Darya Dugina, i filo-Putin sui social accusano Nato e Usa. E lei prima di morire dava del «servo» a Draghi

La figlia di Oleksandr Dugin uccisa in un attentato che, quasi sicuramente, aveva come obiettivo il padre. Tanti i dubbi, nessuna certezza

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L'attentato a Darya Dugina aveva quasi certamente come obiettivo il padre, Oleksandr Dugin, 'guru' della propaganda anti-globalista russa. Questa, al momento, appare l'unica ipotesi fondata, mentre sul web le tesi su ciò che è accaduto la notte scorsa alle porte di Mosca sono decisamente contrastanti e al limite del complottismo.

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Darya Dugina, le tesi sull'attentato

Sul web, e in particolare su Twitter, sono diverse le ipotesi sull'attentato che ha ucciso Darya Dugina. La 30enne figlia di Oleksandr Dugin è morta nell'esplosione del Suv, su cui il padre avrebbe dovuto viaggiare, cambiando però idea all'ultimo momento. I filorussi non hanno dubbi: le responsabilità sarebbero dell'Ucraina e della Nato, con il beneplacito degli Stati Uniti. Lo aveva sostenuto anche Denis Pushilin, leader dell'autoproclamata Repubblica filorussa di Donetsk, nel Donbass.

Una tesi rilanciata anche da tanti utenti italiani filorussi, con un passato recente da no vax e no green pass. In alcuni casi, l'attentato a Darya Dugina viene definito «mafioso» e paragonato, per le modalità di esecuzione, alla strage di Capaci, che uccise Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta del magistrato.

In molti, tra i filorussi, vedono nell'attentato che ha ucciso Darya Dugina l'ennesima giustificazione per la guerra voluta da Vladimir Putin. Alcuni di loro, nel nome del profilo, hanno dei chiari segni distintivi: i mattoni e la Z.

Anche alcuni esponenti politici italiani hanno condannato l'attentato, manifestando ancora apertamente posizioni filorusse. Non mancano attacchi all'atlantismo Nato e le fonti di alcuni video sono i canali gestiti dai no vax contro la "dittatura sanitaria".

La morte di Darya Dugina è anche un pretesto per tornare ad attaccare la Nato, il liberismo e l'atlantismo. Molti non hanno dubbi: i veri mandanti dell'attentato sono gli Stati Uniti, ma non solo. C'è anche chi tira in ballo Davos.

Non tutti, però, credono ciecamente ad un attentato voluto dalla Nato a due passi da Mosca. Semplicemente perché significherebbe una gravissima falla nella sicurezza e nei servizi segreti russi.

C'è infatti chi crede che l'attentato sia stato voluto, se non anche realizzato, proprio dai servizi segreti russi. O almeno, da quella fronda interna che non approva la politica estera di Vladimir Putin. 

Per chi volesse approfondire il tema che supporterebbe l'ipotesi della ribellione interna e dei servizi segreti in opposizione a Putin, questo thread offre alcuni spunti di riflessione.

Oleksandr Dugin, fedelissimo di Putin?

Subito dopo l'attentato, il filosofo Oleksandr Dugin è stato descritto, un po' ovunque, come lo stratega personale e l'ideologo di Vladimir Putin. Ma le cose stanno davvero così? Se è vero che le sue teorie e le sue strategie belliche hanno guidato l'azione di Putin in Ucraina, e non solo quest'anno, è anche un'imprecisione definire Dugin un "fedelissimo" del presidente russo. Anche se le idee ultranazionaliste di Dugin sono alla base delle posizioni russe e filorusse, la vicinanza tra il filosofo e Vladimir Putin è decisamente diversa da quanto si ritiene in Occidente.

Tra l'altro, sembra che Oleksandr Dugin non sposasse completamente diverse idee e teorie di Vladimir Putin. Definirlo quindi "ideologo" e "stratega" del presidente russo è, perlomeno, un'inesattezza.

Un thread che smentisce la stretta vicinanza di Dugin a Putin è consultabile qui sotto:

Darya Dugina e l'attacco a Draghi: «Servo degli Usa»

Mario Draghi è un «Quisling», un «collaborazionista» degli americani, e l'unica prospettiva valida per gli italiani alle elezioni del 25 è votare per le forze anti-establishment di 'Italia sovrana e popolare', il partito di Rizzo e Ingroia: l'affondo sull'ex premier è stato pubblicato quattro giorni fa sul sito diretto da Daria Dugina, la figlia dell'ideologo di Vladimir Putin rimasta uccisa in un attentato in Russia. Nell'articolo pubblicato su United World International (Uwi) e firmato da Fabrizio Verde, si afferma che «l'Italia di Draghi, con il suo cieco servilismo verso gli Stati Uniti, ha contribuito all'attuale crollo dell'Europa, portandola sull'orlo di una crisi economica, politica, sociale». Sulla spinta «delle élite politiche che hanno deciso di seguire i dettami di Washington e di lanciarsi contro la Russia, che è un fornitore di energia indispensabile per quasi tutta l'Europa». Quanto alle prospettive future dell'Italia, nell'articolo si afferma che «non c'è in vista nessun cambiamento di prospettiva», neanche in caso di vittoria del centrodestra. Perché «Giorgia Meloni ha avuto fretta, come gli altri leader, di proclamare la sua fede nell'alleanza atlantica, che sembra una necessità per governare in Italia».

Per il sito di Daria Dugina, gli italiani dovrebbero puntare su «Italia Sovrana e Popolare, che include alcune formazioni come il Partito Comunista, Ancora Italia, Riconquistare l'Italia»: una coalizione considerata «unica alternativa al totalitarismo liberalista, guerrafondaio e sanitario», il cui programma mette «tra le priorità far uscire l'Italia dalla Nato, dall'Ue, dall'Euro e dall'Oms. E include lo stop immediato dell'invio di armi al regime ucraino e alle sanzioni alla Russia». Daria Dugina era stata sanzionata dagli Stati Uniti a marzo proprio per il suo incarico di direttore di United World International, considerato da Washington un sito di disinformazione e propaganda filo-Cremlino.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Agosto 2022, 12:25
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