IgNobel 2020: fra i vincitori dei premi più assurdi anche Bolsonaro e Trump, ma non c'è niente da festeggiare

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di Nico Riva

Cos'hanno in comune Donald Trump, il presidente brasiliano Bolsonaro, dei coltelli fatti di feci umane e le sopracciglia? Sono alcuni dei vincitori degli IgNobel 2020, i premi più assurdi e sarcastici che ci siano, conferiti ogni anno grazie alla prestigiosa Università di Harvard alle ricerche e ai comportamenti più bizzarri dell'anno. 

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Si è tenuta ieri la cerimonia di premiazione della 30° edizione degli IgNobel Awards. A consegnarli è la rivista scientifica "Improbable research" (Ricerche improbabili), il cui motto è "La ricerca che fa prima ridere le persone, e poi pensare". L'iniziativa è inoltre sostenuta dall'Università di Harvard e dal MIT del Massachussets, due fra gli atenei più prestigiosi al mondo. Lo scopo è incuriosire e divertire il pubblico, ma contemporaneamente farlo ragionare. E anche quest'anno i premi sono andati a categorie, ricerche e personaggi indubbiamente bizzarri e fuori dagli schemi, nel bene e nel male. 

Il premio IgNobel per la Psicologia se lo son aggiudicato due ricercatori che hanno scoperto un metodo per identificare i narcisisti dalle loro sopracciglia.

Il premio IgNobel per la Pace è andato invece ai governi di India e Pakistan, per una notizia riportata su svariati giornali, anche se sembra uno scherzo: «Per i diplomatici di entrambi gli Stati che suonavano i campanelli alle porte gli uni degli altri nel cuore della notte per poi scappare via prima che qualcuno avesse modo di rispondere».

Fra i vincitori dell'IgNobel per l'Economia c'è anche l'Italia: un team di ricercatori internazionali ha studiato la relazione fra il reddito di uno Stato e la quantità di...baci che si danno i suoi cittadini. La scoperta? «Si dà molto valore al bacio soprattutto nei paesi più poveri».

Il premio per il Materiale Scientifico è invece tutto dei «coltelli fatti di feci umane congelate, che non funzionano tanto bene», contrariamente a quanto dicano gli eschimesi. 

Ma fra tutti, spicca il premio IgNobel per l'Educazione Medica, che si dividono grandi leader del pianeta per aver «usato la pandemia del Covid-19 per insegnare al mondo che i politici hanno un effetto più immediato sulla vita e sulla morte rispetto a scienziati e medici». Un amaro riconoscimento che vincono a pari merito: Jair Bolsonaro (Brasile), Boris Johnson (Regno Unito), Narendra Modi (India), Andrés Manuel López Obrador (Mexico), Alexander Lukashenko (Bielorussia), Donald Trump (USA), Recep Tayyip Erdogan (Turchia), Vladimir Putin (Russia) e and Gurbanguly Berdimuhamedow (Turkmenistan).


Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Settembre 2020, 22:17
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