Michael Schumacher ricoverato in ospedale a Parigi: cura top secret a base di staminali

Michael Schumacher, importanti notizie arrivano sulla sua malattia e sulle possibilità che l'ex pilota di Formula 1 si possa riprendere. L'ex ferrarista è stato trasportato in giornata all'ospedale europeo Georges Pompidou di Parigi per una trattamento definito «top secret». Lo si apprende dai media francesi che sottolineano come la cura durerà 48 ore. All'ex campione di Formula 1, rimasto gravemente ferito nel 2013 per una caduta sugli sci, dovrebbero essere praticate trasfusioni di cellule staminali nell'organismo allo scopo di ottenere un'azione «anti-infiammatoria sistemica».

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Il trattamento dovrebbe essergli praticato dal professor Philippe Menasché, celebre chirurgo cardiaco, pioniere della terapia cellulare nella cura dell'insufficienza cardiaca. Menasché è però anche nel consiglio d'amministrazione dell'Istituto del cervello e del midollo spinale.



Nell'ospedale in cui è ricoverato Schumacher è stato visto oggi anche il famoso chirurgo ortopedico Gerard Saillant. Menasché e la direzione del Pompidou, contattati dai media francesi, non hanno confermato né smentito il tipo di cura cui sarà sottoposto Schumacher, trincerandosi dietro il segreto medico. Fonti giornalistiche francesi assicurano che Schumacher è stato portato almeno altre due volte negli ultimi tempi a Parigi, l'ultima la scorsa primavera. Nel suo primo soggiorno, l'ex pilota fu ricoverato alla Pitié-Salpetrière. Secondo quanto si apprende, Schumacher avrebbe dovuto tornare a Parigi per esami a luglio ma questo appuntamento fu rinviato per un problema di salute imprevisto e la data fu spostata ad inizio settembre, dopo il rientro dalle

   
IL RETROSCENA
Ore 15:40 del 9 settembre, la data fissata. Il professor Manasché è appena rientrato dalle ferie. Michael Schumacher, su una barella avvolta da un telo di materiale supertecnologico di colore blu, sbarca al primo piano dell'Ospedale europeo Georges Pompidou, nel XV arrondissement di Parigi. Dell'ex pilota non è visibile nulla, né il corpo, né il viso. Attorno alla lettiga, almeno 10 persone, molte in diretta con auricolari e microfoni, coadiuvati dal servizio di sicurezza dell'ospedale.

In testa alla processione, il professor Philippe Menasché, un luminare delle staminali, che accompagna premuroso il suo famoso paziente - 50 anni, sei volte campione del mondo di Formula 1, dal 2013 paraplegico grave per un incidente sugli sci - nel suo reparto. In strada, l'ambulanza con targa svizzera che ha trasportato Schumi, se ne torna a Ginevra. C'è il mistero più fitto, ormai da anni, attorno al pilota idolo della Ferrari dopo l'incidente del 29 dicembre 2013 a Meribel, in Savoia. Da oggi si trova nel servizio di cardiochirurgia del Pompidou, nelle mani di Menasché, il numero 1 della terapia cellulare applicata all'insufficienza cardiaca. Ma anche un pezzo grosso dell'Istituto del cervello e del midollo spinale, ed è certamente per questa seconda specialità che Schumi è finito nelle sue mani. Nei corridoi del Pitié-Salpetriere, dove è nell'equipe dirigente, Menasché collabora con Gerard Saillant, un ortopedico di riferimento per gli sportivi, l'uomo che ricostruì più volte, come un puzzle, i legamenti martoriati di Ronaldo, il «Fenomeno». Menasché ha brevettato il sistema di infusione per via endovenosa di un composto di sostanze terapeutiche preparate in laboratorio sull abase di cellule staminali. Le Parisien ritiene che l'ex pilota sia a Parigi proprio per questo: Menasché è convinto che una diffusione di questo suo composto nell'organismo - si tratta di cellule ancora in fase di crescita - può produrre un effetto anti-infiammatorio generale. Da domani mattina, il via alla sperimentazione. Se tutto va bene, Schumi tornerà a casa mercoledì. Per custodire il «segreto medico», Menasché e la direzione del Pompidou non hanno confermato queste notizie, senza peraltro smentire.

Per Schumacher, si tratterebbe addirittura del terzo viaggio a Parigi. L'ultimo la primavera scorsa, per esami medici al Salpetriàre, probabilmente in vista della futura terapia. Che sarebbe dovuta iniziare a luglio, quando un malanno imprevisto impedì il trasporto del paziente. Tutto rinviato a fine ferie, inizio settembre. Adesso, fra mille cautele, la terapia è cominciata, nel massimo segreto. Secondo i più informati, uno dei pochi a seguire di persona a Parigi le vicende di Schumi, insieme con l'inseparabile moglie Corinna, è l'amico di sempre alla Ferrari, Jean Todt, oggi presidente della Fia, la Federazione dell'automobile.

 


 

Lunedì 9 Settembre 2019, 20:32
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