Iraq, diretta: raid Usa uccide comandante delle milizie filo-iraniane. Soleimani ucciso, l'Iran: «Da Usa atto di terrorismo»

Il generale Qassem Soleimani  è rimasto ucciso con altri 7 (i feriti sono almeno 12 soldati iracheni oltre a diversi civili) in un attacco con elicotteri e razzi all'aeroporto di Baghdad. Lo scalo è stato chiuso ed il traffico aereo è stato interrotto. Il generale iraniano Qassem Soleimani era una delle figure chiave della strategia iraniana in Medio Oriente. Al suo comando, le forze speciali Al Quds, braccio armato dei Pasdaran all'estero, sono diventate sempre più influenti. L'Iran ha sventato negli ultimi mesi un attentato contro Soleimani. Donald Trump ha twittato una foto della bandiera americana dopo l'attacco all'aeroporto di Baghdad.

«Non abbiamo ucciso Soilemani per un cambio di regime o per iniziare la guerra. Ma siamo pronti a qualunque risposta sia necessaria»: lo ha detto Trump, sottolineando come «il futuro dell'Iran appartiene al popolo che vuole la pace, non ai terroristi».

Iran: da Usa atto di terrorismo. L'assassinio del generale Qassem Soleimani è un esempio evidente di terrorismo di Stato e, in quanto atto criminale costituisce una grave violazione dei principi di diritto internazionale, compresi quelli stipulati nella Carta delle Nazioni Unite. Comporta quindi la responsabilità internazionale degli Usa». Lo ha scritto l'ambasciatore iraniano all'Onu, Takht Ravanchi, in una lettera al segretario generale Antonio Guterres e al collega del Vietnam Dang Dinh Quy, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza. «Questo atto illegale invalida chiaramente la pretesa degli Stati Uniti di combattere il terrorismo - ha aggiunto -. In realtà, stanno combattendo coloro che combattono i terroristi». Ravanchi ha parlato di politica «ipocrita» di Washington: «Questa mossa provocatoria aveva lo scopo di una escalation delle tensioni a un livello incontrollabile ed è evidente che gli Stati Uniti avranno la piena responsabilità di tutte le conseguenze».

Attacco a convoglio milizie, 6 morti. Un convoglio delle milizie irachene a nord di Baghdad è stato attaccato ieri sera da raid aerei che hanno provocato sei morti e tre feriti gravi: lo riporta l'agenzia di stampa Reuters sul proprio sito citando una fonte dell'esercito iracheno. Il convoglio delle milizie irachene aè stato attaccato da un raid aereo statunitense che ha ucciso un comandante del gruppo paramilitare filo-iraniano Hashed Al Shaabi: lo riporta la tv di Stato irachena senza citare il nome del comandante preso di mira.


Soleimani, Putin: «Attacco aggrava la situazione». Guterres: «No ad altra guerra nel Golfo»

Scambio di messaggi tra Usa e Iran. Gli Usa e l'Iran si sono scambiati messaggi riservati oggi attraverso l'incaricato d'affari svizzero, che rappresenta gli interessi americani a Teheran, dopo il blitz statunitense in cui è stato ucciso il generale Qassem Soleimani. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mussavi, citato dalla televisione di Stato, ha detto che l'incaricato d'affari svizzero è stato convocato per una seconda volta questa sera per ricevere la risposta delle autorità iraniane ad un messaggio dell'amministrazione americana che aveva consegnato stamane.  Il diplomatico svizzero, ha precisato Mussavi, era stato convocato stamane al ministero degli Esteri per ricevere un messaggio destinato a Washington in cui il governo iraniano affermava che l'uccisione di Soleimani è «un atto di terrorismo di Stato e il regime Usa è responsabile per tutte le conseguenze». A sua volta l'incaricato d'affari svizzero aveva riferito un messaggio dell'amministrazione Trump. Dopo una giornata di consultazioni, il diplomatico è stato nuovamente convocato per ricevere una «risposta appropriata» delle autorità iraniane, ha affermato Mussavi.

Usa pronti a inviare migliaia di militare in Medio oriente. Dopo il raid aereo in cui è rimasto ucciso il generale Qassem Soleimani, gli Stati Uniti hanno deciso di inviare altri 3.500 soldati in Medio Oriente. Lo hanno riferito tre funzionari della Difesa e un ufficiale militare a Nbc News. Le nuove truppe saranno dispiegate in Iraq, Kuwait e altre parti della regione in risposta alle minacce giunte dopo la morte del generale..


Giro di telefonate alle principali del segretario di stato americano Mike Pompeo a tutte le principali capitali mondiali per spiegare la decisione del presidente Donald Trump di uccidere il generale Qassem Soleimani. Pompeo, dopo aver parlato con Pechino, Londra e Berlino ha chiamato anche Parigi facendo il punto della situazione col ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian, ribadendo l'interesse comune con gli alleati europei nel contrastare le azioni destabilizzanti del regime iraniano nella regione mediorientale.
 
