Pablo Escobar, gli ippopotami del re dei narcos si sono riprodotti: «Hanno sconvolto l'intero ecosistema»

di Enrico Chillè
Due coppie di ippopotami, appartenute al re dei narcotrafficanti Pablo Escobar e rimaste in libertà sin dal 1993, si sono riprodotte e ora minacciano un intero ecosistema. Dopo l'uccisione di Escobar, la polizia nazionale della Colombia aveva proceduto alla confisca dell'intero patrimonio, compreso il giardino con le sculture, le varie auto, i piccoli aeroporti e anche tutti gli animali esotici. La maggior parte degli animali fu inviata a vari zoo, tranne appunto due maschi e due femmine di ippopotami che, liberi nell'ambiente naturale della Colombia, nel corso degli anni si sono riprodotti fino a raggiungere le 100 unità.

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La conferma arriverebbe anche da uno studio pubblicato su Ecology, la rivista scientifica della Ecological Society of America. Secondo i ricercatori, gli ippopotami sono una delle specie invasive più pericolose al mondo e in Colombia la liberazione nell'ambiente degli esemplari appartenuti a Pablo Escobar avrebbero reso la situazione ancora più grave. Oltre ad essere molto pericolosi per l'uomo e per gli altri animali, gli ippopotami stanno sconvolgendo tutto l'ecosistema locale in una maniera inaspettata.

Come riporta anche Gizmodo, i ricercatori hanno effettuato analisi qualitative e microbiomatiche dell'acqua dei laghi in Colombia, sia quelli ormai da tempo infestati dagli ippopotami, sia quelli in cui questa specie invasiva non è mai giunta. I risultati sono proprio quelli che sospettavano gli autori dello studio: la presenza degli ippopotami rischia di pregiudicare la qualità dell'acqua. Questi animali, infatti, sono principalmente notturni: di giorno restano a terra, nutrendosi, mentre la notte cercano di rinfrescarsi nell'acqua dove, liberando grandi quantità di escrementi, possono modificarne la composizione chimica e i livelli di ossigeno. Non solo: le feci degli ippopotami possono fertilizzare alghe e batteri dannosi, la cui proliferazione può nuocere a persone e animali.

In Colombia, quindi, rischia di ricrearsi la stessa situazione ormai presente da anni in alcune zone dell'Africa, come il lago Vittoria. Gli escrementi degli ippopotami sono stati in grado di trasformare un intero ecosistema. I ricercatori hanno voluto sottolineare i rischi causati da una specie invasiva in grado di riprodursi con costanza nel tempo, anche se nel paese sudamericano le maggiori precipitazioni rispetto all'Africa consentono di diminuire l'impatto ambientale causato dalle feci degli ippopotami.

Il problema principale, quindi, resta quello della fecondità della specie: gli animali continueranno a riprodursi e la popolazione cresce perché nell'ecosistema colombiano mancano limitazioni o minacce naturali. Jonathan Shurin, professore di scienze biologiche all'università della California e direttore dello studio, ha infatti segnalato: «Il grafico dell'incremento della specie dimostra una crescita esponenziale, nei prossimi due decenni gli esemplari potrebbero arrivare ad essere diverse migliaia». Per questo motivo, i ricercatori hanno lanciato un appello al governo colombiano: «Bisogna fare assolutamente qualcosa per frenare il fenomeno. Gli ippopotami sembrano animali pacifici, ma a dispetto dell'apparenza sono violenti e molto rapidi».
Ultimo aggiornamento: Sabato 1 Febbraio 2020, 17:48
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