George Floyd, il medico: «Morto per asfissia, non per infarto». E anche la polizia attacca Chauvin

George Floyd, il medico: «Morto per asfissia, non per infarto». E anche la polizia attacca Chauvin

George Floyd, prosegue il processo per omicidio a carico dell'agente Derek Chauvin. Mentre il medico supertestimone smentisce la tesi della difesa, anche la polizia di Minneapolis 'scarica' l'ex agente condannando il suo comportamento durante l'arresto.

 

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George Floyd, il medico: «Morto per asfissia»

Tra i testimoni, in aula, è stato convocato anche Bradford Langenfeld, il medico che aveva assistito all'arresto, che tentò di rianimare George Floyd e che per primo ne certificò il decesso. «La causa più probabile della morte è asfissia, non un attacco di cuore» - ha spiegato ai giudici il dottor Langenfeld - «Non c'è stato alcun trauma significativo che possa far pensare che Floyd abbia sofferto una emorragia tale da causare un arresto cardiaco. La causa più probabile è una ipossia, cioè una mancanza di ossigeno nel cervello e in altri organi».
La difesa dell'ex agente di polizia Derek Chauvin sostiene invece che la morte di George Floyd sia stata causata da un attacco cardiaco dovuto all'assunzione di droghe e ad alcune patologie pregresse, oltre al Covid. L'afroamericano ucciso a Minneapolis, infatti, risultò positivo ad un esame post-mortem.

 

George Floyd, la polizia di Minneapolis: «Chauvin ha violato le regole»

A condannare il comportamento dell'ex agente Derek Chauvin c'è anche il capo della polizia di Minneapolis. «Nel corso di quell'arresto sono state evidentemente violate le regole» - ha spiegato in aula Medarria Arradondo - «L'agente non ha seguito le politiche del nostro dipartimento sull'uso della forza e sull'obbligo di offrire aiuto a chi ne ha bisogno».
In aula era presente anche il capo della sezione omicidi della polizia di Minneapolis. «Chauvin ha usato una forza letale totalmente non necessaria. Se metti il ginocchio sul collo di una persona, sai che puoi ucciderlo. Una volta che una persona è ammanettata, il livello di minaccia scompare. È ammanettato, come può farti del male?» - le parole del tenente Richard Zimmerman - «Non vedo motivo per cui gli agenti dovessero sentirsi in pericolo, se è quello che hanno sentito. E questo è quello che dovrebbero sentire per usare quel livello di forza».

 

George Floyd, cosa rischia Derek Chauvin

George Floyd morì il 25 maggio 2020, durante un arresto da parte di quattro agenti. La polizia era intervenuta per fermare l'uomo, dopo che aveva utilizzato una banconota falsa per fare acquisti in un negozio. Durante l'arresto, George Floyd fu immobilizzato a terra, con Derek Chauvin che per oltre nove minuti aveva fatto pressione col ginocchio sul collo dell'afroamericano appena fermato. L'ormai ex agente è accusato di diversi gradi di omicidio e teoricamente rischierebbe una condanna da 10 a 40 anni, ma essendo incensurato, la sua condanna potrà variare da quattro anni a 12 anni e sei mesi. 


Ultimo aggiornamento: Martedì 6 Aprile 2021, 16:34
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