l'Iran libera Aras Amiri, la dipendente del British Council accusata di spionaggio e condannata a 10 anni di carcere

l'Iran libera Aras Amiri, la dipendente del British Council accusata di spionaggio e condannata a 10 anni di carcere

Amiri è tornata nel Regno Unito dopo che la corte suprema iraniana ha annullato la pena

Aras Amiri, donna iraniana che lavorava per il British Council è stata liberata dalla sua detenzione presso il carcere di Teheran, in Iran, ed è tornata nel Regno Unito. Aras è stata è assolta dall'accusa di spionaggio grazie ai suoi avvocati che hanno presentato il ricorso alla corte suprema iraniana che ha portato al suo rilascio.

 

 

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Aras Amiri

 

 

l'Iran libera Aras Amiri, la dipendente del British Council

 

 

Aras Amiri, come spiega il “The Guardian”, che ha lavorato come responsabile degli affari artistici per il British Council, era in visita a parenti a Teheran nel 2018 quando è stata arrestata. Nel maggio 2019 è stata condannata a 10 anni di carcere con l'accusa di spionaggio dopo aver fatto sapere di essersi rifiutata di diventare un'informatrice per i servizi di intelligence iraniani: «Abbiamo sempre confutato le accuse originali mosse contro Aras -  ha fatto sapere il British Council - Siamo molto orgogliosi del suo lavoro nel nostro ufficio di Londra come responsabile del programma artistico, sostenendo una maggiore comprensione e apprezzamento della cultura iraniana nel Regno Unito. E’ stato un lavoro importante, che riflette il valore della collaborazione culturale transfrontaliera. Il benessere di Aras rimane la nostra priorità. Chiediamo che la sua privacy sia rispettata mentre ricostruisce la sua vita nel Regno Unito dopo un periodo lungo e difficile».

 

Nel 2019 la trentaquattrenne ha scritto una lettera all'allora capo della giustizia e ora presidente eletto, Ebrahim Raisi, chiedendogli di condurre un'indagine sulle false accuse nei suoi confronti. Amiri ha sottolineato che era stata imprigionata per il suo rifiuto di spiare per conto dei servizi di intelligence iraniani. «Dopo il mio rilascio su cauzione... gli investigatori del caso hanno continuato a contattarmi – ha scritto - Durante il nostro terzo incontro, ho rifiutato l’esplicito invito alla cooperazione e ho detto loro che potevo lavorare solo nel mio campo specifico, non in qualsiasi altro tipo di lavoro. Alla luce delle azioni illegali nel trattamento del mio caso e degli insulti contro di me e la mia famiglia, scrivo per chiedere a Vostra Eccellenza di svolgere un'indagine».

 

Alltri cittadini britannico-iraniani sono stati incarcerati in Iran con accuse simili, tra cui Nazanin Zaghari-Ratcliffe, che è stata condannata a un ulteriore anno di prigione nell'aprile 2021, poco prima di portare a termine la sua pena di cinque anni.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 12 Gennaio 2022, 18:45
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