La Russia minaccia: «Rischio di una guerra nucleare». Draghi: «Biden chiami Putin»

I falchi del Cremlino alzano il tiro. «Sale il rischio di uno scontro Russia-Nato e di una guerra nucleare», ammonisce Dmitry Medvedev, ex presidente e attuale vice presidente del Consiglio di sicurezza russo. Medvedev spiega che «riempire l’Ucraina di armi dei Paesi Nato, addestrare le sue truppe all’uso di equipaggiamenti occidentali, schierare mercenari e tenere esercitazioni ai confini aumenta la probabilità di un conflitto aperto e diretto tra Russia e Nato», e che «un simile conflitto ha sempre il rischio di trasformarsi in una guerra nucleare totale». Parole di fuoco, attenuate in qualche modo dal portavoce del Cremlino, Dmytro Peskov, che ha ribadito come tutti vogliano «evitare uno scontro diretto tra Russia e Nato, anche Washington».
Ma intanto la guerra non si ferma. Al settantottesimo giorno di conflitto, le forze russe sembrano ancora registrare difficoltà. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, forte dell’andamento delle operazioni militari, ha ribadito che per Kiev «la guerra finirà quando il Paese avrà recuperato la sua integrità territoriale».
E dall’Ucraina in fiamme giungono nuove notizie di atrocità compiute dalle forze di Mosca. Kiev accusa i russi di aver usato munizioni vietate al fosforo e a grappolo su Dnipropetrovsk. Un video, pubblicato dalla Cnn, mostra cinque soldati russi che fanno irruzione e sparano senza motivo su due civili disarmati vicino all’ingresso dell’attività commerciale uccidendoli. Un procuratore ucraino ha dichiarato di avere aperto un’indagine per crimini di guerra dopo avere visto il video ottenuto dalla Cnn. Anche l’Onu ha fatto sapere di aver aperto una inchiesta sulle violazioni attribuite alle forze russe. «La portata delle uccisioni illegali, compresi gli indizi di esecuzioni sommarie nelle aree a nord di Kiev, è scioccante - ha spiegato l’Alta commissaria Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, nella sessione speciale del Consiglio dei diritti umani sull’Ucraina - Sebbene disponiamo di informazioni su 300 di questi omicidi, le cifre continueranno ad aumentare man mano che nuove prove saranno disponibili».
E mentre sono in corso «negoziati molto difficili» sull’evacuazione dei combattenti gravemente feriti dall’acciaieria Azovstal a Mariupol tramite uno scambio di prigionieri di guerra russi, c’è chi, come il premier italiano Mario Draghi, prova a riaprire la via del dialogo, sottolineando che non si può imporre un accordo agli ucraini ma «Biden deve chiamare Putin». Su posizioni più intransigenti il premier inglese Boris Johnson: «Non riesco proprio a vedere come possiamo normalizzare le relazioni con Putin ora», ha detto in un’intervista a Lbc, mentre visitava Finlandia e Svezia per firmare un accordo di cooperazione militare.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 Maggio 2022, 06:35
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