La giornalista russa contro la guerra assunta dal quotidiano tedesco: «Non era più possibile tacere»

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Il debutto a sorpresa è un articolo dal titolo 'I russi hanno paura', lunedì in prima pagina sul quotidiano tedesco Die Welt. A firmarlo è Marina Ovsyannikova, la giornalista russa no-war che ebbe il coraggio di interrompere un telegiornale per protestare contro la guerra di Putin, diventando famosa in tutto il mondo quanto invisa al regime nel suo Paese. Adesso è stata assunta dalla testata tedesca.

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«La mia vita è divisa fra un prima e un dopo. I principi morali a un certo punto sono diventati più importanti del benessere, la libertà dell'anima più di una vita regolare. La guerra in Ucraina è stata il punto di non ritorno, il punto in cui non era più possibile tacere», ha scritto Marina, che ovviamente perse il suo posto di lavoro subito dopo la manifestazione di dissenso.

Nelle scorse settimane aveva ammesso di avere paura per la sua vita e quella dei suoi figli, essendo rimasta fra l'altro isolata dai colleghi. Il direttore della Welt, Ulf Poschardt, ha spiegato di ritenere che la situazione della sicurezza della giornalista possa migliorare proprio grazie al nuovo incarico con il giornale «perché attraverso di esso ottiene più visibilità», ha detto. Alla domanda se il giornale voglia anche inviare un segnale politico con questa assunzione, Poschardt ha risposto: «Facciamo giornalismo, non politica. Un giornalismo buono, coraggioso e incorruttibile è una minaccia per ogni autocrate e dittatore».

Ancora nel testo pubblicato, la reporter, adesso corrispondente dalla Russia per il giornale del gruppo Axel Springer, racconta di essere «sottoposta a incredibili molestie» sui social. «Gli ucraini mi considerano una agente del Fsb, i russi scrivono che sono una traditrice che lavora per i servizi britannici. Tutti cercano motivazioni nascoste e le più incredibili teorie del complotto. Nessuno vuole credere che la mia sia stata solo la protesta emotiva di una cittadina». Le forme di ritorsione sono altrettanto varie: dalle ruote bucate all'auto (nel parcheggio della tv per la quale lavorava fino alla protesta) al blocco della fornitura del cibo per cani dalla ditta (vicina al governo) da cui lo acquistava da sempre. La Ovsjannikova spiega che i russi hanno paura e che tanti giovani non prendono parte ai sondaggi proprio per evitare ritorsioni. Ci sono però motivi per non perdere l'ottimismo, aggiunge: «Sempre più persone mi scrivono di essere disposte a tutto pur di fermare questo delirio». E cita i casi di resistenza civile, come quello dell'ex pilota di Aeroflot, Sergej Knischow, che ha scandito il suo chiaro 'no' all'invasione dell'Ucraina.


Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Aprile 2022, 11:10
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