Notre-Dame, un italiano tra i pompieri che hanno spento l'incendio: «Ci chiamate angeli, è solo il mio lavoro»

«Io c'ero, lo posso dire: è stato un inferno. Ma è anche un miracolo che non sia morto nessuno». C'è anche un italiano tra gli oltre 500 vigili del fuoco intervenuti lunedì sera per domare l'incendio che ha quasi distrutto la cattedrale di Notre-Dame, a Parigi. Francesco Di Miccolis ha 40 anni e il cognome 'tradisce' le chiare origini pugliesi, ma da 15 anni vive a Parigi e lavora come pompiere.

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Nato e cresciuto a Molfetta da mamma molfettese e papà di Barletta, Francesco Di Miccolis, per amore, si è trasferito a Parigi, dove ha sposato sua moglie, una ragazza francese di nome Marine. «Non è stato un colpo di fulmine, ma un amore costruito mattone su mattone» - racconta il pompiere italiano a La Gazzetta del Mezzogiorno - «È stata lei a spingermi ad arruolarmi nei vigili del fuoco di Parigi, ormai faccio questo lavoro da dieci anni e lo prendo a cuore come il primo momento».

Francesco, oggi, racconta l'inferno vissuto nel tentativo di domare le fiamme a Notre-Dame. Non lo dice, ma la sua squadra ha dovuto affrontare una vera emergenza, per difficoltà logistiche e per una mancanza di organizzazione, con i soccorsi partiti in colpevole ritardo. Lui, però, insieme ai suoi colleghi ha affrontato un devastante incendio che ha tenuto col fiato sospeso e commosso il mondo. «In Italia ci definite angeli, come qui in Francia, ma non mi sono mai sentito un angelo né un eroe. Faccio il mio lavoro, e nel mio lavoro la vita degli altri è la cosa a cui teniamo di più, ma è fondamentale agire sempre con concretezza, senza esagerare. In fin dei conti, io a casa voglio tornarci, sia per mia moglie che per i miei figli», spiega Francesco.
Ultimo aggiornamento: 13:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA