Biden e Xi, nemici amici: uniti sull'Ucraina, gelo su Taiwan

Biden e Xi, nemici amici: uniti sull'Ucraina, gelo su Taiwan

di Alessandra Severini

Per la prima volta da quando Joe Biden è stato eletto alla Casa Bianca si sono stretti la mano e guardati negli occhi. Il vertice fra il presidente statunitense e il suo omologo cinese Xi Jinping, a margine del G20 di Bali, è durato circa tre ore e ha affrontato temi variegati: dalla guerra in Ucraina a Taiwan, dai diritti civili alla concorrenza. E anche se alla fine non c’è stato un comunicato congiunto ma solo due dichiarazioni separate, i punti di convergenza sono stati più del previsto.

Uno «scambio aperto e schietto», lo ha definito Biden nella conferenza stampa che ha seguito il colloquio. Rilassato e sorridente, forte dei risultati delle elezioni di Midterm, l’inquilino della Casa Bianca ha voluto rassicurare: «Non ci sono ragioni per temere una nuova Guerra Fredda», quello che gli Usa vogliono è una competizione «responsabile» con la Cina. L’obiettivo è condiviso anche dal presidente Xi, per cui «il mondo è grande abbastanza per entrambi i Paesi per svilupparsi e prosperare insieme», a patto che entrambi abbiano una «percezione corretta» dell’altro, e non tentino di «cambiare o sovvertire» i reciproci sistemi politici. Biden e Xi hanno trovato una certa sintonia sulla guerra in Ucraina. Entrambi si sono trovati concordi nel ribadire che una guerra nucleare non dovrebbe mai essere combattuta e non potrà mai essere vinta e hanno sottolineato la loro opposizione all’uso o alla minaccia dell’uso di armi nucleari in Ucraina. Posizioni che sembrano mettere la Russia sempre più all’angolo. La Cina è «estremamente preoccupata» per la situazione in Ucraina, ha detto Xi, e rimane a «favore della pace e della ripresa dei colloqui tra Mosca e Kiev». Ma la guerra è «una situazione complessa e globale» e il presidente cinese ha sottolineato che, nella visione di Pechino, Stati Uniti, Nato e Unione Europea devono riprendere «dialoghi complessivi» con Mosca.

Rimane invece netta la distanza sulla situazione di Taiwan. «Ho detto chiaramente che vogliamo che le questioni nello Stretto siano risolte in maniera pacifica in modo che non si arrivi mai a un conflitto» ha riferito Biden, dicendo comunque di «non credere in un imminente tentativo da parte della Cina di invadere Taiwan». La diplomazia di Pechino sul punto però è stata molto più fredda e ha tenuto a precisare che la questione di Taiwan «è al centro degli interessi fondamentali della Cina” e costituisce “il fondamento politico delle relazioni Cina-Usa». «Chiunque cerchi di dividere Taiwan dalla Cina –avrebbe detto Xi - violerà gli interessi fondamentali della nazione cinese: Il popolo cinese non lascerà che questo accada». Dunque patti chiari: Taiwan è «la prima linea che non deve essere superata».

L’incontro comunque è apparso come l’inizio di un processo di disgelo. A riprova di questo Usa e Cina hanno deciso di riavviare i colloqui sul clima, che erano stati congelati per volontà di Pechino dopo la visita di Nancy Pelosi a Taiwan.


Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Novembre 2022, 06:00
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