Il coronavirus ferma la Danza del Sole dei nativi americani: «Troppi contagi nelle comunità più povere»
di Silvia Natella

Il coronavirus ferma la Danza del Sole dei nativi americani: «Troppi contagi nelle comunità più povere»

Il coronavirus ferma anche le cerimonie dei nativi americani. Tra le popolazioni indigene degli Stati Uniti i contagi da Covid-19 stanno salendo vertiginosamente e questo ha spinto i leader della comunità degli Stati delle Grandi Pianure del Nord e del Sud Dakota a cancellare la tradizionale Danza del Sole, un rito di purificazione e guarigione collettivo che richiede appunto un assembramento di persone. Altri raduni si sono tenuti online per le coloro che hanno accesso a internet.

Leggi anche > Il Sud Italia protetto da uno «scudo genetico». La nuova tesi degli immunologi
 
Come riporta l'Independent, i leader delle comunità affermano che la cancellazione degli eventi è stata resa necessaria per rispettare la regola del distanziamento sociale, ma potrebbe avere ripercussioni sul benessere di chi è affitto da problemi mentali, senza dimenticare l'impatto sulla cultura delle tribù. Attraverso la Danza del Sole si rende grazie dell'anno trascorso e si invocano le forze divine chiedendo protezione e prosperità per tutti gli esseri viventi. Alla base di questo rituale vi è il concetto di autosacrificio, della donazione che ogni danzatore fa del proprio corpo e del proprio sangue attraverso il danzare per diversi turni al giorno.

L'evento è stato rimandato perché interessa popolazioni da sempre penalizzate economicamente e politicamente. 
La Riserva Navajo è abitata da 173mila persone, comprende un territorio a cavallo tra il New Mexico, lo Utah e l'Arizona e conta 4.800 contagi e 150 morti. Si tratta del più alto tasso di infezione pro capite nel Paese.
«La popolazione dei nativi americani è stata colpita in misura maggiore», ha detto il sindaco di Rapid City (Sud Dakota) Steve Allender.

Donald Warne, medico e decano associato presso la School of Medicine and Health Sciences dell'Università del Nord Dakota, ha affermato che, prima della pandemia, le comunità native stavano già combattendo alcuni dei peggiori tassi nazionali di povertà e disoccupazione e il peggior accesso alle cure sanitarie: «Non considero il Covid-19 come un problema esclusivamente medico nelle comunità indiane. È davvero una questione politica e di giustizia sociale».

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 29 Maggio 2020, 10:46
© RIPRODUZIONE RISERVATA