Il coronavirus blocca i soggiorni terapeutici dei bambini di Chernobyl, l'appello delle famiglie ospitanti: «Fateli venire in Italia»

Il coronavirus blocca i soggiorni terapeutici dei bambini di Chernobyl, l'appello delle famiglie ospitanti: «Fateli venire in Italia»

Il coronavirus blocca i confini e anche la solidarietà nei confronti dei "bambini di Chernobyl". A causa del Covid 19 sono stati sospesi i soggiorni terapeutici. Ogni anno, sin da quando si è verificato il disastro nucleare, migliaia e migliaia di famiglie accolgono in tutta Italia i bambini orfani della Bielorussia che nel nostro Paese intraprendono un percorso di risanamento fisico e psicologico. Una prassi diffusa soprattutto d'estate, ma anche in periodo natalizio.

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Ne beneficia il corpo - grazie ad una corretta alimentazione e all’aria incontaminata che permette loro di ridurre gli effetti delle radiazioni del disastro nucleare di Chernobyl - e lo spirito. I bambini sono circondati quotidianamente dall'amore della famiglia che li accoglie, ma anche di tutte le persone che vi sono intorno come nonni, zii, cugini e amici. 

A causa della diffusione del Covid - 19 nel territorio italiano, lo scorso 26 febbraio le autorità della Repubblica bielorussa hanno sospeso momentaneamente i progetti di accoglienza.  Sulla base del progressivo miglioramento dei dati nazionali, e facendo seguito alla ripresa di tutte le attività dopo la fase di lockdown, una parte delle Associazioni organizzatrici hanno lavorato incessantemente insieme alle principali autorità italiane proponendo anche dei protocolli di sicurezza. Le famiglie italiane hanno offerto la totale e incondizionata disponibilità a rispettare tutte le necessarie misure a tutela della loro salute e della salute pubblica che sarebbero state proposte.

Il 25 giugno il Comitato tecnico costituito dai rappresentati dei tre ministeri interessati - Lavoro e Politiche Sociali, Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Salute -  si è espresso favorevolmente alla ripresa dei progetti di accoglienza, con una subordinazione alla pubblicazione della lista dei Paesi extra Schengen, i cui cittadini, dal 1° luglio, avrebbero potuto a qualsiasi titolo fare nuovamente ingresso nell’Unione Europea.

La Bielorussia non è rientrata nella lista dei suddetti Paesi, ma il Consiglio Europeo ha previsto che, in situazioni di particolare importanza e valore sociale, si possa fare comunque ingresso in un Paese dell'Unione Europea. Nonostante trattasi di viaggi umanitari, il Comitato dei Minori ha comunicato con una mail ad alcune Associazioni che si occupano di accoglienza la sospensione dei progetti per tutta l’estate, non permettendo così l’arrivo dei bambini nel mese di agosto. Questa decisione, inoltre, non è coerente con l’ingresso in Italia, senza controlli e senza tutele, di persone provenienti da altri Paesi che sono poi risultate positive al coronavirus.   

Pertanto le famiglie accoglienti dei bambini Bielorussi chiedono alle Autorità italiane che vengano convocati con urgenza i rappresentanti delle associazioni, che fino ad oggi si sono prodigate per la ripartenza dei soggiorni, che venga aperto un tavolo tecnico per valutare già a partire dal mese di agosto l’arrivo dei bambini con un protocollo di sicurezza e con il rilascio di un Visto Italia che non vincoli così come previsto dal Consiglio Europeo, che si predispongano ulteriori linee guida di sicurezza sanitaria per le accoglienze future (ottobre e dicembre) così da far ripartire i soggiorni terapeutici e solidaristici in Italia.
Ultimo aggiornamento: Domenica 12 Luglio 2020, 15:28
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