Notre-Dame, sistema antincendio flop: «Fiamme diffuse dalle guaine di protezione»

Abbiamo ancora negli occhi le immagini devastanti dell’incendio che ha quasi distrutto la cattedrale di Notre-Dame a Parigi: ma com’è possibile che il fuoco abbia divorato la guglia senza che un efficace sistema antincendio potesse fare qualcosa per impedirlo? E perché i vigili del fuoco sono arrivati quando era ormai troppo tardi? Sono tante le domande che lascia questo dramma, a partire dal mancato intervento dei Canadair (il motivo ve lo abbiamo spiegato qui su Leggo).

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Secondo Guido Parisi, direttore centrale emergenze dei nostri Vigili del fuoco, il motivo dell'intervento "monco" da parte dei pompieri è da imputare anche al fatto che Notre-Dame sia in una zona centrale: ma il sistema in generale non ha funzionato. «In un cantiere di questo tipo un sistema anti incendio normalmente è previsto - ha detto Parisi, scrive Il Messaggero - I mezzi dei colleghi francesi erano ovviamente più bassi rispetto al punto in cui è partito il fuoco. E teniamo conto di un altro dato: siamo in una zona centrale vicino alla Senna, è anche improbo muoversi con mezzi pesanti».

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Quanto alla rapidità del fuoco, «le guaine di protezione del cantiere, in linea teorica, potrebbero avere fatto diffondere le fiamme. Soprattutto: la copertura di legno contribuisce ad alimentare il fuoco. Per questo i colleghi francesi hanno scelto di difendere la facciata, di limitare i danni». La procura di Parigi indagherà sia sulle cause del clamoroso rogo nella cattedrale, sia sul flop del sistema antincendio e sul perché non fosse stato allestito in forma stabile un presidio di uomini pronti a intervenire in caso di emergenza.

 
 


COME NEL '97 A TORINO «La situazione è molto critica, è un incendio devastante, con una cattedrale così ampia e una struttura in legno. Non è possibile intervenire dall'alto perché il getto dell'acqua farebbe più danno che altro, bisogna avvicinarsi dai lato con getti orizzontali, come stanno facendo i colleghi francesi», ha detto Parisi all'Adnkronos. «La copertura è già crollata e quando il legno cade a terra bruciano anche gli altri elementi. Credo che su stia procedendo con una messa in sicurezza dei beni. È una situazione molto critica - ribadisce - anche per la posizione molto angusta della Cattedrale e per i materiali di costruzione, quelli utilizzati all'epoca, oltre al legno l'acciaio, che è poco resistente al calore. Bisognava fare molta più prevenzione». «Quanto accade a Notre Dame ci fa pensare a cosa è successo nel '97 a Torino - ricorda Parisi - quando salvammo la Sacra Sindone dall'interno della Cappella». 
Ultimo aggiornamento: 09:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA