rivedere quel video Macron era «furioso».

 

 

IL VIDEO CHOC Il video è piuttosto chiaro, le immagini impressionanti: Michel, un uomo fra i 35 e i 40 anni, che fa il produttore musicale ed è proprietario di un avviato studio di registrazione, arriva davanti al portone del suo palazzo, vede i poliziotti e si accorge di non avere la mascherina. Apre il portone e entra per prenderne una ma i poliziotti lo spingono all'interno. Poi lo incastrano in un piccolo spazio chiuso da un muretto, al piano superiore rispetto allo studio di registrazione, dove un gruppo musicale sta registrando.

 

Michel viene insultato («sporco negro», l'urlo più frequente degli agenti) e picchiato per almeno un quarto d'ora. Lui si piega sotto i colpi, sferrati ad un certo punto con i manganelli, sulle braccia, sul corpo, alla fine sul viso e sulla testa. Non reagisce, pur essendo un tipo molto robusto ed esperto di arti marziali: «Sono stato attento a non fare neppure un gesto di reazione, violento. Se non ci fosse stato questo video oggi sarei in carcere». Nel loro verbale, infatti, gli agenti affermano di essere stati «trascinati» all'interno dell'appartamento da Michel (ma si vede chiaramente che sono loro a spingerlo), che l'uomo aveva un «atteggiamento minaccioso» nei loro confronti e che «emanava un odore di stupefacenti».

 

 

OTTO GIORNI DI PROGNOSI La conclusione del video è ancora più impressionante: i ragazzi del gruppo musicale sentono le grida e accorrono in aiuto del loro produttore, gli agenti escono immediatamente in strada ma gridano a Michel di uscire a sua volta, circondando l'edificio con altri poliziotti accorsi nel frattempo. Dal momento che Michel esita, uno degli agenti spara un lacrimogeno, che entra da una finestra e invade di fumo l'interno. Il produttore esce e viene immobilizzato, poi steso a terra e perquisito: aveva con sé soltanto il cellulare. In ospedale gli vengono prescritti 8 giorni di prognosi per i colpi ricevuti.

 

L'inchiesta è avviata, il procuratore di Parigi ha chiesto risultati «entro 48 ore». Sintomo ulteriore della gravità del momento, si segnala un'inedita mobilitazione del mondo del calcio: «La mia Francia mi dà dolore», ha twittato Antoine Griezmann, rilanciando il video del pestaggio. Prima di lui, avevano postato tweet indignati altri due suoi compagni di squadra in nazionale e nel Barcellona, Samuel Umtiti e Jules Koundé. 

 

IL VIDEO CHOC

 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Novembre 2020, 11:49
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