Soleimani, la conferma del Pentagono. Gli Stati Uniti hanno ucciso il comandante iraniano, Qassem Soleimani, su ordine di Donald Trump. L'attacco che ha ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani punta a essere un deterrente per futuri piani di attacco iraniani. «Gli Stati Uniti continueranno ad assumere le azioni necessarie per proteggere la nostra gente e i nostri interessi ovunque nel mondo». Lo afferma il Pentagono. 
 
 

Trump twitta: «L'Iran non ha mai vinto una guerra». «L'Iran non ha mai vinto una guerra, ma non ha mai perso un negoziato!»: lo twitta il presidente americano Donald Trump dopo che nella notte, dopo l'uccisione di Qassem Soleimani, aveva postato una bandiera americana. Il generale Soleimani stava preparando nuovi attacchi. Lo ha detto Donald Trump parlando da Mar-a-Lago, in Florida. «Il suo regno di terrore è finito».

Il generale Qassem Soleimani «ha ucciso o ferito gravemente migliaia di americani durante un lungo arco di tempo e stava complottando per ucciderne molti altri... ma è stato preso!»: così ha twittato Donald Trump, secondo cui Soleimani «è stato direttamente e indirettamente responsabile per la morte di milioni di persone, compreso un grande numero di manifestanti uccisi di recente nello stesso Iran». «Doveva essere fatto fuori molti anni fa!». 

 
Michel, ciclo violenze deve finire. «Il ciclo di violenza, provocazioni e ritorsioni a cui abbiamo assistito in Iraq nelle ultime settimane deve finire. Un'ulteriore escalation deve essere evitata a tutti i costi». Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio europeo Charles Michel che mette in guardia dal «rischio di un riacutizzarsi generalizzato della violenza in tutta la regione e dell'ascesa di forze oscure del terrorismo che prosperano a volte di tensioni religiose e nazionaliste», in quanto l'Iraq rimane un paese molto fragile» Michel sottolinea inoltre che «troppe armi e troppe milizie stanno rallentando il processo verso un ritorno alla normale vita quotidiana dei cittadini iracheni».

L'Alto rappresentante Ue. «L'attuale ciclo di violenza in Iraq deve essere fermato prima che sfugga al controllo. L'Ue invita tutti gli attori coinvolti e quei partner che possono avere un'influenza ad esercitare la massima moderazione e mostrare responsabilità in questo momento cruciale». Così in una nota l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell sugli ultimi sviluppi in Iraq. «Un'altra crisi rischia di compromettere anni di sforzi per stabilizzare l'Iraq», aggiunge Borrell.


Iraq, l'ambasciata Usa: «Cittadini americani via dal Paese immediatamente»

La Nato «monitora la situazione in Iraq» dopo l'uccisione del generale Qassem Soleimani in un attacco condotto dalle forze Usa. Lo ha detto un portavoce dell'Alleanza atlantica, precisando che la Nato mantiene una presenza limitata in Iraq per addestrare le forze di sicurezza del governo e l'alleanza e non è stata coinvolta nell'attacco a Soleimani. «Seguiamo da vicino la situazione nella regione e restiamo in stretto e regolare contatto con le autorità Usa», ha precisato Dylan White.
 

Berlino, era in liste terrore anche in Ue. «La situazione attuale non è nata oggi. C'è una storia pregressa, e ci sono state una serie di attività dell'Iran, che noi abbiamo più volte criticato come destabilizzanti. Qassem Soleimani era segnalato anche nelle liste dell'Ue come terrorista». Lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri tedesco, rispondendo a una domanda sull'uccisione del generale iraniano in conferenza stampa. La morte di Soleimani non è avvenuta in un'operazione della coalizione, ha anche sottolineato, e «va chiesto agli americani di spiegare questa azione». Anche la portavoce della cancelliera ha sottolineato che Berlino vede con «preoccupazione l'attività dell'Iran nella regione». 

Iraq, razzi contro l'aeroporto di Baghdad: quattro morti nell'attacco
 
Media, corpo riconosciuto grazie ad anello. Il corpo del generale iraniano Qassem Soleimani è stato ridotto in pezzi nel bombardamento americano della notte scorsa all'aeroporto di Baghdad ed è stato possibile riconoscerlo solo dall'anello che portava a un dito della mano sinistra. Lo riferiscono fonti irachene citate da media regionali. In rete circolano anche fotografie - di cui non è possibile verificare l'autenticità - che mostrano una mano mozzata con al dito l'anello, con una grande pietra dura di colore rosso. 

Decine di migliaia in piazza a Teheran. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Teheran in una manifestazione di protesta contro i «crimini» degli Usa.

 
 

Della Vedova, serve difesa Ue. «Di fronte all'azione di Trump in Iraq che ha portato all'uccisione di Qassem Soleimani, che capiremo presto quanto avventata oppure no sia da considerare, emerge tutta l'impotenza europea. L'incapacità dei singoli stati membri, che restano sovrani in materia di difesa e politica estera, di essere attori credibili e autorevoli nei teatri del medioriente e del mediterraneo, lascia la sicurezza dei cittadini europei in balia di decisioni rispetto alle quali l'Unione europea non ha voce in capitolo». Lo dichiara il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. «Altro che sovranismo: la necessità di un'unione diplomatica e di difesa comune europea è ormai una condizione imprescindibile per la rilevanza, la difesa dei valori e degli interessi dei cittadini europei», conclude.

