Interrogatorio choc, il fermato torturato e minacciato con un serpente di due metri

Un filmato che ha sconvolto il web, quello girato durante l'interrogatorio di un uomo fermato per un piccolo furto: il sospettato è costretto a stare seduto a terra e urla terrorizzato, dopo che alcuni poliziotti gli avevano posto sopra un serpente di due metri. La rapida diffusione del video ha generato una polemica sull'uso squilibrato della forza da parte della polizia, così forte da indurre le autorità ad ammettere la veridicità delle riprese. 

Corona, foto con due pistole: «Giustizia, ma non quella che il governo prova a far passare»

È accaduto in Indonesia, nella regione orientale di Papua, dove un uomo di etnia papuana è stato sottoposto a vere e proprie torture, come la minaccia col serpente, lungo due metri. Le autorità indonesiane hanno ammesso che il filmato, divenuto di dominio pubblico, è reale. La polizia, però, si è difesa così: «Si trattava di un serpente non velenoso e quell'uomo non è stato picchiato in alcun modo dai nostri agenti. Queste sono le nostre tecniche di interrogatorio».

Il serpente utilizzato dalla polizia indonesiana nel controverso interrogatorio dell'uomo arrestato per furto non è una specie velenosa e appartiene alla famiglia dei costrittori (come i boa o i pitoni), capaci di uccidere le loro prede per asfissia. Come riporta anche 20minutos.es, l'avvocata Veronica Koman, specializzata nella tutela dei diritti umani, ha spiegato che in Indonesia gli interrogatori con i serpenti sono comuni da tempo soprattutto nei confronti di oppositori politici e indipendentisti della regione di Papua.

Oltre alle accuse di tortura, la polizia indonesiana è nell'occhio del ciclone per la discriminazione razziale nei confronti degli uomini di etnia papuana. La regione, infatti, forma la metà occidentale dell'isola della Nuova Guinea, che appartiene all'Indonesia ma da oltre 50 anni chiede l'indipendenza da Giacarta. La parte orientale dell'isola, invece, appartiene alla Repubblica di Papua Nuova Guinea, stato indipendente dal 1975.
© RIPRODUZIONE RISERVATA