Covid, l'Ecdc: «In Europa rischio alto tra dicembre e gennaio, terza dose per tutti gli adulti»

Covid, l'Ecdc: «In Europa rischio alto tra dicembre e gennaio, terza dose per tutti gli adulti»

I dati di tutto il Vecchio Continente fanno temere per i mesi invernali

Covid, le ultime linee-guida del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in base alla situazione, tutt'altro che rosea, in Europa. Nonostante, in linea generale, i Paesi del Mediterraneo abbiano un'ottima percentuale di vaccinati, i dati dei Paesi del Centro e dell'Est fanno crollare il dato e non fanno certo ben sperare.

 

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Covid, l'Ecdc: «Rischio alto a dicembre e gennaio»

I recenti scenari tracciati dai modelli previsionali dell'Ecdc», Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie, «indicano che il potenziale carico di malattia da variante Delta di Sars-CoV-2 sarà molto elevato a dicembre e gennaio» nell'Ue e nei Paesi dello Spazio economico europeo (See), «a meno che non vengano applicate ora, con urgenza, misure di sanità pubblica in combinazione con sforzi continui per aumentare la diffusione del vaccino nel totale della popolazione». È il monito lanciato da Andrea Ammon, direttrice dell'Ecdc, illustrando i dati principali contenuti nel nuovo 'Rapid Risk Assessment', la valutazione del rischio legato alla situazione di Covid-19 nell'area.

 

Covid, l'Ecdc: «Spingere sulla terza dose per tutti»

Chiudere il «divario immunitario, offrire dosi di richiamo a tutti gli adulti e reintrodurre misure non farmaceutiche». Questi gli interventi sollecitati dalla direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Andrea Amman in una nota che accompagna il parere aggiornato dell'Agenzia Ue sulla situazione epidemiologica del Covid in Europa. Senza questi interventi, avverte Ammon, l'impatto della variante Delta in dicembre e gennaio sarà particolarmente pesante.


 

Covid, l'Ecdc: «Troppo divario, i non vaccinati vanno immunizzati»

La priorità, sottolinea l'Ecdc, è completare il ciclo vaccinale di chi non è ancora immunizzato. «Abbiamo a disposizione vaccini sicuri ed efficaci - si legge nella nota firmata da Ammon - e fino a quando una parte più ampia della popolazione ammissibile non sarà immunizzata, gli interventi non farmaceutici devono continuare a far parte della nostra routine quotidiana».
«I Paesi - aggiunge la direttrice dell'Ecd - dovrebbero anche prendere in considerazione una dose di richiamo per tutti gli adulti di età pari o superiore a 18 anni, con priorità per le persone di età superiore ai 40 anni. La dose di richiamo è raccomandata non prima di sei mesi dopo aver completato il primo ciclo». L'analisi dell'Ecdc conferma che tra dicembre e gennaio si rischia «un gran numero di nuovi ricoveri ospedalieri di individui non vaccinati» e «l'attuale livello complessivo di diffusione della vaccinazione sarà insufficiente a limitare l'onere dei casi di COVID-19 e dei ricoveri ospedalieri», soprattutto nei «paesi con livelli di vaccinazione inferiori», che «sono quelli a rischio più elevato».
«Attualmente - prosegue Ammon - meno del 70% della popolazione dell'insieme dei Paesi Ue e dello Spazio economico europeo è stata completamente vaccinata». Questo, prosegue, «lascia un ampio divario vaccinale che non può essere colmato rapidamente e offre ampio spazio alla diffusione del virus». «Dobbiamo - esorta Ammon - concentrarci con urgenza sulla chiusura di questo divario immunitario, offrire dosi di richiamo a tutti gli adulti e reintrodurre misure non farmaceutiche».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Novembre 2021, 14:12
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