Iraq, allerta in base coalizione. Livello di allerta estrema a Union III dopo il raid americano che ha ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. La base militare è sede del Combined Joint Task Force-Operation Inherent Resolve e Joint Operations Command-Iraq, la coalizione internazionale anti-Isis e il commando delle operazioni militari irachene. La base si trova nella zona interazione, tra l'ambasciata americana e quella turca. Con il livello di allerta estrema in vigore tutto il personale ha l'obbligo di indossare il giubbotto antiproiettile ed elmetto. È proibito inoltre girare da soli, usare strutture ricreative e fare qualsiasi movimento al di fuori della base. «Abbiamo incrementato la sicurezza e le misure protettive - ha detto all'ANSA il colonnello Myles Caggins, portavoce della coalizione militare - e la nostra priorità è la sicurezza del nostro personale. Siamo preoccupati per la possibilità di attacchi con razzi».


 
 

Ambasciata a Roma, atto di terrorismo. «L'atto di terrorismo internazionale degli Usa con l'assassinio premeditato del generale Soleimani, la più efficace forza nel combattere l'Isis, Al Nusra e Al Qaeda, è estremamente pericoloso e genera una escalation delle cui conseguenze Donald Trump è il solo responsabile». Lo scrive su Twitter l'ambasciata della Repubblica islamica in Italia, commentando l'uccisione in Iraq del comandante della Forza Quds, il corpo di elite dei Guardiani della Rivoluzione dell' Iran (Pasdaran).

Bernini, governo giallorosso paralizzato. «Il Medio Oriente è in fiamme, l' Iran promette vendetta contro gli USA per l'uccisione del generale Soleimani, Israele eleva il livello di allerta. La Turchia intanto sta per inviare le sue truppe in Libia dove già sono all'opera mercenari di ogni fazione. In questo scenario a tinte fosche l'Italia rischia grosso ma non ha una politica estera perché il governo giallorosso è paralizzato dalla guerra tra Di Maio, Di Battista e Paragone. Sembra una farsa, ma è una tragedia nazionale». Lo afferma Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

Emirati, prevalga soluzione politica. Cercare una soluzione politica alle crisi in corso in Medioriente deve essere prioritario rispetto agli scontri e all'escalation. Lo ha scritto su Twitter il ministro di Stato per gli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, a proposito dell'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani in un raid aereo americano vicino all'aeroporto di Baghdad. «Alla luce degli sviluppi regionali, deve prevalere la saggezza e la razionalità. Le soluzioni politiche devono prevalere sugli scontri e l'escalation», ha scritto Gargash. «Le questioni che riguardando la regione sono complesse e si stanno accumulando. C'è una perdita di fiducia tra le parti. (Tuttavia, ndr) l'impegno razionale richiede calma e un impegno privo di emozioni», ha aggiunto.


Salvini, eliminato terrorista islamico. «Donne e uomini liberi, alla faccia dei silenzi dei pavidi dell'Italia e dell'Unione Europea, devono ringraziare Trump e la democrazia americana per aver eliminato uno degli uomini più pericolosi e spietati al mondo, un terrorista islamico, un nemico dell'Occidente, di Israele, dei diritti e delle libertà». Così il segretario della Lega Matteo Salvini commenta il raid americano in Iraq in cui ha perso la vita il generale iraniano Qassem Soleimani.

Iraq, tensione alle stelle dopo assalto ad ambasciata Usa

Gli Stati Uniti hanno condotto raid contro due target legati all'Iran a Baghdad. L'attacco segue le tensioni degli ultimi giorni, con ore e ore di guerriglia con diversi tentativi di penetrare il compound che ospita la sede diplomatica Usa nella capitale irachena, la cui torretta all'ingresso pricipale è stata data alle fiamme. Accuse a Iran e Israele, «I nemici americani e israeliani sono responsabili per l'uccisione di Abu Mahdi al-Muhandis e Qassem Soleimani». Lo afferma Ahmed al-Assadi, il portavoce della Forze di Mobilitazione Popolare, la coalizione di milizie paramilitari sciite pro-iraniane attive in Iraq. Abu Mahdi al-Muhandis, era il numero due delle Forze di mobilitazione Popolare.
 

Meanwhile in the streets of #Bagdad Iraqis celebrate the death of #Soleimani#Iran #MiddleEast #Iraq #Hezbollah pic.twitter.com/JyC4W1gY9A

— Alexandre Krauss (@AlexandreKrausz) January 3, 2020

La guida suprema
«Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell'attacco della notte scorsa»: lo ha detto oggi la guida suprema iraniana Ali Khamenei riferendosi all'attacco americano a Baghdad che ha ucciso il generale iraniano.

 
Ultimo aggiornamento: Sabato 4 Gennaio 2020, 10:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA